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	<title>come scegliere &#8211; JAMBLE</title>
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		<title>Come scegliere un overdrive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 12:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Effetti]]></category>
		<category><![CDATA[Overdrive & Distorsori]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
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		<category><![CDATA[overdrive]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla scia di un altro articolo in cui trattammo l&#8217;argomento &#8220;overdrive&#8221;, spiegando un po&#8217; l&#8217;uso che se ne può fare e le differenze tra questi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla scia di un altro articolo in cui trattammo l&#8217;argomento &#8220;overdrive&#8221;, spiegando un po&#8217; l&#8217;uso che se ne può fare e le differenze tra questi e il distorsore (<a href="https://www.jamble.it/overdrive-cose-a-che-serve-come-si-usa-come-si-regola/">Overdrive: cos&#8217;è e come si usa</a>), ed anche spinti da un recente articolo letto in giro online, ecco che anche noi di Jamble ci apprestiamo a dare qualche consiglio per chi si stia ponendo l&#8217;obbiettivo di acquistare un overdrive, ma si sia perso nel mare sterminato di prodotti possibili nel mercato.</p>
<p>Diciamo che ci sono alcune linee guida che possono aiutarci nella scelta e che, rispondendo ad alcune semplici domande possiamo &#8220;mettere a fuoco&#8221; quale sia il prodotto che più si avvicini a ciò che stiamo cercando o di cui abbiamo necessità. Ovviamente, solo voi potrete rispondere a queste domande e non abbiamo certo la pretesa di indicarvi una &#8220;via&#8221; da seguire, in quanto la scelta è del tutto personale.</p>
<div style="float:left; width:60%;"><span style="font-size: 120%;"><br />
<strong>1) True Bypass o Buffered ?</strong><br />
Come abbiamo detto più volte, non esiste un meglio o un peggio, dipende da ciò che vi serve. Il true bypass, molto in voga negli ultimi anni ed amatissimo da chi scrive, ha risolto alcuni problemi ma ne ha portati altri. Se è vero che non avere un buffer ha i suoi vantaggi rispetto a quei pedali che invece montano un buffer di scarsa qualità, dall&#8217;altro la somma di molti pedali true bypass genera un enorme perdita di segnale. Senza entrare in ulteriori discussioni che abbiamo già fatto, vi invito a leggere qui : <a href="https://www.jamble.it/true-bypass-sfatiamo-un-mito/">True Bypass o buffered?</a> </span></div>
<div style="float:left; width:40%; padding-top:20%"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/true_bypass.jpg" rel="prettyphoto[pedals]"><img decoding="async" style="vertical-align: middle;" class="alignright size-thumbnail wp-image-3915" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/true_bypass.jpg" alt="true bypass" width="150" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/true_bypass.jpg 480w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/true_bypass-214x300.jpg 214w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a>
</div>
<div style="clear:both;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float:left; width:60%;"><span style="font-size: 120%;"><br />
<strong>2) Quanti canali deve avere ?</strong><br />
Ci sono overdrive ad un canale, a due canali, ad un canale più booster (prima o dopo il canale overdrive). Già rispondere a questa domanda in maniera certa, taglia fuori parecchi concorrenti. Se avete già un buon gear potreste aver bisogno soltanto di un canale overdrive, magari per le ritmiche, oppure potreste volere due canali per gestire tutto da pedali avendo a disposizione almeno due suoni, normalmente uno più saturo dell&#8217;altro. Nel secondo caso ovviamente la vostra scelta ricadrà su un pedale che abbia almeno due canali ed in questo caso scatta la domanda successiva: 2 canali distinti o un canale più booster ? Due canali distinti possono essere una scelta più azzeccata per coloro che pensano di aver bisogno NON dello stesso suono più saturo, ma proprio di due suoni indipendenti, magari con equalizzazione separata. Se invece vorreste che il vostro suono si mantenesse ed aumentasse solo la distorsione, forse fareste meglio a guardare tra quegli overdrive che hanno un canale più un booster. Alcuni di questi collocano il booster prima, altri dopo il canale overdrive. Di norma posiamo generalizzare dicendo che il collocare il booster dopo, aumenta più il volume che la sensazione di saturazione, mentre al contrario il booster che precede il canale overdrive in genere offre maggiore saturazione, ma non aumenta il volume del segnale.</span></div>
