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	<title>regolazioni &#8211; JAMBLE</title>
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	<title>regolazioni &#8211; JAMBLE</title>
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		<title>Loop Station (o looper): cos&#8217;è, a cosa serve, come si usa, come sceglierla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 14:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Effetti]]></category>
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					<description><![CDATA[:: PREAMBOLO :: La Loop Station (o Looper, più correttamente) fa capolino ormai in pedalboard professionali ed amatoriali, sul palchi, negli studi o nelle camerette&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>:: PREAMBOLO ::</strong></p>
<p>La Loop Station (o Looper, più correttamente) fa capolino ormai in pedalboard professionali ed amatoriali, sul palchi, negli studi o nelle camerette di tutto il mondo. È la prova che  tecnologia può davvero essere un ottimo supporto alla creazione di musica, per ottenere effetti particolarmente interessanti ed ampliare le proprie opportunità.</p>
<p>La <strong>loop station </strong>è diventato uno strumento davvero utile per moltissimi musicisti o cantanti. Nel nostro breve viaggio, ovviamente, noi lo applicheremo al mondo chitarristico.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-4729 size-medium" title="compressore chitarra" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2022/06/loop_station-169x300.png" alt="loop station" width="169" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2022/06/loop_station-169x300.png 169w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2022/06/loop_station-579x1024.png 579w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2022/06/loop_station.png 600w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></p>
<p><strong>:: COS&#8217;E&#8217; ::</strong></p>
<p>La <strong>Loop station</strong> (o Looper) è un particolare effetto (spessissimo a pedale) che ha la funzione di <strong>creare dei loop</strong>, ovvero delle ripetizioni di stralci di audio che vengono pre-registrati. In sostanza crea delle riproduzioni di brevi pezzi musicali in modo continuativo.</p>
<p><strong>:: A COSA SERVE ::</strong></p>
<p>Di primo acchito, potrebbe sembrare utile solo per musicisti tipo buskers, ma in realtà, la Loop Station è uno strumento davvero utile sia quando si suona da soli che con il gruppo, per non contare quanto possa essere utile nello studio!</p>
<p><strong>:: COME SI USA ::</strong></p>
<p>Generalmente la si attiva attraverso un pulsante, si registra la parte che si desidera, si rilascia il pulsante e la Loop Station manderà in sequenza continua la nostra registrazione. È  particolarmente utile per creare delle basi ritmiche su cui suonare successivamente. In molti casi è possibile anche effettuare delle sovra-incisioni, che vanno ad arricchire ulteriormente il pattern.</p>
<p>In realtà esistono moltissime tipologie di Loop Station, dalle più semplici appena descritte a quelle con moltissime funzioni, per cui non è possibile descriverne il funzionamento in queste pagine, vi rimandiamo ai siti dei produttori e/o ai relativi manuali.</p>
<p><strong>:: COME SCEGLIERLA ::</strong></p>
<p>Probabilmente le cose più importanti da valutare sono gli utilizzi che se ne vogliono fare ed il prezzo.  Dal canto loro, le loop station variano in base a tanti fattori, come: capacità di memoria, qualità del segnale, effetti integrati, ecc. La memoria è correlata alla possibilità di creare pattern più lunghi in termini di tempo. Per l&#8217;uso casalingo, comunque, la loop station migliore è quella semplice da utilizzare. Effetti aggiuntivi potrebbero interessare maggiormente chi deve suonare live, dove le richieste in termini di possibilità, sono maggiori.</p>
<p>Questo articolo non è certamente esaustivo, ma spero possa essere stato utile quantomeno a tracciare una linea chiara per chi voglia avvicinarsi al mondo delle loop station.</p>
<p>Un caro saluto.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Overdrive: cos&#8217;è, a che serve, come si usa, come si regola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 09:56:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Effetti]]></category>
		<category><![CDATA[Overdrive & Distorsori]]></category>
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					<description><![CDATA[::PREAMBOLO:: Alcuni, specie inizialmente fanno un po&#8217; di confusione tra Overdrive e Distorsore . Alla ricerca di quel suono saturo e pastoso che sentono produrre&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>::PREAMBOLO::</strong><br />
Alcuni, specie inizialmente fanno un po&#8217; di confusione tra Overdrive e Distorsore . Alla ricerca di quel suono saturo e pastoso che sentono produrre dai loro beniamini , non hanno ben chiaro cosa debbano acquistare e, spesso finiscono per fare la scelta più “eclatante”. Andiamo a vedere da vicino quale sia e perchè viene fatta ..</p>
<p><strong>::COS&#8217;E&#8217;?::</strong><br />
&#8220;Definizione accademica&#8221;:<br />
l&#8217;overdrive è quell&#8217; effetto che produce un segnale saturo in cui i picchi della forma d&#8217;onda non vengono tagliati di netto, ma ridimensionati, contenuti entro una certa soglia.<br />
Qual&#8217;è la differenza con il distorsore ?<br />
Il distorsore prevede una modifica della forma d&#8217;onda, mediante il taglio della sinusoide nei picchi massimi. In questo modo viene formata una onda quadra.</p>
<p>&#8211; D&#8217;accordo, ho capito la &#8220;definizione accademica&#8221;, ma detto in maniera più semplice ?<br />
Potremmo semplificare dicendo che l&#8217;overdrive è un suono saturo più &#8220;leggero&#8221; e caldo di un suono distorto, che è invece molto più incisivo e rumoroso.</p>
<p>&#8211; Sì, ma detto &#8220;for dummies&#8221; ?:<br />
Va be&#8217;, allora : con un overdrive puoi suonarci Clapton, mentre con un distorsore puoi farci i metallica; chiaro così ?? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Del distorsore comunque, parleremo poi, un un altro dettagliato articolo.</p>
<p><strong>:: A COSA SERVE ::</strong></p>
<p>L&#8217;overdrive serve a simulare quell&#8217;effetto che viene naturalmente generato da un amplificatore valvolare portato in saturazione.<br />
E&#8217; utile praticamente in ogni ambito, anche se ci sono dei generi dove la fa davvero da padrone : tutti i derivati del blues e del rock, ad esempio. Ma anche nel jazz moderno, nel pop, nel progressive, e chi più ne ha più ne metta.<br />
Degli overdrive ne esistono davvero un&#8217;infinità per coprire i più svariati ruoli ed accontentare i gusti più disparati.</p>
