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	<title>Chitarre elettriche &#8211; JAMBLE</title>
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	<title>Chitarre elettriche &#8211; JAMBLE</title>
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		<title>Scolpire il suono della chitarra elettrica grazie al plettro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 07:43:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[Do It Yourself]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione Sempre alla ricerca del suono “perfetto” siamo disposti talvolta a sostituire la nostra chitarra, l’amplificatore, i pickup, giostrarci nelle regolazioni dell’equalizzatore (talvolta a pedale,&#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Introduzione</h3>



<p>Sempre alla ricerca del suono “perfetto” siamo disposti talvolta a sostituire la nostra chitarra, l’amplificatore, i pickup, giostrarci nelle regolazioni dell’equalizzatore (talvolta a pedale, più spesso quello dell’ampli stesso), provare mille tipi di effetti, di corde, di … qualsiasi cosa. Ciò che spesso tralasciamo e che invece ha un impatto grandissimo sul suono, è il plettro. Perché non partire da lì, dunque ?</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Nota:</strong> le righe che seguono sono senza dubbio più utili a coloro che fanno della chitarra elettrica un uso clean o tutt’al più un leggero crunch. Le considerazioni esposte scemano con l’aumentare del gain e a distorsioni molto elevate valgono poco.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro.jpg" rel="prettyphoto"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="669" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro.jpg" alt="" class="wp-image-4556" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro.jpg 1000w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro-300x201.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<div style="height:55px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Un test che chiunque può fare</h3>
<p>Anzitutto, la posizione in cui plettriamo, l’angolo con cui colpiamo le corde, la forza applicata, l’elasticità del polso e molto altro sono tutte variabili che influiscono notevolmente sul suono. Non ci credete ? Provate a spostarvi nell’asse ponte-manico e scoprirete una grande quantità di sfumature sonore; “provare per credere”, come recitava una vecchissima pubblicità.</p>
<p>In secondo luogo, il tipo di plettro modifica SOSTANZIALMENTE il suono: spessore, durezza, materiali. Come se questo non bastasse, uno spessore diverso e/o un diverso materiale, senza che ce ne accorgiamo, ci fa anche suonare diversamente.</p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Un mare di possibilità</h3>
<p><img decoding="async" class="alignright  wp-image-4560" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/plettri_vari.jpg" alt="" width="338" height="225" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/plettri_vari.jpg 500w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/plettri_vari-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" />Oggigiorno ci sono una quantità tale di possibilità nella scelta del plettro, da perdere la testa. Materiali, forme, durezze, spessori.. handmade, boutique, industriali.. ergonomici, piatti, bi-materiale, ecc.. insomma, una vera giungla. Se penso che ho quando ho iniziato io si trovavano in commercio sostanzialmente solo i Fender Medium da 1 mm. per le elettriche e i Dunlop di 3 durezze diverse per le acustiche .. Il grande mercato odierno ci dà moltissime possibilità, ma anche tanta indecisione.</p>
<p>Ciò che ho notato io, che poi è un po’ la scoperta dell’acqua calda, è che a plettro più morbido corrisponda un suono maggiormente “acustico” (cosa molto apprezzata da chi suona semiacustiche o hollow body magari in ambito blues o jazzistico), ma a parità di durezza, anche il materiale di cui il plettro è fatto ha un impatto notevole sul suono finale.</p>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Il suono generato dal plettro</h3>
<p>Meglio fare subito chiarezza: per “suono” in questo articolo io intendo in particolare :</p>
<ul>