<div style="float:left; width:40%; padding-top:20%"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/many_channels.jpg" rel="prettyphoto[pedals]"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-3915" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/many_channels.jpg" alt="true bypass" width="150" /></a>
</div>
<div style="clear:both;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float:left; width:60%;"><span style="font-size: 120%;"><br />
<strong>3) Ho bisogno di poco o molto gain ?</strong><br />
Sempre in base al vostro gear, ma anche in base al genere che suonate, ai vostri gusti personali, ai suoni a cui fate riferimento, ecc.. potreste aver bisogno di un overdrive potente oppure di un light overdrive, solo per &#8220;scolpire&#8221; il suono e/o usarlo come booster per saturare ulteriormente altri overdrive o distorsori. Attenzione a non confondere overdrive e distorsore. Se notate che avete bisogno di una distorsione particolarmente aggressiva, l&#8217;overdrive non è il vostro pedale e forse fareste meglio a dare un&#8217;occhiata ad un distorsore. Comunque, anche tra gli overdrive, è possibile trovare alcuni modelli che offrono più saturazione di altri.</span></div>
<div style="float:left; width:40%; padding-top:20%"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/gain.jpg" rel="prettyphoto[pedals]"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-3915" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/gain.jpg" alt="true bypass" width="150" /></a></div>
<div style="clear:both;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float:left; width:60%;"><span style="font-size: 120%;"><br />
<strong>4) Verso che tipo di suono sono orientato ?</strong><br />
Ci sono overdrive che sono dei classici, altri ispirati a quei classici, altri ispirati ai suoni di vecchi amplificatori, altri ancora più personali: più o meno &#8220;croccanti&#8221;, più o meno &#8220;intubati&#8221;, più o meno mediosi, impastati, fuzzosi, ecc.. insomma ce n&#8217;è davvero per tutti i gusti. Fate una breve lista di suoni che vorreste ed analizzate i punti in comune. Dovreste essere in grado di riconoscere la tendenza naturale che avete verso questo o quel suono.</span></div>
<div style="float:left; width:40%; padding-top:20%"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/which_sound.jpg" rel="prettyphoto[pedals]"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-3915" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/which_sound.jpg" alt="true bypass" width="150" /></a></div>
<div style="clear:both;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float:left; width:60%;"><span style="font-size: 120%;"><br />
<strong>5) Vorrei degli switch per modificare il suono ?</strong><br />
Mi spiego meglio: molti produttori di overdrive forniscono i pedali di switch per vari tipi di selezioni: dalla scelta del diodo, al carattere dell&#8217;equalizzazione, ecc.. Spesso i pedali che hanno questo tipo di controlli possono essere definiti più versatili degli altri. Attenzione però perchè si ha normalmente una errata concezione del termine &#8220;versatile&#8221; associandolo ad un concetto di &#8220;migliore&#8221;, ma non è affatto detto che sia così. Se un pedale mi offre più sonorità può essere meglio solo se a me servono realmente più sonorità, ma spesso un pedale che fa una cosa sola, la fà meglio di quello che ha un offerta maggiore, perchè chi lo ha progettato ha necessariamente dovuto scendere a maggiori compromessi rispetto a quello che ha un unica possibilità.</span></div>
<div style="float:left; width:40%; padding-top:20%"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/VERSATILITY.jpg" rel="prettyphoto[pedals]"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-3915" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/VERSATILITY.jpg" alt="true bypass" width="150" /></a></div>
<div style="clear:both;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float:left; width:60%;"><span style="font-size: 120%;"><br />
<strong>6) Quanti controlli di equalizzazione vorrei ? </strong><br />
Questo è un dato forse meno importanti di quelli che lo hanno preceduto, ma per qualcuno può essere importante avere, anzichè il classico, unico, controllo di tono, più potenziometri dedicati come alti, medi e bassi separati. In alcuni pedali viene offerto un controllo di tono generale ed un ulteriore controllo solo per le medio frequenze, in quanto sono le più difficili da trattare in base un po&#8217; a due scuole di pensiero piuttosto diverse. La prima vuole che i medi siano praticamente annullati per ricreare un suono più &#8220;distante ma pastoso e potente&#8221;, la seconda invece vuole i medi molto alti per ricreare un suono più &#8220;vicino ed inscatolato&#8221;. Se propendete per la seconda scelta, tenete presente un grande classico ed le sue migliaia di derivazioni : il Tube Screamer. Un altro suono che potrebbe interessarvi è il cosi detto &#8220;dumble sound&#8221;, ispirato agli storici amplificatori. Per la prima scelta invece non ho un nome di riferimento, ma ci sono davvero un mare di pedali che si adattano a questo gusto.</span></div>