<figure id="attachment_1240" aria-describedby="caption-attachment-1240" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/klon-centaur-silver.jpg" rel="prettyphoto"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1240" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/klon-centaur-silver-300x198.jpg" alt="Centaur Klon overdrive" width="300" height="198" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/klon-centaur-silver-300x198.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/klon-centaur-silver.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1240" class="wp-caption-text">Centaur Klon</figcaption></figure>
<p>Negli ultimi anni è aumentata la tendenza ad usare questo effetto per scaldare, colorare, ingrossare il suono, più che per la distorsione in sé per sé e così si sono affermati sul mercato degli overdrive più o meno moderni, che sono diventati dei “must”, alcuni dei quali molto blasonati e costosi: è il caso ad esempio del Klon Centaur o del più “modesto” TIM o ancora dell&#8217; Honey Bee ( di cui il nostro Horny Bee è il clone ).</p>
<figure id="attachment_1242" aria-describedby="caption-attachment-1242" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/Tim-Paul-Cochrane.jpg" rel="prettyphoto"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1242" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/Tim-Paul-Cochrane-300x279.jpg" alt="Tim by Paul Cochrane" width="300" height="279" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/Tim-Paul-Cochrane-300x279.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/Tim-Paul-Cochrane.jpg 516w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1242" class="wp-caption-text">Tim by Paul Cochrane</figcaption></figure>
<p>Ancora, l&#8217;overdrive può essere utilizzato come booster per saturare ulteriormente altri effetti e/o overdrive. Tra i miti chitarristici che hanno fatto largo uso di questa tecnica citiamo senza dubbio David Gilmour.</p>
<figure id="attachment_1241" aria-describedby="caption-attachment-1241" style="width: 239px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/tube_screamer.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1241" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/tube_screamer-239x300.jpg" alt="Tube Screamer" width="239" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/tube_screamer-239x300.jpg 239w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2012/04/tube_screamer.jpg 399w" sizes="auto, (max-width: 239px) 100vw, 239px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1241" class="wp-caption-text">Tube Screamer</figcaption></figure>
<p>Un overdrive apprezzatissimo che è stato prodotto in migliaia di esemplari con altrettante modifiche e personalizzazioni dai produttori di tutto il mondo è il Tube Screamer, la cui storia risale agli anni &#8217;70 e l&#8217;ideazione la si deve alla Ibanez. Da allora quel particolare suono ( abusato ad esempio da Stevie Ray Vaughan che ne utilizzava due in serie ) ha fatto scuola. Fioriscono ancora oggi centinaia di prodotti basati su quel progetto e quel suono, che sembra non abbandonare i gusti dei chitarristi a livello planetario.</p>
<p><strong>:: COME SI USA ::</strong></p>
<p>L&#8217;uso dell&#8217;overdrive di per sè non è certo complesso, normalmente non si hanno molti controlli, come vedremo.</p>
<p>Il posizionamento dell&#8217;overdrive nella catena effetti è generalmente nella parte iniziale della catena. La scelta se inserire un boost prima o dopo di esso , dipende essenzialmente dall&#8217;effetto che si vuole ottenere . Se vi interessa un aiuto nel giusto posizionamento dei pedali, vi invito a leggere <a title="come disporre pedali" href="//www.jamble.it/2011/03/posizioneordine-ideale-dei-pedali-routing/">QUI</a> .</p>
<p>Chitarristi storici le cui emulazioni prevedono l&#8217; uso di overdrive sono migliaia, citiamo tra tutti questi : Hendrix, Gilmour, Beck, Clapton, Vaughan, Page … ecc …</p>
<p><strong>:: COME SI REGOLA ::</strong></p>
<p>Negli overdrive normalmente non si hanno molti controlli. La regolazione di questo effetto, di per sè non è certo complessa. I più evoluti potrebbero avere il controllo dei toni separati ( alti, medi , bassi ) , un controllo di volume ( level ) ed uno per il guadagno ( gain , ossia la quantità di saturazione ) . Oltre a questi controlli abbastanza standardizzati potrebbero esserci degli switch per opzioni varie, ad esempio nel nostro Horny Bee adesso è stato inserito uno switch per boostare le basse frequenze.<br />
Tutti questi concorrono naturalmente a creare il suono più vicino possibile ai nostri gusti e si regolano a piacere. In molti casi, alcuni di loro lavorano in simbiosi; prendiamo ad esempio il volume ed il guadagno. Di norma, se aumento il gain, avrò anche un aumento di volume e se voglio mantenere lo stesso livello di volume generale, dovrò compensare l&#8217;aumento abbassando il Level.</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/THROBAK_OVERDRIVE_BOOST.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-866" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/THROBAK_OVERDRIVE_BOOST-300x216.jpg" alt="throbak overdrive boost" width="300" height="216" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/THROBAK_OVERDRIVE_BOOST-300x216.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/THROBAK_OVERDRIVE_BOOST-768x552.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/THROBAK_OVERDRIVE_BOOST-1024x736.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/THROBAK_OVERDRIVE_BOOST.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>:: CONCLUSIONI ::</strong></p>
<p>Scegliere un overdrive non è semplice nel mare sterminato di prodotti che ci sono. Anche tra quelli che si rifanno ad un medesimo progetto ( come ad esempio tutti quelli che si rifanno al Tube Screamer ), i risultati possono essere molto differenti. Anche in base all&#8217;uso che occorre, le scelte possono essere molteplici e nella scelta definitiva non può che condurci unicamente il nostro gusto personale. Una delle considerazioni che può essere fatta è ad esempio : mi serve anche un booster? In quel caso potrei prendere in considerazione un overdrive con booster incorporato, oppure un overdrive a due canali. La cosa va valutata molto bene perchè non è detto che non vi possiate trovare meglio con due effetti distinti: un overdrive e un booster separati; oppure due overdrive, in cui uno serve a boostare l&#8217;altro; ecc&#8230;<br />
Consiglio: provatene quanti più potete prima di scegliere.<br />
Confesso che sia l&#8217;effetto, che per i gusti di chi scrive, è un po&#8217; come le caramelle per i bambini: ne vorrei un&#8217;infinità e non mi stanco mai di provarne di nuovi e diversi.</p>
<p>Un saluto.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Delay : cos’è, a che serve, come si usa, come si regola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 13:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Delay & Echo]]></category>