<li>equalizzazione (quindi presenza o taglio di frequenze),</li>
<li>dinamica (ossia la capacità del plettro di rispondere alle variazioni di forza esercitate),</li>
<li>attacco (la velocità con cui la nota nasce e si sviluppa).</li>
</ul>
<p>Il primo parametro <strong>(EQ)</strong> è facilmente comprensibile. La cosa che ho notato è che più o meno lo scenario è questo; un plettro può, soprattutto nel momento dell’attacco, ma non solo:</p>
<ul style="list-style-type: circle;">
<li>tagliare le alte frequenze (non mi pare possa esaltarle, semmai lasciarle integre)</li>
<li>modificare le medie (ingolfandole o scolpendole)</li>
<li>modificare le basse (ingolfandole o scolpendole)</li>
</ul>
<p>Il secondo parametro <strong>(DINAMICA)</strong> per me è fondamentale. Personalmente preferisco di gran lunga intervenire in post produzione per quanto riguarda la compressione. Preferisco suonare con quanto più possibile “spazio dinamico” per enfatizzare accenti e anche una certa “vocalità” di suono. Naturalmente non tutti la pensano come me e sono parecchi che utilizzano ad esempio compressori a pedali o a rack&nbsp; per intervenire ponendo un limite alla dinamica generata dalla chitarra. Per tutti questi, probabilmente un plettro meno dinamico è preferibile.</p>
<p>Il terzo e ultimo parametro <strong>(ATTACCO)</strong> potrebbe essere collegato al genere musicale che si predilige suonare, ma non è detto. Normalmente comunque, generi jazzosy e/o blues old style richiedono mediamente attacchi più morbidi e lunghi, mentre generi più rock o metal oriented, attacchi rapidi e potenti.</p>
<p style="font-size: 0.8em;"><strong><img decoding="async" class="alignright  wp-image-4573" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/bordi.jpg" alt="bordi del plettro modificano suono" width="134" height="105" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/bordi.jpg 500w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/bordi-300x235.jpg 300w" sizes="(max-width: 134px) 100vw, 134px" />Un trucchetto furbo: </strong>Un noto imprenditore musicale italiano, nonché grande musicista, mi ha insegnato che più il plettro ha i bordi taglienti (spigolosi), maggiore è la velocità dell’attacco della nota e viceversa. Per cui basta dare qualche limatina con una lima da unghie ai bordi del nostro plettro per togliere il “filo di taglio” per sentire la nota allungarsi. L’ho sperimentato io stesso e funziona davvero!</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Riferimenti personali</h3>
<p>Mi sarebbe piaciuto farvi un lungo elenco di produttori e di modelli con dei riferimenti al suono che generano e magari perfino con immagini e samples audio, ma il tempo è tiranno e poi, sarebbero comunque opinioni personali dettate dalle mie impressioni, dai miei gusti e infine, dalla mia strumentazione. Non posso escludere che ci possano essere risultati diversi in strumentazioni e perfino in mani diverse. Per cui mi limito ad incoraggiarvi a testare vari plettri per capire quale si avvicina di più al vostro gusto e alle vostre necessità, certo che vi sorprenderete di quanto intervenga sul suono.</p>
<p>Vi lascio un link ad un paio di discussioni sul forum: <a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/scolpiamo-il-suono-con-il-plettro-giusto/" target="_blank" rel="noopener">QUESTA</a> più specificamente inerente l’argomento in oggetto mentre <a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/il-plettro-quale-preferite-come-lo-usate-e-perche/" target="_blank" rel="noopener">QUESTA</a> più generica inerente opinioni riguardo a vari plettri, alla comodità e al suono degli stessi.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Conclusioni</h3>
<p>Scegliere tra comodità e suono è davvero difficile perché tendiamo ad utilizzare il plettro che ci fa stare meglio, più comodi, quello che ci sembra che ci permetta maggiore controllo e/o velocità.</p>