<div style="float:left; width:40%; padding-top:20%"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/eq_controls.jpg" rel="prettyphoto[pedals]"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-3915" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/eq_controls.jpg" alt="true bypass" width="150" /></a></div>
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<p>&nbsp;</p>
<div style="float:left; width:60%;"><span style="font-size: 120%;"><br />
<strong>7) Quanto spazio ho in pedalboard ?</strong><br />
Questa è la domanda che mi porrei come ultima in quanto, sono convinto che se un pedale mi piace, lo spazio lo trovo sempre. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Certo però può essere un dato interessante.</span></div>
<div style="float:left; width:40%; padding-top:4%"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/little_bakery.jpg" rel="prettyphoto[pedals]"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-3915" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/10/little_bakery.jpg" alt="true bypass" width="150" /></a></div>
<div style="clear:both;"></div>
<p>Queste sono un po&#8217; le domande che mi farei per orientarmi meglio nella scelta di un overdrive. Se siete come chi scrive, purtroppo un solo overdrive non vi basterà e troverete sempre infinite ragioni per rispondere tutto ed il contrario di tutto ad ogni domanda. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Vi lascio il link al <a href="http://forum.jamble.it/effetti/come-scegliere-un-overdrive/new/#new">FORUM</a> dove dire la vostra.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Come scegliere una chitarra elettrica: guida galattica per chitarristi in erba</title>
		<link>https://www.jamble.it/come-scegliere-una-chitarra-elettrica-guida-galattica-per-chitarristi-in-erba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 20:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
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		<category><![CDATA[chitarra elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[Avete presente la lattina rossa della bibita gassata più famosa di sempre? Soltanto il contenitore di un beverone misterioso o una vera icona pop del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000">Avete presente la lattina rossa della bibita gassata più famosa di sempre? Soltanto il contenitore di un beverone misterioso o una vera icona pop del ventesimo secolo?<br />
E ora pensate alla Stratocaster; semplicemente uno strumento musicale o un “oggetto” familiare anche a chi non suona, capace di identificare come nessun’altra chitarra l’epoca d’oro del rock and roll e tutto quello che questo ha rappresentato in termini di influenza sugli usi e i costumi probabilmente dell’intero mondo occidentale e forse anche oltre.<br />
Questa forte suggestione iconografica ha fatto sì che diversamente da altri strumenti, uno dei motivi principali per cui si decide di voler imparare a suonare la chitarra abbia a che fare con tutto un immaginario ispirato alla propria band preferita e a tutto quello che ne consegue, al punto che spesso un certo modello diviene nella percezione comune una sorta di “segno particolare” che marchierà per sempre chi la utilizza.<br />
Va inoltre aggiunto che, anche se fortunatamente negli ultimi decenni le cose sono cambiate, qualche tempo fa era consuetudine imporre o quasi a chi avesse il desiderio di imparare a suonare la chitarra, di passare attraverso lo studio della chitarra classica o nella migliore delle ipotesi della chitarra acustica, retaggio di una vecchia mentalità, che vuole che allo studio corrisponda fatica e “dolore” prove tangibili dell’applicazione che per l’aspirante chitarrista significavano crampi, tendiniti e le “mitologiche” dita sanguinanti.<br />