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					<description><![CDATA[:: PREAMBOLO :: Spesso chi inizia a suonare può fare confusione tra i vari effetti e le proprie necessità. Ho notato che sovente vengono confusi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>:: PREAMBOLO ::</strong><br />
Spesso chi inizia a suonare può fare confusione tra i vari effetti e le proprie necessità. Ho notato che sovente vengono confusi soprattutto effetti come Delay e Riverbero.<br />
Senza entrare in tecnicismi, è pur vero che sono effetti della stessa famiglia, ma i due nomi identificano due tipi si sonorità molto differenti e dunque sono da considerare come due cose distinte. Non è affatto detto che ci servano, né è affatto detto che se ce ne servisse uno, poi ci serva anche l&#8217;altro. Oggi tratteremo soltanto il delay, rimandando il riverbero ad altra “chiaccherata”.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/mxr-carbon-copy-delay.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-985" title="Carbon Copy delay by MXR" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/mxr-carbon-copy-delay-300x300.jpg" alt="Carbon Copy delay by MXR" width="300" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/mxr-carbon-copy-delay-300x300.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/mxr-carbon-copy-delay-150x150.jpg 150w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/mxr-carbon-copy-delay-768x768.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/mxr-carbon-copy-delay-1024x1024.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/mxr-carbon-copy-delay.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p><strong>:: COS&#8217;E&#8217; ::</strong></p>
<p>“Definizione accademica”: Il Delay è un effetto che suddivide un segnale in ingresso in almeno due componenti, le separa, una di queste viene ritardata e reintrodotta nel segnale originale.<br />
In questo modo è creato l&#8217; effetto “echo”, cioè la ripetizione di un determinato suono.<br />
Il delay è dunque un effetto che crea delle “ripetizioni” di un certo segnale. Siete mai andati in montagna ? Avete mai provato a gridare di fronte ad una vallata ? allata? llata ? ata? Ta? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>:: CENNI STORICI ::</strong></p>
<p>In principio fu l&#8217;echo a nastro … In pratice i primi esperimenti di delay in musica furono condotti registrando un segnale su nastro magnetico e facendolo poi ripetere poi al registratore un tot di volte. Gli echo a nastro erano delle macchine molto semplici e non avrebbero mai potuto darci quello che ci ha potuto poi dare il formato digitale con le sue macchine; ma i primi sono rimasti estremamente apprezzati per la qualità analogica, un po&#8217; sporca, ma molto ricca in termini sonori e talvolta persino ricordati con nostalgia.<br />
Non a caso molte “macchine” digitali anche attuali, cercano proprio di ripetere le sonorità delle macchine analogiche, più calde e corpose per natura.</p>
<p><strong>:: A COSA SERVE ::</strong></p>
<p>Come già detto il delay serve a creare ripetizioni di un segnale. Possiamo comunque dividere i delay in due categorie: analogici e digitali .<br />
Anche se si parla di delay “analogici” è bene sapere che è un termine un po&#8217; improprio; infatti non esistono veri delay analogici perchè torneremmo all&#8217; epoca degli echo a nastro, quello è il vero analogico. Oggi per “analogico” tecnicamente si intende una apparecchiatura che tratta e ritarda il segnale analogico in ingresso della chitarra lasciandolo inalterato, cioè una sinusoide; invece per delay “digitale” si intende un oggetto che converte il segnale in ingresso in digitale, ossia in bit; per poi poterlo trattare in svariati modi.<br />
Un delay digitale può sembrare immediatamente più pratico di uno analogico, ed in effetti lo è, perchè una volta digitalizzato si può trattare quel segnale in molti modi, per creare particolari effetti, come il “reverse” ad esempio, il quale è in pratica un effetto che crea echi di un segnale ribaltandolo .. olodnatlabir, natlabir, labir, bir&#8230; Il Tap Tempo, è un altra cosa che possiamo ottenere con delay digitali, ossia la possibilità di settare il ritardo in base al tempo del brano in esecuzione “al volo” premendo un pulsante e potendolo cambiare di continuo. Non starò ad elencarvi i numerosi effetti che si possono ottenere dai delay digitali attuali, ovviamente anche in campo stereofonico, ma sappiate che l&#8217;arte di creare dei ribattiti di un segnale si è affinata grandemente ed oggi possiamo avere delay dagli effetti disparati. Inoltre un delay digitale può tenere in memoria ( salvare ) i vostri preset ( le regolazioni preferite ) per essere poi richiamate all&#8217;occorrenza.<br />
Vi starete domandando chi vorrebbe mai dunque delay analogici, visto che tutto questo non possono farlo e sembrano più limitati. Anche se i delay analogici sono più limitati dei cugini digitali, sono decisamente molto apprezzati ( dalla maggioranza dei chitarristi per la verità ) per il fatto che, non dovendo convertire il segnale della chitarra, non perdono in qualità e dunque mantengono meglio tutto il calore e le componenti armoniche del segnale della chitarra.</p>
<p><strong>:: COME SI USA ::</strong></p>
<p>Il posizionamento del delay nella catena effetti è generalmente verso la parte finale del routing; prima soltanto del riverbero. Se vi interessa un aiuto nel giusto posizionamento dei pedali, vi invito a leggere qui : https://www.jamble.it/2011/03/posizioneordine-ideale-dei-pedali-routing/<br />
L&#8217; effetto che crea è squisito e molto utilizzato, specie in ambito rock. Può essere un effetto piuttosto diverso in base alle regolazioni ed agli utilizzi.<br />
Ottimo su accordi arpeggiati sia negli assolo, in entrambi i casi crea grande personalità e fascino al suono chitarristico. Un buon abbinamento è con l&#8217;effetto chorus, che crea un alone ulteriore nei ribattiti conferendo profondità. Si consiglia l&#8217; ascolto di grandi maestri che hanno creato delle vere e proprie scuole di utilizzo, tra cui citiamo David Gilmour e The Edge .</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/EH_DeluxeMemoryMan.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/EH_DeluxeMemoryMan-300x215.jpg" alt="Deluxe Memory Man Electro Hamonix" title="Deluxe Memory Man Electro Hamonix" width="300" height="215" class="alignright size-medium wp-image-992" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/EH_DeluxeMemoryMan-300x215.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/10/EH_DeluxeMemoryMan.jpg 487w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<strong>:: COME SI REGOLA ::</strong></p>