<p>Personalmente, suonando esclusivamente in cameretta, ho deciso di cambiare plettro in base al brano, in modo che enfatizzi questo o quell’altro suono senza dover modificare niente nell’ampli o negli effetti (talvolta mi aiuto con i potenziometri del volume e del toni della chitarra). Ecco perché ne lascio sempre uno per tipo a portata di mano. Ammetto che creino un po’ di confusione sulla scrivania, ma sono così belli e colorati che alla fine, è un disordine piacevole all’occhio. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Non vi resta che provare quanti più plettri potete. In alcuni casi, provare un nuovo plettro non sarà un problema visti i costi generalmente bassi di questi, ma in altri casi ci si svena letteralmente e un plettro particolare può costare diverse decine di euro. In quel caso, levarsi la curiosità non è semplice .. Ma il consiglio resta valido: provate, provate, provate. Scolpite il vostro suono attraverso la scelta dei materiali e degli spessori del vostro plettro (o forse sarebbe meglio dire, da ora in poi, dei vostri plettri).</p>





<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>Telecaster classic 60 recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/telecaster-classic-60-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 16:43:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Fender]]></category>
		<category><![CDATA[Telecaster]]></category>
		<category><![CDATA[Test & Demo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Telecaster è certamente una chitarra iconica, che trova il favore di moltissimi musicisti in tutto il mondo da molto tempo, considerando che in effetti&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Telecaster è certamente una chitarra iconica, che trova il favore di moltissimi musicisti in tutto il mondo da molto tempo, considerando che in effetti fu la prima chitarra elettrica a corpo pieno (solid body) mai prodotta.<br>Il modello in oggetto non è una rivisitazione di quei primissimi esemplari degli anni &#8217;50 del secolo scorso, ma di quasi un decennio dopo; il nome dato alla produzione infatti, dice tutto: Telecaster Classic 60. </p>



<p>Io che amo così tanto questo strumento e che sono un felice possessore di una Telecaster &#8217;52 Reissue, potevo farmi mancare un buon muletto ? Non sia mai ! La breve recensione che segue, si riferisce in particolare all&#8217;esemplare da me acquistato. Ciò nonostante, a parte alcune piccolissime differenze, tratta la chitarra nella sua forma originale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="438" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-1024x438.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4364" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-1024x438.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-300x128.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-768x329.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-1536x658.jpg 1536w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h3>Il mio esemplare</h3>
<p>L&#8217;ho acquistata usata ad un prezzo davvero ragionevole. Il ragazzo che me l&#8217;ha ceduta aveva apportato alcune modifiche:</p>
<ul>
<li>sostituzione delle canoniche sellette in acciaio con quelle compensate in ottone</li>
<li>inserito un preamplificatore handmade (immagino DIY) sotto il battipenna</li>
<li>montato delle corde 0.011</li>
</ul>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Sellette compensate in ottone</h4>
<p>Per quanto riguarda la prima voce, sono abbastanza contento, nel senso che non ho idea di come si comportassero le sellette originali, dato che non le ho mai provate, ma so che il suono di quelle in ottone è leggermente diverso e forse più vicino alla tradizione telecasteriana. Inoltre, essendo compensate, aiutano nel perfezionare la regolazione delle ottave.&nbsp;</p>
<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4369" width="450" height="338" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate.jpg 900w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></figure>





<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Un preamplificatore on board ?</h4>
<p>La seconda voce mi lasciava invece un po&#8217; interdetto. Prima di giudicare, comunque, ho certamente voluto provarla. Il preamplificatorino era montato sotto il battipenna, nello spazio tra il pickup al manico e lo spazio per i controlli (switch, volume, tono), nello scasso che porta i cavi di collegamento.</p>