Questo passaggio proposto come necessario portava però lo studente a non considerare le enormi differenze tra la chitarra elettrica e la sua progenitrice e i reali motivi per cui dalla chitarra acustica si fosse reso inevitabile un tale salto evolutivo, ovvero la necessità dei chitarristi delle big bands di rendersi udibili anche quando suonavano in contesti dove gli ottoni, il pianoforte e le percussioni li sovrastavano.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-3886" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96-300x243.jpg" alt="charlie-christian96" width="350" height="285" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96-300x243.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96.jpg 685w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><span style="font-size: small;color: #000000">I primi esperimenti in questa direzione furono semplicemente tentativi di elettrificare le chitarre acustiche e solo successivamente grazie alle intuizioni di menti geniali come Leo Fender, Lester Polfus, Adolph Rickenbacker e altre figure meno conosciute ma in realtà non meno importanti, si arrivò alla produzione della prima solid body, che però ormai era molto di più che la semplice evoluzione della chitarra acustica anzi le conseguenze dell’introduzione della <span style="font-size: small;color: #000000">Broadcaster progenitrice della più conosciuta Telecaster da parte della Fender ebbe ripercussioni sulla musica che definire</span> rivoluzionarie sarebbe decisamente riduttivo, si potrebbe anzi dire che il passaggio dalla chitarra acustica a quella elettrica è direttamente responsabile dell&#8217;evoluzione che dal blues condusse al pop/rock, in quanto non solo in entrambi i casi l’uno è stato il veicolo per arrivare al secondo ma una volta raggiunta la giusta popolarità si è intrapreso un percorso inverso per cui si è cominciato ad elettricare il blues e persino a utilizzare un linguaggio debitore alla musica classica con strumenti elettrici a dispetto di un purismo tradizionalista e votato all’immobilismo che comunque ha resistito fino ai giorni nostri, oltre al fatto che la diffusione della musica popolare estese il ruolo stesso della chitarra che da strumento musicale divenne una vera e propria icona culturale del ventesimo secolo.<br />
Pertanto sarebbe giusto considerare la chitarra elettrica come uno strumento con una sua identità precisa e diversa da quelle delle sue progenitrici acustica e classica, ma nonostante ciò l’equivoco che si trattasse quasi dello stesso strumento ha resistito fino a tempi piuttosto recenti mentre sarebbe corretto proporli come strumenti simili sotto certi aspetti ma anche molto diversi sotto altri, a cominciare dalla loro costruzione fino all’approccio stesso al modo di suonare, considerando inoltre che suonare una chitarra elettrica implica l’utilizzo di un amplificatore che in un certo qual modo complica ulteriormente le cose.<br />
Tornando all’aspetto iconografico, come già detto, la chitarra elettrica in quanto oggetto “pop”, si sceglie quasi sempre per una questione di attrazione estetica o perché è lo strumento del nostro beniamino o addirittura perché identifica un genere, trascurando spesso per ignoranza aspetti che influenzeranno in modo determinante il nostro approccio alla musica e che vanno al di là della forma del body.<br />
La chitarra è realmente uno strumento che si “indossa” e proprio come gli abiti, è comprensibile che vengano scelti in base al nostro gusto estetico ma è fondamentale che ci facciano sentire a nostro agio, che non siano larghi o stretti, lunghi o corti e così via e siccome, a meno di non corrispondere perfettamente alle proporzione dell&#8217;uomo di vitruvio, non esiste una misura adatta a tutti è necessario provare e riprovare fino a quando non si trova il modello che ci calza perfettamente tenendo però conto che non meno importanti sono le caratteristiche sonore di quella che diventerà la “nostra” voce.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><strong> <span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">IL BODY</span></span></strong></p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3887" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1-300x178.jpg" alt="gittler-guitar1" width="350" height="208" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1-300x178.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1.jpg 508w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Partendo dagli aspetti estetici la prima cosa che sicuramente colpisce di una chitarra elettrica è la forma del corpo, che diversamente dalla sua “antenata” acustica ha subito già dai primi giorni di vita tutti i capricci dei propri stessi creatori, assumendo forme che negli anni sono diventate spesso estremamente creative, sfociando anche in opere piuttosto <span style="color: #ff9900"><a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/modifiche-assassine!/">discutibili</a></span>.</em></span></strong></span>
</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><br />
Questa opportunità è data dal fatto che proprio la teoria stessa che portò alla sua nascita, parte dal presupposto che una volta che la vibrazione della corda viene captata e trasdotta da un magnete, il supporto sul quale è montato è ininfluente, permettendo sia ad aziende già avviate come Fender e Gibson sia a produttori meno conosciuti, quando non dei veri e propri artigiani, di cimentarsi nella produzione delle forme più svariate, utilizzando a volte materiali diversi dal legno, come plexiglass e carbonio o addirittura a ridurre il corpo della chitarra ad uno scheletro sufficiente ad ospitare il necessario per suonare.<br />