<p>Il minimo dei parametri che troviamo normalmente in un delay sono :<br />
LEVEL il volume dell&#8217;effetto<br />
REPEATS (o FEEDBACK) ossia il numero di ripetizioni<br />
DELAY TIME cioè il tempo che deve trascorrere tra una ripetizione e l&#8217;altra</p>
<p>In alcuni vi possono anche essere:<br />
FILTER una sorta di equalizzazione delle ripetizioni<br />
DECAY regola il tempo di decadimento del segnale del ribattito<br />
TYPE (o MODE) cioè il tipo di effetto da applicare al ribattito<br />
altri parametri vari</p>
<p>Come spesso accade non ci sono regole assolute per quel che concerne le regolazioni. L&#8217;unica vera regola da tenere presente è la regolazione dei tempi di ritardo che deve sempre essere coerente con i tempi di esecuzione del brano, causa creare soltanto “impastamento” e confusione generale.</p>
<p><strong>:: CONCLUSIONI ::</strong></p>
<p>Quando scegliete un delay, tenete presente se preferite le possibilità offerte dai delay digitali o la qualità del segnale offerta dagli analogici. Attenzione però, non stiamo dicendo che “digitale” sia necessariamente peggiore di “analogico”; ma il prezzo dei convertitori digitali grava sul costo dell&#8217;oggetto e dunque gli effetti digitali sono normalmente più costosi degli analogici. Questo crea uno scompenso nel rapporto qualità prezzo e dunque, normalmente a parità di prezzo ( e a volte nemmeno a parità ) restano qualitativamente migliori i “vecchi” analogici rispetto ai “fratelloni tuttofare”.</p>
<p>Vi invitiamo a dire la vostra nel <a href="http://forum.jamble.it/effetti/delay-cose-a-che-serve-come-si-usa-come-si-regola/" target="_blank">FORUM</a>.</p>
<p>Un saluto.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Chorus : cos’è, a che serve, come si usa, come si regola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:16:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chorus]]></category>
		<category><![CDATA[Effetti]]></category>
		<category><![CDATA[Modulazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pedali]]></category>
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		<category><![CDATA[ola strymon]]></category>
		<category><![CDATA[pedale chorus]]></category>
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					<description><![CDATA[:: PREAMBOLO :: Il Chorus è un effetto noto nel mondo chitarristico e spesso ottimamente utilizzato, specie nelle grandi produzioni. Chi invece muove i primi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/small_clone.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-972" title="small_clone" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/small_clone-242x300.png" alt="" width="242" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/small_clone-242x300.png 242w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/small_clone.png 311w" sizes="auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px" /></a></p>
<p><strong>:: PREAMBOLO ::</strong><br />
Il Chorus è un effetto noto nel mondo chitarristico e spesso ottimamente utilizzato, specie nelle grandi produzioni. Chi invece muove i primi passi nella chitarra potrebbe trovarsi ad essere leggermente spiazzato da questo effetto al punto da utilizzarlo malamente, laddove proprio non ci vorrebbe, oppure a spegnerlo per sempre. Entrambe le situazioni sono spiacevoli perché, come ogni altro effetto, può dare grandi soddisfazioni se ben utilizzato.</p>
<p><strong>:: COS&#8217;E&#8217; ::</strong></p>
<p>“Definizione accademica”: Il Chorus è un algoritmo di modulazione che consiste nel ricreare due o più segnali cloni del segnale originale, ma spostati nel tempo e nell&#8217;intonazione.<br />
In pratica il Chorus ricrea una sonorità che simula diverse chitarre suonate all&#8217;unisono; il medesimo effetto di un coro ( da cui il nome ) vocale. La sensazione che si ha quando a cantare è una persona sola, rispetto a quando cantano in molti all&#8217;unisono è conosciuta da noi tutti: il coro non è mai perfettamente all&#8217;unisono al punto di sembrare una sola voce, perché intervengono differenti livelli di intonazione, anche se vicinissimi e differenze nel tempo, anche se impercettibili. E&#8217; così che si crea l&#8217;effetto coro ed è così che opera appunto il Chorus.<br />
L&#8217;effetto acustico che il Chorus crea è quello di arricchire grandemente il suono, conferendo spazio e corpo; la sensazione è molto dolce e ammaliante.</p>
<p><strong>:: A COSA SERVE ::</strong></p>
<p>Il Chorus può essere utilizzato in situazioni piuttosto diverse tra loro, assieme ad altri effetti o da solo, accomunate solo da un particolare : la necessità di addolcire, quasi di ipnotizzare l&#8217;ascoltatore. In effetti il chorus trova il suo più grande sodalizio in movimenti non troppo veloci, dove impasterebbe ; ma in melodie, arpeggi, assoli con un denominatore comune : una certa lentezza di esecuzione. Non immaginate di dover settare il metronomo a 40 per poter utilizzare il chorus, non è così, però difficilmente lo apprezzerete mentre shreddate.<br />
Non è un effetto ricercato quindi da chi fa della potenza e dell&#8217;aggressività le fondamenta della propria musica: oggetto praticamente inutile nel metal, tanto per capirci. Nel rock si sposa ottimamente con ballad arpeggiate più o meno lente; nel jazz è un effetto molto utilizzato, soprattutto nella “vecchia scuola”; al punto che produttori come Roland , nel 1975, quando progettarono un amplificatore specifico per il jazz, crearono appunto il Jazz Chorus ( cioè un ampli con chorus incorporato ), che entrò nella storia e fu emulato da altri produttori.<br />
La lista di artisti che hanno utilizzato il chorus è infinita : da chi ne fa sporadici utilizzi a chi ne ha fatto un effetto fisso nelle sue produzioni: si pensi ad esempio a David Gilmour, che lo ha quasi sempre acceso ( e non solo quello .. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ).<br />
Ci sono poi produttori di pedali come Electro Harmonix che hanno prodotto un oggetto che è diventato quasi leggenda: lo Small Clone. Utilizzato da moltissimi chitarristi, ha però riscosso successo dopo essere stato utilizzato da Kurt Cobain, chitarrista e leader dei Nirvana; al punto che lo stesso produttore marca la confezione del suo chorus con la frase : “Nirvana in a box”.</p>
<p><strong>:: COME SI USA ::</strong></p>
<p>Il funzionamento del chorus è di per se molto semplice: il posizionamento in pedalboard è generalmente ( come gli altri effetti di modulazione ) verso il finale del routing; prima soltanto di delay e riverbero. Se vi interessa un aiuto nel giusto posizionamento dei pedali, vi invito a leggere qui : https://www.jamble.it/2011/03/posizioneordine-ideale-dei-pedali-routing/<br />