<p>Da spento, non sembrava apportare alcuna modifica al suono, da acceso invece, aumentava il volume della chitarra e apparentemente anche il suono subiva un ingrossamento (ma forse era un effetto acustico dato dall&#8217;aumento del volume). Penso che il precedente proprietario percepisse come &#8220;debole&#8221; il segnale in uscita dalla chitarra. In realtà, è proprio la tradizione telecasteriana di quegli anni che vuole un pickup con volumi non troppo generosi e compressi, perchè punta alla pasta sonora e alla dinamica anzichè alla &#8220;potenza&#8221;.</p>
<p>In ogni caso, aveva qualche problema, il primo dei quali, interferiva con entrambe le tipologie dei miei trasmettitori wireless (<a href="https://www.jamble.it/xvive-u2-sistema-wireless-per-chitarra-e-o-basso-mini-recensione/">Xvive U2</a>; <a href="https://forum.jamble.it/routing/ammoon-sistema-per-chitarrabasso-wireless/">Ammoon</a>). Inoltre, siccome mi sono accorto che c&#8217;erano dei piccoli problemi anche nel jack di uscita che creava dei falsi contatti, ho deciso di aprire la chitarra e dare un&#8217;occhiata. Siccome ho notato che il lavoro non era ben fatto (saldature mal fatte, cavi collegati con il nastro isolante e simili), ho deciso di rifare il wiring eliminando il preamplificatore.</p>
<p>Tolto il preamplificatore, secondo me ne ha guadagnato anche il suono originale che sembra più corpulento.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Corde</h4>
<p>Siamo arrivata alla terza ed ultima &#8220;modifica&#8221; fatta dal proprietario precedente, che aveva montato delle 0.011 nuove di zecca. Niente da fare, non mi ci trovavo proprio, perciò cambio al volo delle corde con una muta 0.010 e nuovo setup. Adesso sì, che si ragiona. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Manico, tastiera e tasti</h3>
<p>Il manico è bello dritto con il <a href="https://www.jamble.it/regolazione-del-truss-rod-action-e-truss-rod/">truss rod</a> perfettamente funzionante. L&#8217;acero è chiaro e venoso, abbastanza bello, direi.</p>



<p>La tastiera è in un palissandro scurissimo, al punto che sembra ebano. Ho notato che nei tasti dopo il dodicesimo, il palissandro sembra un filo più ruvido e meno setoso rispetto alle altre posizioni. Forse il precedente proprietario non passava troppo spesso in queste zone.</p>
<p>I tasti sono di tipo Vintage, ossia bassi, ma mi sembrano comunque più alti rispetto a quelli della mia Tele 52. Sono ottimamente posati e smussati in modo da non farsi sentire quando scorriamo la tastiera.</p>
<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="675" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4386" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121.jpg 900w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="675" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4391" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042.jpg 900w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>
<h4>&nbsp;</h4>
<h3>Le meccaniche</h3>
<p>Le meccaniche sono quelle tipiche Fender Vintage style, a me tanto care.</p>
<p>Le trovo comodissime e davvero precise. L&#8217;intonazione (grazie anche al ponte fisso) resta incredibilmente stabile anche dopo diverse &#8220;torture&#8221; alle corde.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Come suona</h3>
<p>Secondo me, forse a motivo delle regolazioni del mio amplificatore (<a href="https://forum.jamble.it/amplificatori/fender-twin-amp/">Fender Twin Amp</a>), che sono una media tra alcune chitarre con cui normalmente lo utilizzo, suona proprio bene. Il volume in uscita non è nemmeno troppo basso e comunque, basta alzare un po&#8217; l&#8217;ampli perchè la chitarra prenda un bel colore caldo e corposo. Non è eccessivamente squillante (strano per una Tele) neppure il pickup al ponte, che in genere nelle Telecaster sferraglia. Insomma, trovo che abbia un buon suono, specie in funzione di ciò che amo suonare io: blues, jazz, fusion. Non ho bisogno di particolare potenza o distorti a volontà, per cui ..&nbsp;</p>
<p>Un test &#8220;buona la prima&#8221; fatto in pochi secondi. ascoltate il suono, NON come suono.</p>