In realtà questa dottrina scientifica e apparentemente innegabile, si scontra ancora oggi con un pensiero contrario, che restituisce invece al legno e alla sua stagionatura, un’importanza fondamentale nella timbrica e nella qualità stessa del suono prodotto da una chitarra elettrica e ad esempio Gibson ne ha fatto per anni il suo caposaldo arrivando ad incontrare anche guai giudiziari contravvenendo alle leggi che regolano le importazioni di alcuni tipi di piante protette.<br />
Quindi per quanto come già detto, possa essere legittimo e comprensibile che si scelga una chitarra in base alla forma è meglio avere le idee piuttosto chiare sul tipo di timbro che vorremmo ricavarne in modo da avere un primo requisito che potrebbe essere utile a identificare lo strumento giusto.<br />
Restringendo molto il campo potremmo dire che, salvo esemplari di liuteria particolarmente pregiati, i legni maggiormente utilizzati per il corpo sono il mogano, ad esempio nelle chitarre prodotte da Gibson e da PRS con una voce piuttosto cupa e “mediosa”, l’ontano per le Telecaster e l’acero per la Stratocaster entrambe di casa Fender più brillanti e definite sugli acuti.<br />
In ogni caso andrebbe se non proprio sfatato almeno messo in discussione il convincimento secondo il quale sia necessario avere una determinata chitarra per suonare un certo genere o avere la stessa chitarra di tal dei tali per poter suonare le sue canzoni e l’ideale sarebbe lasciarsi influenzare il meno possibile da questa teoria e sperimentare diversi tipi di strumenti in maniera oggettiva.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
In realtà la principale discriminante tra uno strumento acustico e uno elettrico è proprio data dalla differente modalità di emissione del suono e se nel primo caso l’esistenza di una cassa di risonanza permette di ascoltare una chitarra acustica anche in mancanza di amplificazione, nel caso della chitarra elettrica il suono sarebbe talmente basso, da risultare inudibile, ancora di più se inserito in un contesto di gruppo.<br />
Per questo motivo nel caso della chitarra elettrica non viene utilizzato un microfono tradizionale per riprendere il suono dello strumento e per poterne sentire la voce è necessario un “miracoloso” marchingegno e per quanto entrambi <span style="font-size: small;color: #000000">condividano </span> l&#8217;appartenenza alla categoria dei trasduttori, i due dispositivi hanno caratterisitche funzionali diverse.<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><strong> <span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">IL PICK UP</span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil.jpg"><img decoding="async" class="alignright wp-image-3890" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil-300x189.jpg" alt="Single Coil" width="351" height="221" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil-300x189.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil.jpg 800w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Senza soffermarci su aspetti troppo tecnici, il compito del pick up è quello di &#8220;captare&#8221; la vibrazione della corda e convertirla in un segnale elettrico da inviare all’amplificatore, ma le differenze di risposta in frequenza da un tipo ad un altro possono essere determinanti.</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Fondamentalmente i pick up si dividono in due grandi categorie ovvero i single coil e gli humbucker e se i primi al netto di una maggiore rumorosità hanno una timbrica più brillante e definita sugli acuti, i secondi sono invece più cupi e con un uscita più elevata che permette di saturare più facilmente le valvole dei preamplificatori oltre che concepiti per sopprimere il tipico “hum” dei pick up a bobina singola.<br />
Va considerato che la timbrica viene influenzata anche in base alla zona nella quale il pick up viene installato e un single coil montato al manico può avere una timbrica più chiusa e un humbucker al ponte è sicuramente più squillante.<br />
