Vox Delaylab – “tutti” i delay in uno

Un delay quanto meno particolare, diciamocelo : promette di avere 30 diversi ritardi. Un pedale (qui il termine “pedalino” non si confà :)) che solo chi ha la particolare necessità di differenziare il proprio sound in maniera sostanziale (magari per adattarlo a generi o brani molto diversi tra loro) può apprezzare in pieno.

 
 
Perchè dici 30 tipologie di delay quando la manopola ne indica soltanto 10 ?
E’ vero, apparentemente il selettore del DelayLab mostra solo 10 tipi di delay, più la selezione del looper.

Accanto al selettore però, c’è un piccolo pulsante denominato “categoria”, appena a destra del display LCD, che permette una ulteriore selezione di 3 diverse sottocategorie inerenti la modalità selezionata. Facciamo un esempio: se si sceglie la modalità TAPE (ossia il nastro, molto cara a tutti i chitarristi “vintage” :)) si può poi operare la ulteriore scelta tra tre sotto-modalità: Echo, Tubes e Head.
Quest’ultima, a sua volta, mette a disposizione ulteriori cinque diverse impostazioni la cui scelta viene controllata ruotando la manopola “Intensity”.
pulsante category

Non si può dire che il DelayLab sia difficile da usare, certo però non è uno strumento per i neofiti, nè “plug and play”: ci sono molte impostazioni e l’utente deve saper cosa va cercando e come ottenerlo altrimenti si rischia davvero di perdere dentro le miriadi di funzioni e sotto-funzioni .
 

I controlli
Il DelayLab può salvare fino a dieci presets per ogni banco, ossia un totale di 30 presets (i banchi infatti, sono 3). Non è nemmeno facile tenere a mente cosa si sia salvato e dove ! Immaginatevi in un live: nella scaletta sarebbe meglio scriversi quale preset abbinare, per poterlo ripescare al volo .. 🙂

DelayLab I controlli classici non sono certo spaventosi; sono i soliti : TIME (fino a 4 secondi di ritardo); FEEDBACK (numero di ripetizioni), e MIX. Questi i controlli standard di qualsiasi delay che si rispetti, ai quali si aggiungono TONE/SPEED e INTENSITY. Sono questi controlli che governano le varie sfaccettature nel suono che il pedale può assumere.

Il controllo TONE/SPEED non ha sempre lo stesso scopo, ma varia a seconda della modalità in cui ci si trova: talvolta si comporta come un controllo di tono tradizionale, rendendo i ritardi più scuri o più chiari; in altre occasioni controlla altri parametri, come ad esempio la velocità della modulazione, se applicata. Il controllo INTENSITY di norma regola la quantità dell’effetto applicato (non del delay, che si controlla da MIX) come la modalità di modulazione e la quantità della stessa. Insomma, è in dubbio che sia un pedale dove occorre prendere dimestichezza e che richiede una buona dose di esperienza e voglia di sperimentare.
 

Le sottocategorie inerenti una modalità, sono diverse tra loro oppure alla fine si somigliano? Quale range di suono offrono ?
Domanda lecita e plausibile. In realtà le sottocategorie sono molto diverse tra loro ed offrono realmente un range di suoni molto, molto ampio. Ad esempio in modalità delay digitale, le sottocategorie sono: Stereo, Lo-Fi e Pitch. La sottocategoria Stereo offre un ritardo digitale e dunque pulitissimo, ovviamente con gestione separata dei canali destro e sinistro. La seconda modalità, Lo-Fi, offre al contrario ripetizioni sporche con campionamenti lo-fi. Il paramentro INTENSITY controlla il così detto “rumore bianco”, mentre il controllo di TONE/SPEED aggiunge qualcosa di “graffiante” al suono. Il Pitch infine, è chiaro fin dal nome : offre la possibilità di controllare il pitch delle ripetizioni tramite il controllo INTENSITY. La “risposta veloce” alla domanda sopra fatta quindi è: sì, le sottocategorie sono estremamente diverse tra loro.

 

 
Un’occhiata da vicino
Il DelayLab è stato pensato sopratutto per un uso stereo, con questo non sto dicendo che non si possa usare in mono, ma diciamo solo che molte impostazioni dell’oggetto richiamano proprio una configurazione stereo, ed infatti ogni paramentro è regolabile in maniera differenziata sui due canali left e right.

Le modulazioni sono davvero buone: la modalità standard ha una gamma incredibile di chorus/vibrato che può passare dall’essere appena presente a far girare la testa :). Altri tipi di modulazione includono un filtro e creano effetti simil-flager o simil/phaser sulle ripetizioni e possono davvero creare suoni particolari e molto diversi tra loro.

Il DealyLab è stato progettato per essere un pedale al servizio della creatività. Campiona a 24 bit/48 , è stereofonico ed è anche possibile collegare un ulteriore ed esterno, pedale di espressione. delaylab front

 

Un delay per tutti?
Uhm … No. Come già detto non è un dealy per chi si avvicina per la prima volta agli effetti di ritardo: occorre una buona conoscenza dei parametri e di come operano, non di meno occorre qualcuno che abbia voglia di provare e riprovare, qualcuno per cui anche le sfumature sono importanti e sia un po’… “fiscale” diciamo, per poter davvero trarre beneficio da questo acquisto, che altrimenti si può rivelare davvero snervante, vista la sorprendente quantità di sfumature che ogni categoria di delay offre per le ripetizioni (perfino alcune distorsioni). Certamente l’utente descritto troverà “pane per i suoi denti” sia in termini di sfida personale, che di ricompensa, perchè potrà davvero ottenere il massimo dalla personalizzazione dal proprio delay.

 

 

Vi lascio un caro saluto e vi aspetto nel FORUM per commentare.

 

Vu 🙂

 

Vu-meter Written by:

Ha collaborato in ambiti musicali e multimediali a livello professionale. Amministratore del portale e del forum di Jamble. Insegna chitarra ed armonia con lezioni private e/o via zoom, google meet, skype, ecc...