<iframe loading="lazy" width="100%" height="450" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player?url=https%3A%2F%2Fsoundcloud.com%2Fjamble-community%2Ftelecaster-classic-60-test&visual=true"></iframe>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Conclusioni</h3>
<p>A mio avviso, questa è una chitarra che considerato il costo (specie sul fronte dell&#8217;usato) è davvero da considerare. Non avrà il blasone delle sorellone americane e certamente, oltre al luogo di origine, qualcosa è stato sacrificato, ma non mi pare proprio si tratti del controllo qualità. La verniciatura è impeccabile, il manico è comodo e veloce, il suono più che dignitoso.</p>
<p>Se vi serve una chitarra di buona qualità ma senza eccessi nel prezzo e amate la forma iconica della Telecaster, non posso far altro che consigliarvela.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Dopo alcuni giorni, test e suonate, devo dire che quello che poteva essere un punto dolente della chitarra, ossia i PU, sono veramente più che decorosi. L&#8217;uscita è medio alta e il suono, per i miei gusti, è bello. Si potrebbe obbiettare che forse è un po&#8217; più scuro e rotondetto di una Tele americana, ma per me questi sono pregi anzichè difetti e la grande dinamica di cui sono capaci, in particolare quello al manico, mi fa dimenticare che sono economici.</p>
<p>Insomma, secondo me è una chitarra azzeccatissima. E&#8217; una di quelle Tele che è per certo da provare per chi cerchi una chitarra di stampo telecasteriano: la qualità è più che valida (personalmente direi leggermente maggiore delle Squier Classic Vibe che ho provato; per lo meno, la sensazione a memoria), il suono è buono, il peso è leggero. Se avesse il manico a U o comunque più grosso, sarebbe la mia chitarra definitiva o quasi, temo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se avete voglia di partecipare, vi lascio il link al forum : <a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/telecaster-classic-60/">CLICCA.</a></p>



<p></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Caratteristiche tecniche della Telecaster Classic serie &#8217;60:</h4>
<p>e caratteristiche tecniche di questa chitarra sono :</p>
<ul>
<li>Nome Modello: Telecaster 60;</li>
<li>Serie: Classic Series;</li>
<li>Produzione: messicana;</li>
<li>Colori disponibili: Olympic White, Candy Apple Red, Black;</li>
<li>Corpo : Ontano;</li>
<li>Manico: Acero;</li>
<li>Profilo del manico: C Shape, spessore medio;</li>
<li>Tastiera: Palissandro (non più, quelle attuali sono in Pau Ferro);</li>
<li>Radius tastiera: 7.25&#8243; (184mm).</li>
<li>Numero tasti: 21;</li>
<li>Tipologia di tasti: Vintage Style Frets;</li>
<li>Pickups: 2 Vintage Style Single-Coil Tele Pickups with Alnico Magnets;</li>
<li>Ponte: Vintage Style a 3 sellette;</li>
<li>Corde: attraversano il corpo, in classico stile Telecaster;</li>
<li>Meccaniche: Fender/Ping Vintage Style Tuning Machines.</li>
<li>Hardware: Cromato;</li>
<li>Battipenna: a 3 strati, colore Mint Green;</li>
<li>Scala della chitarra: 25.5&#8243; (648 mm).</li>
<li>Largezza del capotasto: 1.650&#8243; (41.2 mm).</li>
<li>Accessori: Deluxe Gig Bag.</li>
</ul>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Xvive U2 &#8211; sistema wireless per chitarra e/o basso mini recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/xvive-u2-sistema-wireless-per-chitarra-e-o-basso-mini-recensione/</link>
					<comments>https://www.jamble.it/xvive-u2-sistema-wireless-per-chitarra-e-o-basso-mini-recensione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2018 16:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Test & Demo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Oggi vorrei parlarvi dell&#8217; Xvive U2 : sistema wireless per chitarra e/o basso. Il sistema è molto semplice : è composto da due oggettini&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large.jpg" rel="prettyurl"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large-300x227.jpg" alt="xvive u2 wireless system" width="300" height="227" class="alignright size-medium wp-image-4203" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large-300x227.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Oggi vorrei parlarvi dell&#8217; Xvive U2 : sistema wireless per chitarra e/o basso. Il sistema è molto semplice : è composto da due oggettini di cui uno è il trasmettitore ( che va collegato alla chitarra ) e un ricevitore ( che va collegato all&#8217;amplificatore o alla pedalboard ) </p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERCHE&#8217; L&#8217; XVIVE U2</h3>