</em></span></strong></span></em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-3889 alignleft" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker-300x255.jpg" alt="Humbucker" width="300" height="255" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker-300x255.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Volendo tirare qualche rapida conclusione, si potrebbe dire che se il vostro obbiettivo è un suono principalmente orientato sulle alte frequenze sarebbero da escludere chitarre come le Gibson o le PRS che montano solo humbucker e viceversa se preferite un suono medioso escludere le Stratocaster, in realtà forse l’ideale sarebbe quello di prediligere chitarre con configurazioni ibride per poter fare l’orecchio alle differenze tra i vari p.u.</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>In questo senso oltre a eventuali modelli già esistenti, la Stratocaster e la Telecaster o comunque chitarre che ad esse si ispirano, sono indubbiamente le sei corde che si rivelano più versatili per quanto riguarda la possibilità di configurarle secondo i propri obbiettivi e il fatto che siano diventati degli standard imitati da moltissimi produttori, permette anche di entrare in possesso di repliche a costi decisamente più avvicinabili, rimane però altrettanto valido quanto già detto per il tipo di legno.<br />
Nessun pick up vi costringerà a suonare un determinato genere e a meno che non vogliate attenervi precisamente ad un suono di riferimento è sempre meglio sperimentare perché a conti fatti il suono di una chitarra è semplicemente nelle mani del musicista e potreste scoprire che il bellissimo timbro della chitarra di Arthur Dent (???) centra pochissimo con il vostro e niente vi impedisce di improvvisare un fraseggio jazz con il suono aperto di una Stratocaster o di fare pop con i potenti doppia bobina della Les Paul e anzi sottostare a questi “dogmi” è a mio parere un ostacolo alla propria creatività.<br />
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
Esistono altre caratteristiche meno evidenti che chi si appresta a comprare una chitarra senza il sostegno di un maestro o una persona competente rischia di trascurare e che possono compromettere molto il rapporto con lo strumento.<br />
Come già detto la chitarra elettrica deve avere una sua “vestibilità” che ovviamente varia da persona a persona e dedicare una certa attenzione a questi particolari può rendere l’apprendimento meno faticoso e quindi più produttivo oltre che divertente.<br />
</span></p>
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<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><strong> <span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">IL MANICO E LA TASTIERA</span></span></strong></p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-3891 alignright" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici-300x269.jpg" alt="profili-manici" width="300" height="269" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici-300x269.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>La forma del manico e la sua dimensione hanno una responsabilità enorme sulla suonabilità dello strumento ed è bene ridurre al minimo e se possibile eliminare completamente le sensazioni di disagio, scegliendo un manico che si adatti alla nostra mano.<br />
Convenzionalmente per indicarne il profilo si utilizzano le lettere “C”, “U” e “V” che ne richiamano visivavamente la forma e possono essere più o meno accentuati, ma esistono anche manici costruiti su specifiche richieste di alcuni chitarristi che sono variazioni su “misura”</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>La tastiera si caratterizza per il raggio della sua curvatura ovvero il radius e anche se la logica suggerirebbe che per l&#8217;esecuzione di note sia meglio una tastiera quasi piatta e viceversa per l&#8217;esecuzione di accordi, specie con il barrè, sia preferibile una tastiera con una accentuata <span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>bombatura, è molto probabile che le sensazioni possano cambiare da persona a persona e quindi il <span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>suggerimento è </em></span></strong></span></em></span></strong></span><br />
</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-3895 alignleft" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1-281x300.jpg" alt="Radius" width="281" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1-281x300.jpg 281w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1.jpg 842w" sizes="auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>sempre quello di fare più prove possibili con misure diverse perchè anche in questo caso non esistono regole e la preferenza per una misura o per un&#8217;altra può risultare assolutamente soggettiva.<br />
