Delay : cos’è, a che serve, come si usa, come si regola

:: PREAMBOLO ::
Spesso chi inizia a suonare può fare confusione tra i vari effetti e le proprie necessità. Ho notato che sovente vengono confusi soprattutto effetti come Delay e Riverbero.
Senza entrare in tecnicismi, è pur vero che sono effetti della stessa famiglia, ma i due nomi identificano due tipi si sonorità molto differenti e dunque sono da considerare come due cose distinte. Non è affatto detto che ci servano, né è affatto detto che se ce ne servisse uno, poi ci serva anche l’altro. Oggi tratteremo soltanto il delay, rimandando il riverbero ad altra “chiaccherata”.
 
 
Carbon Copy delay by MXR
 
 

:: COS’E’ ::

“Definizione accademica”: Il Delay è un effetto che suddivide un segnale in ingresso in almeno due componenti, le separa, una di queste viene ritardata e reintrodotta nel segnale originale.
In questo modo è creato l’ effetto “echo”, cioè la ripetizione di un determinato suono.
Il delay è dunque un effetto che crea delle “ripetizioni” di un certo segnale. Siete mai andati in montagna ? Avete mai provato a gridare di fronte ad una vallata ? allata? llata ? ata? Ta? 🙂

:: CENNI STORICI ::

In principio fu l’echo a nastro … In pratice i primi esperimenti di delay in musica furono condotti registrando un segnale su nastro magnetico e facendolo poi ripetere poi al registratore un tot di volte. Gli echo a nastro erano delle macchine molto semplici e non avrebbero mai potuto darci quello che ci ha potuto poi dare il formato digitale con le sue macchine; ma i primi sono rimasti estremamente apprezzati per la qualità analogica, un po’ sporca, ma molto ricca in termini sonori e talvolta persino ricordati con nostalgia.
Non a caso molte “macchine” digitali anche attuali, cercano proprio di ripetere le sonorità delle macchine analogiche, più calde e corpose per natura.

:: A COSA SERVE ::

Come già detto il delay serve a creare ripetizioni di un segnale. Possiamo comunque dividere i delay in due categorie: analogici e digitali .
Anche se si parla di delay “analogici” è bene sapere che è un termine un po’ improprio; infatti non esistono veri delay analogici perchè torneremmo all’ epoca degli echo a nastro, quello è il vero analogico. Oggi per “analogico” tecnicamente si intende una apparecchiatura che tratta e ritarda il segnale analogico in ingresso della chitarra lasciandolo inalterato, cioè una sinusoide; invece per delay “digitale” si intende un oggetto che converte il segnale in ingresso in digitale, ossia in bit; per poi poterlo trattare in svariati modi.
Un delay digitale può sembrare immediatamente più pratico di uno analogico, ed in effetti lo è, perchè una volta digitalizzato si può trattare quel segnale in molti modi, per creare particolari effetti, come il “reverse” ad esempio, il quale è in pratica un effetto che crea echi di un segnale ribaltandolo .. olodnatlabir, natlabir, labir, bir… Il Tap Tempo, è un altra cosa che possiamo ottenere con delay digitali, ossia la possibilità di settare il ritardo in base al tempo del brano in esecuzione “al volo” premendo un pulsante e potendolo cambiare di continuo. Non starò ad elencarvi i numerosi effetti che si possono ottenere dai delay digitali attuali, ovviamente anche in campo stereofonico, ma sappiate che l’arte di creare dei ribattiti di un segnale si è affinata grandemente ed oggi possiamo avere delay dagli effetti disparati. Inoltre un delay digitale può tenere in memoria ( salvare ) i vostri preset ( le regolazioni preferite ) per essere poi richiamate all’occorrenza.
Vi starete domandando chi vorrebbe mai dunque delay analogici, visto che tutto questo non possono farlo e sembrano più limitati. Anche se i delay analogici sono più limitati dei cugini digitali, sono decisamente molto apprezzati ( dalla maggioranza dei chitarristi per la verità ) per il fatto che, non dovendo convertire il segnale della chitarra, non perdono in qualità e dunque mantengono meglio tutto il calore e le componenti armoniche del segnale della chitarra.

:: COME SI USA ::

Il posizionamento del delay nella catena effetti è generalmente verso la parte finale del routing; prima soltanto del riverbero. Se vi interessa un aiuto nel giusto posizionamento dei pedali, vi invito a leggere qui : http://www.jamble.it/2011/03/posizioneordine-ideale-dei-pedali-routing/
L’ effetto che crea è squisito e molto utilizzato, specie in ambito rock. Può essere un effetto piuttosto diverso in base alle regolazioni ed agli utilizzi.
Ottimo su accordi arpeggiati sia negli assolo, in entrambi i casi crea grande personalità e fascino al suono chitarristico. Un buon abbinamento è con l’effetto chorus, che crea un alone ulteriore nei ribattiti conferendo profondità. Si consiglia l’ ascolto di grandi maestri che hanno creato delle vere e proprie scuole di utilizzo, tra cui citiamo David Gilmour e The Edge .

Deluxe Memory Man Electro Hamonix
:: COME SI REGOLA ::

Il minimo dei parametri che troviamo normalmente in un delay sono :
LEVEL il volume dell’effetto
REPEATS (o FEEDBACK) ossia il numero di ripetizioni
DELAY TIME cioè il tempo che deve trascorrere tra una ripetizione e l’altra

In alcuni vi possono anche essere:
FILTER una sorta di equalizzazione delle ripetizioni
DECAY regola il tempo di decadimento del segnale del ribattito
TYPE (o MODE) cioè il tipo di effetto da applicare al ribattito
altri parametri vari

Come spesso accade non ci sono regole assolute per quel che concerne le regolazioni. L’unica vera regola da tenere presente è la regolazione dei tempi di ritardo che deve sempre essere coerente con i tempi di esecuzione del brano, causa creare soltanto “impastamento” e confusione generale.

:: CONCLUSIONI ::

Quando scegliete un delay, tenete presente se preferite le possibilità offerte dai delay digitali o la qualità del segnale offerta dagli analogici. Attenzione però, non stiamo dicendo che “digitale” sia necessariamente peggiore di “analogico”; ma il prezzo dei convertitori digitali grava sul costo dell’oggetto e dunque gli effetti digitali sono normalmente più costosi degli analogici. Questo crea uno scompenso nel rapporto qualità prezzo e dunque, normalmente a parità di prezzo ( e a volte nemmeno a parità ) restano qualitativamente migliori i “vecchi” analogici rispetto ai “fratelloni tuttofare”.

Vi invitiamo a dire la vostra nel FORUM.

Un saluto.

Vu 🙂

Vu-meter Written by:

Ha collaborato, in passato, in ambiti musicali e multimediali a livello professionale. Amministratore del portale e del forum di Jamble. Ha insegnato per anni chitarra ed armonia con lezioni private e/o via skype.