<p>Tra i tanti in commercio, ho scelto questo per due motivi : il prezzo non eccessivo ( ce ne sono di più economici ma non mi sono fidato ) e il fatto che gli oggettini possano ripiegarsi. Avendo una Telecaster, avevo timore che se avessi acquistato uno di quelli che non si possono ripiegare, il peso dell&#8217;oggetto lo avrebbe potuto far sfilare e cadere a terra, mentre con l&#8217;U2, essendo possibile ripiegarlo su sè stesso, la cosa sarebbe stata un più improbabile. Anche sulla semiacustica in mio possesso (JSM-10), che ha il plugin frontale, mi piace di più l&#8217;idea di non avere una sorta di cannone proteso in avanti.</p>
<p>A parte queste quisquilie, devo dire che il sistema si è auto configurato in meno di due secondi: ho attaccato i due oggettini al posto giusto, accesi e &#8230;. dopo due brevi lampeggi, si è accesa la luce fissa, ad indicare che si erano rispettivamente &#8220;captati&#8221;. Tempo perso in configurazione ? 1 secondo e fa tutto da sè. Veloce ed automatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>COME FUNZIONA</H3><br />
Altra nota positiva è che funziona benissimo. La latenza è impercettibile e ci si può spostare liberamente senza intoppi. Io in genere rompevo un cavo ogni 15 giorni perchè : o ci inciampavo, o lo calpestavo, oppure appoggiando la chitarra in giro, torcevo il cavo vicino al jack e ogni volta si spezzavano le saldature interne al jack e mi toccava ri-saldare ..<br />
I due oggetti riescono a captarsi anche ad una certa distanza. La mancanza di segnale si fa sentire quando cercate di attraversare più di un muro. Io, a porta aperta sono riuscito ad andare a due stanze più in là ( a circa 8/10 m ) ma quando mi spostavo in modo da interporre dei muri, la cosa si faceva sentire. D&#8217;altra parte sono fatti per i palchi e non per i sottomarini, insomma &#8230;  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
In campo aperto, nessun problema, non saprei fino a che distanza, il produttore dichiara 30m.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MODIFICA IL SUONO?</h3>
<p>Non so ancora rendermi conto di quanto intervenga sulla qualità del suono. Devo fare delle prove con il cambio Xvive/cavo più rapido possibile, magari facendomi dare una mano, per poter capire meglio, però, come primo approccio, non sembra apportare differenze significative, almeno al mio orecchio.</p>
<p>Alcune cose che ho notato:</p>
<p>&#8211; il ricevitore è molto sensibile alla posizione. Tocca tenerlo con la faccina dove sono i led verso il musicista. Se si mette al contrario , o anche solo &#8220;di taglio&#8221;, non capta bene. Il trasmettitore pare avere meno storie e lo si può ripiegare, chiudere e girare senza problemi.</p>
<p>&#8211; ho dovuto alzare un po&#8217; le medie perchè ne aveva perse un po&#8217;. Non un mare, ma qualcosa aveva perso. Basse e alte invece sembrano rimanere uguali.</p>
<p>&#8211; il volume non sembra avere differenze. Volendo proprio cercare il pelo nell&#8217;uovo, con il cavo mi pare un filo più basso.</p>
<p>Altra cosa per me fantastica: niente più <a href="https://www.jamble.it/chitarra-elettrica-condizionatore-fischi-dallamplificatore/" rel="noopener" target="_blank">fischio a causa del condizionatore !!</a> E sono MOLTO felice anche per questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DURATA DELLE BATTERIE</h3>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" class="alignright size-medium wp-image-4204" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2-248x300.jpg 248w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2-768x929.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px" /></a>Non sono riuscito a tenere un vero e proprio diario di utilizzo da quando mi sono arrivati questi giochini per cui non ho dati certi sulla durata delle batterie in funzione (mi ripropongo di farlo in futuro), ma così, a lume di naso direi che la durata della carica di fabbrica sia stata di circa 5/6 ore. A me si è scaricato prima il ricevente. Ha iniziato a lampeggiare il led rosso e da quando ha iniziato a lampeggiare credo siano passati circa 15 minuti prima di spegnersi del tutto.</p>