A titolo informativo è bene sapere che il valore di radius identifica il raggio di un cerchio immaginario, del quale la sezione della tastiera è un segmento &#8220;ritagliato&#8221; dalla sua circonferenza, pertanto più piccolo sarà il raggio, più piccolo sarà il cerchio e più la tastiera sarà quindi bombata e ovviamente viceversa una tastiera quasi piatta, avrà un radius molto grande.</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Servendoci della figura, si può dire che una tastiera con un radius di 12&#8243; sarà certamente più piatta di quella con un raggio di 7,25&#8243; ma tra questi due valori se ne possono trovare molti altri che permettono di personalizzare il proprio approccio con lo strumento ed esistono addirittura casi di strumenti di particolare pregio che hanno radius diversi a seconda della parte della tastiera, ad esempio più piatta nella zona prossima al body e più arcuata vicino al capotasto.<br />
</em></span></strong></span></em></span></strong></span></em></span></strong></span></em></span></strong></span></p>
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<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"> <strong><span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">LA SCALA</span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><br />
La scala di una tastiera ovvero la sua lunghezza dal capotasto al ponte ha anch&#8217;essa un ruolo determinante e le differenze cominciano ad essere particolarmente apprezzabili una volta acquisita una tecnica sufficiente ad eseguire tecniche espressive quali ad esempio i bending, mentre le caratteristiche timbriche sono certamente percepibili anche nei primi approcci con lo strumento.<br />
La maggiore tensione della corda necessaria su una scala lunga tipica delle Fender con i suoi 647,70 millimetri determina, al netto di una maggiore fatica nel premerle, una spiccata brillantezza del suono, un attacco praticamente immediato e una maggiore durata della sua oscillazione, anche se a scanso di equivoci è bene dire che nella pratica questa vibrazione non si traduce in un sustain più lungo, che è invece da attribuire ad altre componenti come ad esempio il tipo di ponte, i legni e non ultimo un set up specificatamente indirizzato a quello scopo.<br />
Di contro però la scala corta delle Gibson ha ovviamente tasti più stretti che possono rendere meno facile l&#8217;utilizzo della zona più alta della tastiera specialmente se si hanno mani piuttosto grandi, ma che sono certamente un vantaggio per l&#8217;esecuzione di fraseggi veloci o accordi a più voci.<br />
Va comunque considerato che si tratta in ogni caso di differenze millimetriche e che le difficoltà che ne derivano possono essere superate con un po&#8217; di pratica e nonostante tendenzialmente la Stratocaster sia considerata una chitarra più ostica da domare mentre la Les Paul al contrario abbia la fama di chitarra più facile, molti sarebbero pronti a sostenere il contrario.<br />
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
L&#8217;intento di questo articolo era quello di fornire a chi si appresta ad acquistare la sua prima chitarra, ma anche a chi ne possiede già una e vuole aggiornare la propria scuderia con un modello più &#8220;suo&#8221;, le informazione necessarie a fare una scelta più razionale e il più possibile soddisfacente e in qualche modo il senso si può riassumere nel consiglio di non prendere per oro colato nessuna guida, compresa quella che avete appena finito di leggere, ma di cercare di &#8220;indossare&#8221; più chitarre possibili e individuare soprattutto quali sono le cose che non vi soddisfano.<br />
Se dedicherete un po&#8217; di attenzione a questi aspetti, magari facendovi aiutare da qualcuno con più esperienza o da un insegnante sarete in grado di trovare il manico giusto per voi, o il body che vi &#8220;veste&#8221; meglio e con uno strumento &#8220;amico&#8221; vi garantirete, un&#8217;impostazione corretta, miglioramenti più rapidi e ore e ore di grandissimo divertimento, che continueranno ad alimentare la vostra passione.<br />
In bocca al lupo e buona musica.<br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
Se vi fa piacere fare due chiacchiere sull&#8217;argomento, ci vediamo sul <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/come-scegliere-una-chitarra-elettrica-guida-galattica-per-chitarrista-in-erba/msg84952/#msg84952">FORUM</a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: xx-small">Fonti Iconografiche:</span></p>
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<li><span style="font-size: xx-small">http://www.campusfive.com/swingguitarblog/2010/7/1/rhythm-guitar-posture-yes-it-makes-a-difference.html</span></li>
<li><span style="font-size: xx-small">http://www.vintageandrare.com/uploads/products/25370/125776/original.jpg</span></li>
<li><span style="font-size: xx-small">http://www.bluestarmusic.com/assets/images/sd/seymour_duncan_ssl-3_white.jpg</span></li>
<li><span style="font-size: xx-small">http://www.dimarzio.com/sites/default/files/imagecache/product_pickup/dp156bk_0.jpg</span></li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
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