Ottimo sia per parti ritmiche, dove crea dei veri e propri tappeti, sia su accordi arpeggiati che sgranati, sia nei soli dove aiuta ad identificare la parte solista scolpendola e approfondendola.<br />
Ovviamente non esistono regole assolute, ma chi scrive si sente di consigliarvi l&#8217; uso del chorus in modo particolare con le posizioni di pickup miste e non singole ( come la posizione due e quattro nelle chitarre a tre pickup ( tipo statocaster ) o la posizione due in quelle a due pickup ( tipo telecaster ) ); inoltre, l&#8217;uso combinato con Delay e riverbero ( soggetti di prossimi articoli ) può dare ottimi risultati.Vi incoraggiamo a sperimentare, magari ascoltando i grandi maestri che hanno fatto storia.</p>
<p><strong>:: COME SI REGOLA ::</strong></p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/ola_strymon.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/ola_strymon-283x300.png" alt="Ola Strymon" title="ola_strymon" width="283" height="300" class="alignright size-medium wp-image-976" /></a>I parametri che troviamo in un pedale chorus sono tra i più svariati: dal minimale Small Clone ( un potenziometro ed uno switch ) ai molteplici controlli che offrono produttori come Strymon . I controlli sono più numerosi in quei pedali che , sfruttando l&#8217;algoritmo chorus posso ricreare anche altri effetti come Flanger e Phaser ( figli dello stesso algoritmo del chorus ) . Come sempre i più ricchi di regolazioni sono gli effetti a rack, rispetto a quelli a pedale.<br />
Di norma comunque anche nei pedali possiamo trovare:<br />
DEPTH che serve a regolare la “profondità” dell&#8217;effetto, cioè il corpo<br />
SPEED ( o RATE) che serve a regolare la velocità alla quel l&#8217;algoritmo lavora</p>
<p>In alcuni vi è anche:<br />
INTENSITY ( o LEVEL ) per regolare la quantità di effetto da applicare<br />
altri controlli per modificare forma d&#8217; onda, ecc..</p>
<p>Tutti questi parametri sono da regolare a piacere ed è impossibile tracciare linee guida. L&#8217; unica cosa che si può aggiungere è che è bene scegliere le combinazioni possibili in proporzione: una più ampia profondità dell&#8217;effetto ( DEPTH più alto ) , avrà bisogno di uno SPEED più lento, per dare tempo all&#8217;effetto di raggiungere i picchi assegnatigli senza impastare. Questo come linea generale.</p>
<p><strong>:: CONCLUSIONI ::</strong></p>
<p>Non è mai facile scegliere un Chorus. Il consiglio che si può dare è valutare prima di tutto sé stessi: se siete persone pratiche e non siete smanettoni , probabilmente il vostro chorus ideale è uno di quelli con pochi controlli in stile <a href="http://forum.jamble.it/recensioni/electro-harmonix-small-clone-nirvana-in-a-box/" target="_blank">Small Clone</a>, se invece non avete timore ed anzi, siete curiosi di comprendere ogni singolo parametro a che serve, allora potreste pensare ad un chorus più complesso sul genere di Ola di Strymon.</p>
<p>Vi inviatiamo a dire la vostra nel <a href="http://forum.jamble.it/effetti/chorus-cose-a-che-serve-come-si-usa-come-si-regola/" target="_blank">FORUM</a>.</p>
<p>Un saluto.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Booster : cos&#8217;è, a che serve, come si usa, come si regola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Boost]]></category>
		<category><![CDATA[Effetti]]></category>
		<category><![CDATA[Pedali]]></category>
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		<category><![CDATA[Test & Demo]]></category>
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					<description><![CDATA[:: PREAMBOLO :: Il Booster ( spesso chiamato Boost ) viene spesso percepito dai chitarristi come quell&#8217;oggetto che li aiuterà ad uscire nei soli, dato&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-950" title="Al Beano Boost" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost-300x234.png" alt="Boost Al Beano - albino" width="300" height="234" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost-300x234.png 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost-1024x800.png 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost.png 1044w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>:: PREAMBOLO ::</strong></p>
<p>Il Booster ( spesso chiamato Boost ) viene spesso percepito dai chitarristi come quell&#8217;oggetto che li aiuterà ad uscire nei soli, dato che aumenta il volume. Non che questo non sia vero, ma è alquanto limitante; infatti se ciò che si cerca è un solo e puro aumento di volume, allora sarebbe sufficiente un pedale di volume per ottenere ciò. Il vero scopo del booster è qualcosa di molto di più che semplicemente aumentare il volume: ha a che vedere con la dinamica, la compressione, l&#8217;equalizzazione, la colorazione del suono e solo in ultima istanza è da considerarsi come qualcosa che aumenta il volume; certo, lo fa, ma prima fa molto altro ! Vediamolo insieme &#8230;</p>
<p><strong>:: COS&#8217;E&#8217; ::</strong></p>
<p>“Definizione accademica”: Il Booster è un amplificatore del livello di uscita. Per &#8220;livello di uscita&#8221; si intende dunque che il Booster riceverà un segnale in ingresso e lo processerà aumentandone il volume ( e non solo, lo vedremo dopo ), emettendo dunque un segnale più potente di quello in ingresso.</p>
<p>Se il segnale in ingresso è quello della chitarra, perchè l&#8217;effetto è stato collegato per primo, allora il segnale amplificato sarà quello della chitarra, se è posto dopo un distorsore, il segnale amplificato sarà quello già trattato dal distorsore e dunque già distorto, e così via &#8230; Questo fatto apparentemente di scarsa rilevanza ha invece una grandissima importanza, perchè in base a dove il pedale verrà posizionato, il cambiamento di suono sarà notevolmente diverso andando ad influire un segnale già processato ed elaborando quello, inoltre la posizione del booster deciderà anche su quale certa parte di routing verrà poi riversato il segnale modificato.</p>
