Brunetti Singleman recensione

Sempre alla ricerca di nuove ed interessanti sonorità, mi sono imbattuto nel Brunetti Singleman, più nello specifico, nella versione a 35w. Questo amplificatore è stato progettato in diverse varianti: versione testata. versione combo 16w e versione combo 35w. In giro per la rete leggo anche di versioni 15w e 50w, ma non le ho mai viste personalmente.

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immagine dalla rete: https://www.ricardo.ch/it/a/brunetti-singleman-16-combo-1121579024/

Il mio esemplare

L’esemplare di cui sono entrato in possesso e di cui vi parlerò è il Brunetti Singleman 35w. Quest’ultimo, si differenzia dal fratello a 16w: il finale è un classe AB e monta valvole 6L6WCG, mentre il 16w è un classe A e monta valvole 6V6GT.

Di stampo “fenderoso”, ma più “moderno”, il Brunetti Singleman offre diversi controlli davvero interessanti per poter plasmare il suono a piacimento

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immagine dalla rete: https://www.ricardo.ch/it/a/brunetti-singleman-16-combo-1121579024/

I controlli

L’immancabile volume, controllo dei bassi, medi e alti, riverbero. Fin qui, abbastanza canonico, non fosse per il controllo delle medio frequenze che personalmente non do mai per scontato, considerato che alcuni ampli fender, per citare un produttore di riferimento, non ce l’hanno.

A questi però, vanno aggiunti un’interessante serie di switch che agiscono nel preamplificatore e che sono un po’ il punto di forza del Brunetti Singleman, rendendolo davvero molto versatile.

Il primo da sinistra è il canonico “bright”, già presente in Fender anche d’annata e comodo per enfatizzare le frequenze tra 3KHz e 10KHz. A me piace usarlo in maniera un po’ folle, strozzando il controllo degli alti e rendendo così “felpate” le alte frequenze, ma attivando lo switch che va ad accentuare un range più limitato e interessante.

Il secondo switch permette di selezionare tra 3 modalità di equalizzazione tutte “fender inspired”: Smooth, Fat e Tweed. Il primo mood è davvero “jazzoso”, felpato e da night. Il Fat credo dovrebbe essere orientato ai suoni blackface, il Tweed ovviamente, al suono Tweed. Quando lo attivo mi sembra di avere un Bassman ’59, ma moderno.

Proseguendo verso destra troviamo lo switch per boostare le medio frequenze tra gli 1KHz e i 3KHz. Per uno avido come me di medi, è davvero utile. Anche in questo caso, lo uso senza avere il controllo dei medi tutto aperto. Utile anche per avere quel “grattino” in più, quando si va a saturare l’ampli.

Infine, lo switch denominato Powerlimit© da Brunetti, che interviene sulla potenza del finale e offre 3 opportunità: Full (35w), Moderate (circa 1/4 della potenza totale), Quiet (circa 1/16 della potenza totale). Questo è uno switch piuttosto interessante non solo per limitare il volume o regolare la saturazione, ma interviene anche sul suono vero e proprio. Secondo il mio parere, a parità di volume, il massimo delle armoniche e della bellezza del suono valvolare lo si ottiene con la variante Full. Quando si comincia a scendere di potenza, qualcosa nel suono si perde. Detto ciò, io lo uso Quiet perché il suono si avvicina di più a ciò che voglio da lui: un suono corposo e saturo.

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immagine dalla rete: https://www.ricardo.ch/it/a/brunetti-singleman-16-combo-1121579024/

Come unico effetto integrato (anche questo non scontato), il Brunetti Singleman monta il canonico e old fashion style riverbero a molle Accutronics, da sempre apprezzato da moltissimi chitarristi. Nulla da segnalare in proposito, il controllo è versatile, si comporta bene e arricchisce il suono come solo il riverbero può fare.

Il retro

Il cono è un Celestion Vintage 30 da 12″, un altoparlante rock-oriented, secondo l’opinione di chi scrive, ma che si può utilizzare con soddisfazione anche in altri ambiti.

Importante, per il sottoscritto, la presenza della mandata effetti, che sfrutto per le poche modulazioni che ho e che accendo in verità di rado, ma comunque estremamente utile.

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immagine dalla rete: https://www.ricardo.ch/it/a/brunetti-singleman-16-combo-1121579024/

Il suono

Va detto che il Brunetti Singleman nasce come ampli clean. Riuscire a farlo crunchare è sostanzialmente possibile solo trattenendolo alla minima potenza e comunque, richiede una certa quantità di volume, non congruo al classico appartamento.

A mio personalissimo giudizio è un ampli estremamente versatile, che può suonare un po’ di tutto, ma forse a motivo del cono, secondo me, trova il suo habitat ideale in ambito rock. Certo, io ne faccio un uso assai diverso, improntato verso un suono jazzistico, inscatolato, felpato e medioso, ma penso che potrebbe rendere maggiormente in tale ambito con un cambio di cono, non necessario ma utile.

Non so ancora quale sarà la sua sorte perché in realtà ho ordinato un altro amplificatore e farò una specie di comparativa assurda (data la diversità dei due amplificatori) per decidere chi rimarrà in pianta stabile nel mio studiolo.


Per adesso passo ai saluti e vi invito, se vi va, a fare due chiacchiere nel forum.

Vu-meter Written by:

Ha collaborato in ambiti musicali e multimediali a livello professionale. Amministratore del portale e del forum di Jamble. Insegna chitarra ed armonia con lezioni private e/o via zoom, google meet, skype, ecc...