Amplificatore mangia pedali: un po’ di chiarezza.

Alcune delle classiche frasi che girano sia in rete che tra i chitarristi sono: “Il mio ampli mangia i pedali!” oppure “il mio ampli non digerisce i pedali”.
 
Cosa significano nella realtà?
 
 
Davvero ci sono amplificatori che non sono adeguati a ricevere pedali in ingresso? No, non è così, facciamo un po’ di chiarezza.

Un qualsiasi amplificatore, sia valvolare che transistor che ibrido oppure digitale, così come una qualsiasi scheda audio digitale o valvolare o analogica, insomma, un qualsiasi routing dedicato alla chitarra, è per certo “abilitato” a ricevere il segnale trattato da un qualsiasi d’effetto provenga dall’esterno. In qualsiasi caso, che quest’ultimo sia un’accordatore, compressore, wha, overdrive, distorsore, fuzz, muff, booster, effetto d’ambiente, effetto di ritardo, looper, questi è progettato e costruito per essere utilizzato con una chitarra e un’amplificatore (tralasciamo le schede audio ed i sistemi rack o P.A. per semplicità).

Ma allora perché la gente dice che il loro ampli non digerisce i pedali o che magari viceversa, che “li mangia”?
Questi modi di dire nascono dalla necessità di spiegare uno strano fenomeno per cui l’effetto suona, oppure non suona per come è stato pensato dal produttore e per come è stato presentato al pubblico, specie in quei luoghi in cui normalmente oggi i produttori presentano i loro prodotti : siti internet, youtube, ecc..
Gli effetti sentono moltissimo le differenze tra cosa viene loro posto “a valle” (amplificatore e/o altri effetti) oppure a monte (chitarra e/o altri effetti).

Alcuni amplificatori sono stati esplicitamente studiati per aver il massimo del loro rendimento con l’ingresso del puro segnale della chitarra. Questo non significa che ognuno di noi non sia liberissimo di interporre, tra chitarra ed amplificatore, un wha, per esempio. Non accadrà nulla di irreparabile: l’amplificatore suonerà lo stesso… non prenderà fuoco! 🙂

ampli mangia pedali

Quello però di cui siamo certi è che reagirà in una maniera diversa da come era stato previsto dal suo costruttore e quindi, a rigor di logica, la resa non sarà più quella progettuale.

Questo non significa che il risultato sia necessariamente deludente, semplicemente sarà diverso da ciò che il produttore aveva pensato, ma ci sarà sicuramente qualcuno che lo apprezzerà anche così, forse perfino di più. Non dimentichiamo che agli albori della storia della chitarra elettrica, la distorsione era un difetto. Poi però …

Allo stesso modo le differenze possono essere sostanziose anche con chitarre diverse: un effetto che suona piacevolmente con i single coil, suonerà piuttosto diversamente con gli humbucker o con dei pick up attivi, ma comunque suonerà con una rinnovata identità.True Bypass, impedenze, buffer, cavi, handwire, PCB, alimentazione, ecc…, tutte queste componenti non sono atte a spiegarci come un pedale reagirà ad una certa situazione e la vera differenza sarà data da ciò che viene prima e ciò che viene dopo.

E’ quindi logico che, ad esempio, un overdrive che suoni bene in un amplificatore Hiwatt possa non essere altrettanto efficace se inserito in uno Hughes & Kettner.

Ci sono due punti fondamentali nella costruzione e nella progettazione di un amplificatore (per semplificare il discorso, prendiamo in esame i tanto amati valvolari), che quasi tutti i costruttori inseguono: headroom e dinamica.
Secondo alcuni, senza queste due cose un’amplificatore risulta scadente. Chi scrive non è d’accordo e pensa che semplicemente siano scelte costruttive: un amplificatore con poca headroom o dinamica non è necessariamente più scadente, è solo diverso perchè pensato, progettato e realizzato per un uso diverso.
Questi due parametri sono comunque importanti, perchè possono influire e caratterizzare in maniera importante sul risultato che gli effetti avranno, in abbinamento all’amplificatore.

capistan

Facciamo un esempio: se un Tape Echo è progettato per essere “sporco” e molto dinamico, avremmo bisogno un amplificatore in grado di enfatizzare queste due qualità, che si traduce in un ampli che abbia una buona resa dinamica e che resti molto pulito anche a livelli alti di volume. In una condizione del genere, il nostro Tape Echo ipotizzato poco sopra, troverà il suo habitat ideale.

Al contrario, se allo stesso pedale abbinassimo un amplificatore già imballato di suo, molto lineare e compresso, con un guadagno già saturo nello stadio di pre-amplificazione, il suono finale che ne ricaveremo sarà probabilmente qualcosa di estremamente confuso e privo di dinamica perchè la somma delle caratteristiche dell’amplificatore e del pedale genererebbe un ambiente super-saturato e compresso e quindi innaturale. Di nuovo, non sto criticando, a qualcuno potrebbe anche piacere e magari essere utile per sviluppare un certo tipo di sonorità.

Quello che volevo chiarire è che non esiste alcun amplificatore che non possa essere abbinato ad un pedale, la valutazione della resa, è solo un parametro dettato dal nostro gusto personale e non è MAI un dato oggettivo.
Infatti per la ricerca sonora spesso i nostri riferimenti sono dischi, canzoni alla radio, youtube, internet, ecc..; questi suoni si sono fissati nella nostra mente e a volte li abbiamo perfino rielaborati inconsciamente per farli aderire al nostro gusto e dando vita al “nostro suono ideale”.
Quando l’abbinamento pedali + amplificatore non aderisce a questo modello, ci viene da dire: “quest’ampli non mangia i pedali!” .. ma stiamo solo mistificando… 🙂

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4Roses

Vu-meter Written by:

Ha collaborato in ambiti musicali e multimediali a livello professionale. Amministratore del portale e del forum di Jamble. Insegna chitarra ed armonia con lezioni private e/o via zoom, google meet, skype, ecc...