<p><strong>:: CENNI STORICI ::</strong></p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/John-Mayall-Bluesbreakers.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-951" title="John-Mayall-Bluesbreakers" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/John-Mayall-Bluesbreakers-300x300.jpg" alt="John-Mayall-Bluesbreakers" width="300" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/John-Mayall-Bluesbreakers-300x300.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/John-Mayall-Bluesbreakers-150x150.jpg 150w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/John-Mayall-Bluesbreakers.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Sinceramente non saprei indicare una data precisa per indicare quando il Booster sia stato inventato, ma possiamo certamente tracciare una data di quando il suo utilizzo segnò l&#8217;uso nel mondo chitarristico. Certamente l&#8217;album di Jhon Mayall &#8220;Blues Breakers&#8221; fece da spartiacque tra il &#8220;sound classico&#8221; dell&#8217; epoca ad un suono decisamente differente, che formerà una vera e propria &#8220;scuola di pensiero&#8221; nella ricerca del suono. Fautore di tutto questo fu Eric Clapton, il cui nome spicca chiaro sulla copertina dell&#8217;album, chitarrista blues inglese allora emergente che fece dell&#8217; uso del boost non soltanto in quell&#8217;album ma per tutta la sua lunga carriera, il suo standard, fissando così una sorta di modello per i chitarristi a venire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/dallas_rangemaster.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-953" title="dallas rangemaster" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/dallas_rangemaster-300x244.jpg" alt="dallas rangemater" width="300" height="244" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/dallas_rangemaster-300x244.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/dallas_rangemaster-1024x833.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/dallas_rangemaster.jpg 1268w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Quel sound era basato sul Booster Dallas Rangemaster, che era essenzialmente un Treble boost, cioè un esaltatore delle alte frequenze. Più avanti negli anni Clapton diventerà un paladino dell&#8217; uso del Middle Boost ( cioè un esaltatore delle frequenze medie), al punto da inserirlo direttamente nelle sue chitarre grazie alla collaborazione di casa Fender con la quale segnerà poi una collaborazione che porterà alla produzione di due chitarre signature, una delle quali appunto con il middle boost incorporato. Chi vi scrive tentò perfino di ripetere il circuito sulla sua Stratocaster con scarsissimi risultati <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Nella copertina dell&#8217; album in questione Clapton viene ritratto a leggere un fumetto di nome Beano, e così, per molti quello di quel disco è diventato il &#8220;Beano sound&#8221;. Tale denominazione sarà infatti ripresa anche da Analogman per la produzione del suo &#8220;Beano boost&#8221; ed anche da noi di JAMBLE per la produzione del nostro Mr. Al Beano Boost.<br />
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost_w.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost_w-300x234.png" alt="Mr. Al Beano Boost by Jamble" title="Al_Beano_Boost_w" width="300" height="234" class="alignright size-medium wp-image-961" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost_w-300x234.png 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost_w-1024x800.png 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/09/Al_Beano_Boost_w.png 1044w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>:: A COSA SERVE ::</strong></p>
<p>Come già detto, il Boost serve per aumentare essenzialmente la saturazione del segnale e dunque far arrivare all&#8217; amplificatore, ed in particolare alle valvole un segnale più potente in modo da saturarle e rendere il suono più ricco di armoniche, graffiante, più compresso e colorato; solo in ultima istanza, anche di volume più elevato. L&#8217;ideale infatti è utilizzare il boost proprio abbinato ad amplificatori valvolari; con amplificatori a transistor perde un pò il suo senso nativo, ma può comunque essere utilizzato per colorare il suono. Infatti il boost ( che sia treble, middle o total boost ) aggiunge una propria colorazione, in quanto enfatizza, ed in un certo senso equalizza il segnale che processa.<br />
Quando attivato e se utilizzato con amplificatorei valvolari, il boost apporta al segnale un notevole aumento di compressione ( dovuta alle valvole sature ), gain e colore ( in base alla frequenza che si è scelti di boostare )</p>
<p><strong>:: COME SI USA ::</strong></p>
<p>Il funzionamento del boost è molto semplice: si sceglie in quale posizione della catena effetti metterlo ( normalmente in diretta nell&#8217;ampli; però alcuni utilizzano alcuni tipi di boost anche nella mandata effetti send/return ), in funzione di cosa si vuole boostare. Spesso lo vediamo in cima o quasi alla catena effetti dei chitarristi che preferiscono boostare il segnale che arriva direttamente dalla chitarra, prima di qualsiasi altro effetto. Questo in particolare per chi suona pulito.<br />
Chi invece fa uso di overdrive o distorsori, normalmente posiziona il boost prima di uno di questi per fornire alla sezione seguente quella botta che porterà l&#8217; overdrive a gridare ed il distorsore a chiedere pietà . Inoltre, anche in distorsori a due canali, il boost offre comunque una terza ed ulteriore possibilità di gain molto satura.</p>
<p>I boost odierni normalmente offrono la possibilità, tramite uno switch di selezionare le frequenze da boostare ( cioè da enfatizzare, &#8220;spingere&#8221; ). Normalmente si hanno due o tre possibilità : per i nostalgici non può mancare il Treble Boost ( da cui tutto ebbe inizio ), in alcuni troverete anche un middle boost ( spesso orientato sulle frequenze medio-basse ) ed infine in altri, potrebbe esserci anche la possibilità di avere un total boost ( su tutte le frequenze o quasi ).<br />
Nel tempo questa richiesta di &#8220;spinta o botta&#8221; da parte dei chitarristi è andata anche verso un segnale più pultio rispetto al progetto ed all&#8217;uso che il boost ha avuto nei suoi esordi e così sono nati decine di boost con cicuitazione e componentistica varia. Si possono trovare sul mercato boost che includono nella loro circuitazione la possibilità di passare tramite switch da un transitor al germanio a quello al silicio; normalmente il primo fornisce un suono più &#8220;sporco&#8221; e saturo di gain, mentre il secondo è più pulito e cristallino, adatto ad un &#8220;clean boost&#8221; sound. Mr. Al Beano Boost ( in foto ) è al germanio, come da tradizione.</p>
<p><strong>:: COME SI REGOLA ::</strong></p>
<p>Normalmente i parametri principali che troviamo in un pedale boost sono molto semplici:</p>
<p>&#8211; level ( cioè il livello di uscita del segnale )<br />
&#8211; switch per scegliere il tipo di boost ( treble, middle, total )</p>
<p>in altri si aggiunga:</p>
<p>&#8211; switch per scegliere tra germanio e silicio<br />
&#8211; potenziometro del bias ( ad esempio nel Throbak Strangemaster )</p>
<p>Sono tutti controlli da regolare a piacere e per i quali non è possibile tracciare linee guida.</p>
<p><strong>:: CONCLUSIONI ::</strong></p>
<p>Il Booster è un pedale un pò sottovalutato secondo il parere di chi scrive, perchè come detto all&#8217;inizio, viene concepito troppo semplicemente come un pedale che serve solo ad aumentare il volume; di fatto però non è così, come abbiamo visto nella trattazione. Sono convinto che potrete trovare molta soddisfazione dal vostro boost se terrete presente la sua vera &#8220;natura&#8221; e lo scopo per cui è stato progettato.<br />
Vi inviatiamo a dire la vostra nel <a href="http://forum.jamble.it/effetti/il-boost-cos'e-a-che-serve-come-si-usa-come-si-regola/" target="_blank">FORUM</a>.</p>
<p>Un saluto.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Compressore: cos&#8217;è, a che serve, come si usa, come si regola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 09:43:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:: PREAMBOLO :: Ho pensato di trattare questo argomento, dopo essermi accorto che moltissimi, specie tra i chitarristi tendono a pensare che il compressore sia&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>:: PREAMBOLO ::</strong></p>
<p>Ho pensato di trattare questo argomento, dopo essermi accorto che moltissimi, specie tra i chitarristi tendono a pensare che il compressore sia un oggetto inutile o addirittura controproducente.</p>
<p>Ho notato che questa mentalità è spesso accompagnata però proprio dalla scarsa conoscenza delle potenzialità dell&#8217;algoritmo della compressione. Il compressore è un effetto che implica uno sforzo maggiore di qualsiasi altro perché è normalmente meno evidente. Se attivo un overdrive, anche girando a caso i potenziometri, sarò in grado di percepire immediatamente il suo funzionamento; stessa cosa per un delay, un chorus, un phaser o altro. Il compressore invece si nasconde agli orecchi poco pratici, che riescono a percepirlo solo quando è esagerato. A quel punto l&#8217; effetto non piace più ed ecco che viene bollato nella nostra mente come “inutile” ed anche “controproducente”.</p>
<p>Iniziamo a dire che chiunque ascolti musica, consapevolmente o inconsapevolmente ascolta qualcosa dove il compressore la fa da padrone: vengono infatti usati compressori in fase di registrazione, altri in fase di missaggio, altri in post-produzione e questo su tutte le tracce. Coloro che pensano che esistano registrazioni non compresse si sbagliano di grosso; il perchè lo vediamo subito.</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/compressore1.png" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/compressore1-190x300.png" alt="compressore chitarra" title="compressore chitarra" width="190" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-854" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/compressore1-190x300.png 190w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2011/07/compressore1.png 240w" sizes="auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px" /></a></p>
<p><strong>:: COS&#8217;E&#8217; ::</strong></p>
<p>“Definizione accademica”:  Il compressore è un algoritmo che appartiene alla famiglia dei processori di dinamica. </p>
<p>Cenni storici : Il compressore naque per una necessità molto semplice: evitare al “tecnico del suono” ( così si chiamava allora, oggi “fonico” ) il gomito del tennista . Scherzi a parte, prima dell&#8217;uso del compressore il fonico doveva continuamente livellare le varie tracce degli strumenti mentre mixava ed era deleterio sia per i nervi che per i risultati. Lo scopo era quello di creare una pasta sonora dove i volumi dei vari componenti risultassero omogenei, dove il solo uscisse in maniera adeguata rispetto agli altri componenti del mix, ecc.. La realizzazione del compressore portò un grande cambiamento nell&#8217;uso dei banchi mixer ed ovviamente anche nelle sonorità. Il compressore prese dunque semplicemente il posto di qualcosa che veniva già eseguito a mano, spesso con scarsi risultati, specie nei primissimi anni della registrazione professionale.</p>
<p>Per quanto riguarda i chitarristi : come già detto, il compressore richiede uno sforzo maggiore rispetto a qualsiasi altro effetto; sia di comprensione, sia di settaggio. Non esiste un settaggio “giusto” perché le variabili che entrano in gioco sono infinite, prima tra tutte il proprio gusto e l&#8217;effetto ricercato.<br />
Ci sono molti compressori in commercio, ma quelli in formato stompbox normalmente sono abbastanza carenti sul piano delle possibilità di regolazione. Alcuni di essi ( la maggioranza ) si limitano a solo due controlli che sono del tutto insufficienti per regolare l&#8217; algoritmo della compressione che si basa invece almeno su 6 distinti controlli:</p>
<p>threshold ( cioè il livello a cui il compressore entra in funzione )<br />
ratio ( cioè la quantità di compressione da applicare )<br />
attack (cioè la velocità di attacco dell&#8217;algoritmo )<br />
hold ( cioè la quantità di tempo in cui il compressore una volta innescato agirà )<br />
release ( cioè la velocità con la quale, trascorso il tempo di  hold, il compressore rilascerà )<br />
gain ( cioè la regolazione del recupero di  quanto è andato perduto in termini di volume )</p>
<p>questi i parametri principali; vi sono poi anche, su alcuni compressori professionali e/o semi-professionali:</p>
<p>knee ( cioè la curva di intervento del compressore )<br />
filter ( un eventuale filtro che esalti alcune frequenze )<br />
volume ( il volume dell&#8217; effetto )</p>
<p>Riuscite ad immaginare un pedale con tutti questi potenziometri? Il giorno che un produttore ne farà uno, sarà mio. Di fatto la situazione attuale per quanto concerne i pedali è molto diversa ( non ci occuperemo in questa chiaccherata della situazione dei compressori formato rack dove invece tutti questi controlli sono spesso presenti rendendo la qualità dell&#8217;effetto nettamente superiore ).</p>
<p>Ecco che, senza gli opportuni controlli il compressore diventa davvero qualcosa che sfiora l&#8217;inutile ed il controproducente. I produttori di pedali compressori, anche per mantenere i prezzi bassi, pre-settano gran parte di questi parametri senza darvi più la scelta di agire su relativi potenziometri e dunque di fatto limitandovi nella scelta di quale tipo di pasta sonora ottenere dal compressore.<br />
Tutti questi parametri infatti concorrono allo stesso modo nel creare la compressione ed hanno tutti grande importanza. </p>
<p>Il consiglio nella scelta dell&#8217;acquisto di un compressore è sempre la stessa: in base al budget, verificate quanti controlli il prodotto vi offre e verificatene la pasta sonora, se vi piace o meno. E&#8217; palese che riuscirete a creare una pasta sonora migliore con quei compressori che vi danno più possibilità di regolazione.</p>
<p>L&#8217; alternativa è scegliere tra quei compressori con pochi o pochissimi controlli, che però vi possano piacere; in quanto può andarvi bene il pre-settaggio  effettuato dalla casa madre di tutti quei parametri che sono non regolabili dall&#8217; utente.</p>
<p>Un esempio tipico e molto conosciuto è il Dyna Comp della MXR. Ha soltanto due parametri eppure ha avuto, soprattutto a causa del prezzo, un buon successo di pubblico ( anche il fatto che lo abbia usato per un periodo David Gilmour ha fatto la sua parte, per quanto concerne il marketing ).</p>
<p><strong>:: A COSA SERVE ::</strong></p>
<p>Già il pensiero ( errato ) di quale sia la funzione del compressore, spinge moltissimi chitarristi a dichiararlo come nemico eterno contro il quale battersi finché si è vivi. Detto in due parole (  ma molto male) il compressore serve a livellare gli sbalzi di volume. Per quanto questo possa essere vero è anche vero che :</p>
<p>E&#8217; necessario che ciò avvenga per produrre una buona pasta sonora<br />
Se regolato bene il compressore opera senza minimamente farsi notare<br />
Il fenomeno della compressione apporta molto più di un livellamento in termini acustici</p>
<p>Il compressore permette l&#8217;aumento generale del volume della chitarra, ingrossandone grandemente il corpo; aumenta grandemente il sustain ( da sempre ricercato proprio dai chitarristi ) e crea, un effetto amalgama assolutamente necessario per certi generi musicali. Tutto questo, aiutando grandemente anche il mix con gli altri strumenti a divenire fluido, corposo e correttamente miscelato. Infatti non esiste registrazione né Rock, né Blues e nemmeno Jazz ( dove la dinamica è imprescindibile ) senza il buon uso di un compressore ( forse ne è sprovvisto il chitarrista, ma il fonico no ) .</p>
<p>Provate a fare una ritmica tipicamente Funky senza il compressore e poi provate a rifarla con un compressore regolato a puntino. Non c&#8217;è paragone. L&#8217; effetto frusta resta, anzi, si amplifica e si riduce o si azzera invece l&#8217;effetto bump di volume così fastidioso e presente soltanto live in quei gruppi poco preparati o mal organizzati.<br />
Provate ora a cercare un sustain stile David Gilmour ( quando suona senza fuzz tipo in Another Brick in the Wall ) senza il compressore. Adesso settate il vostro compressore con un ratio  intorno all&#8217; 8:1 e con un attacco lento . Non c&#8217;è storia, eh ? Lo so, vi capisco. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Il compressore (  se ben settato, non mi stancherò mai di ripeterlo ) è amico del chitarrista. Aiuta a creare il corpo della chitarra, arrotonda il suono, aumenta il sustain, non crea l&#8217;effetto schiacciamento dinamico ma livella senza farlo sentire,  può colorare il sound ( vedi ad esempio il topic sul <a href="http://forum.jamble.it/recensioni/sardine-can-by-celmo/" target="_blank">Sardine Can by Celmo</a>).</p>
<p><strong>:: COME SI USA ::</strong></p>
<p>Normalmente il compressore si utilizza ad inizio catena, prima di qualsiasi altro pedale tranne il wha . Questo perchè ha senso logico la catena effetti opera in maniera più limpida se il segnale  in ingresso è già “sistemato a dovere”. Immaginate ad esempio un phaser nel quale entra un segnale non compresso che abbia dei notevoli sbalzi di volume; l&#8217;effetto si sporca di quegli sbalzi e non sarà certo comprimendo dopo che potrò attenuarli, dato che il phaser ha già operato male. Otterrò sì un livellamento del volume generale, ma con impresso il segno di un phaser che ha operato male e non è questo che volevo ottenere. Ciò che volevo era un bel segnale di phaser continuativo, pulito e corposo.<br />
Questo ragionamento vale per tutti gli altri effetti, specie quelli di modulazione, ma non solo . Il compressore può ingrossare grandemente un overdrive, essere usato come boost ( contrariamente a ciò che si crede ), aumentarne il corpo ed il sustain, infine colorarne il sound.</p>
<p>Il compressore è un processore di dinamica e dunque non va mai utilizzato nei collegamenti send/return ma in diretta negli ingressi dell&#8217;amplificatore. Se si ha una catena effetti, il suo posto canonico è all&#8217;inizio catena.</p>
<p><strong>:: COME SI REGOLA ::</strong></p>
<p>Questa è la parte difficile, anzi impossibile da spiegare a parole. Non esistono regolazioni che vadano bene per tutti perché le variabili in gioco sono molteplici :</p>
<p>quanta dinamica offre la tua chitarra ?<br />
quanto moduli sulla plettrata ?<br />
in che contesto ti muovi  ( genere, influenze, ecc.. ) ?<br />
che effetto vuoi ottenere ?<br />
quali regolazioni ha il tuo compressore ?<br />
Ecc&#8230;</p>
<p>Detto in anticipo che “LA” regolazione non esiste, possiamo però tracciare delle linee guida per cercare di avere una base su cui muoverci .</p>
<p>L&#8217;attacco deve essere regolato “lungo” ( mi rendo conto di quanto aleatorio sia questo  termine, ma non esiste una regolazione fissa ) per tutti quei chitarristi che non vogliono rinunciare a far sentire la propria gamma dinamica nella plettrata ( Vigilius, parlo di te ! … detto così sembra proprio un rimprovero, ma anzi, voleva essere un incoraggiamento a sperimentare il tuo nuovo comp <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) .<br />
Deve invece essere regolato corto qualora si voglia creare omogeneità, ad esempio su di un bel arpeggio, rendendolo caldo e corposo.<br />
Ricordate di non esagerare mai con il ratio. Provate e riprovate partendo magari prima dal basso e poi riprovando partendo dall&#8217;alto. Trovate il giusto parametro in base ai vostri gusti, ma tenendo presente questa regola: “se lo senti, probabilmente è troppo alto”; a meno che non cerchiate effetti particolari. Il compressore normalmente deve livellare “in silenzio” cioè senza che nessuno se ne accorga.<br />
Il threshold va necessariamente regolato di volta in volta, sarebbe bene regolarlo da brano a brano.<br />
Hold e release vi aiutano con il sustain, ma ricordate che sopratutto l&#8217; hold incide moltissimo sulla qualità del segnale facendo sembrare falso. Sono proprio questi due paramentri ( in concomitanza al threshold ) che fanno disperare il chitarrista e rinunciare all&#8217;uso del comrpessore. Provate e riprovate finchè il vostro sustain non vi soddisfa lasciando però il realismo inalterato.<br />
Il resto va da sé, nel senso che è davvero questione di gusti.</p>
<p><strong>:: CONCLUSIONI ::</strong></p>
<p>Abbiamo fatto una carrellata della storia, dell&#8217;utilizzo, e delle possibilità del compressore. L&#8217; argomento non finisce certo qui ed io non ho certo la pretesa di aver fatto una guida “ultimate” ( per dirla all&#8217;anglosassone) sull&#8217;algoritmo della compressione.<br />
Spero però di aver aiutato alcuni a togliersi pregiudizi verso questo effetto, altri che già lo usano a capirlo meglio e/o a sperimentare.<br />
Naturalmente tutti possono partecipare alla discussione, portando le proprie idee, esperienze, opinioni, anzi, vi esorto a farlo sul <a href="http://forum.jamble.it/effetti/il-compressore-cos&apos;e&apos;-a-che-serve-come-si-usa-regolazioni/" target="_blank">FORUM</a>.</p>
<p>Vi lascio un caro saluto.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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