<p>I due oggettini si caricano con un normale caricabatterie per smartphone e a corredo, nella scatola si trova un cavo usb ad Y , che permette di ricaricare gli oggetti in simultanea. La ricarica, da batteria completamente scarica, si effettua in 1 ora e mezza. Inoltre, i due oggettini segnalano l&#8217;avvenuta carica ( si spegne la spia rossa ) per cui non si rischia di perdere troppo tempo lasciandoli in carica quando non occorre più. </p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTERFERENZE ? NO.</h3>
<p>Altra cosa positiva : siccome usano il sistema wireless classico della telefonia e dei router, qualcuno potrebbe pensare che interferiscano con i normali router o modem di casa. La mia esperienza dice il contrario. Oltre ad avere comunque 4 possibili canali di comunicazione, a me funzionano benissimo pur lasciando il canale pre-settato dalla fabbrica e malgrado stia utilizzando gli oggetti MOLTO vicino ( circa 50 cm in linea d&#8217;aria ) da ben 3 router wifi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>CONCLUSIONI</h3>
<p>Ce li ho solo da pochi giorni, ma per ora sono molto contento per cui, li consiglierei.</p>
<p>Vi lascio, come di consueto, il link al forum, dove fare due chiacchiere : <a href="https://forum.jamble.it/routing/xvive-u2-sistema-wireless-per-chitarra-eo-basso/">Xvive u2 &#8211; sistema wireless per chitarra e basso</a><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Epiphone ES 339 : breve recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/epiphone-es-339-breve-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 10:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[Setup & Modifiche]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[Epiphone]]></category>
		<category><![CDATA[ES 339]]></category>
		<category><![CDATA[semi-hollow]]></category>
		<category><![CDATA[semiacustica]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso, e direi ovviamente, dedichiamo la nostra attenzione agli strumenti più prestigiosi e li guardiamo con la bava alla bocca. A volte pero&#8217; anche strumenti&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spesso, e direi ovviamente, dedichiamo la nostra attenzione agli strumenti più prestigiosi e li guardiamo con la bava alla bocca. A volte pero&#8217; anche strumenti meno esoterici riescono a dare delle gran belle soddisfazioni e spero questo piccolo contributo possa essere utile a qualcuno.  🙂</p>



<p>Visto che in questi giorni sono a casa in malattia approfitto per tediarvi con un altro topic. 😉</p>



<p>Epiphone ES 339, acqusitata nel 2012 a metà con mio figlio in occasione della promozione della terza media ha ricevuto prima  le cure di un buon liutaio con il settaggio generale e con la sostituzione del capotasto e poi quelle del buon Luca Villani di I-Spira che ha sostituito i pickup originali con i suoi Paf Replica e sistemato il wiring, treble bleed compreso.</p>



<p>Il costo dello strumento di € 285,00 è circa raddoppiato dopo i trattamenti in SPA.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3907.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<p>Queste le caratteristiche generali del modello originale: </p>



<p><strong>Body:</strong><br>
Reduced size Laminated maple body with solid center block</p>



<p><strong>Neck</strong><br>
Neck  Mahogany<br>
Neck Profile  SlimTaper<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> D Profile<br>
Neck Joint    Glued-in mortise and tenon<br>
Truss Rod    Adjustable<br>
Scale   24.75”<br>
Nut   1.68”<br>
Fingerboard Ppearloid dot inlays<br>
Fingerboard Radius 12”<br>
Frets 22 medium jumbo</p>



<p><strong>Pickups</strong><br>
Neck Pickup  Alnico Classic PRO<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>
Bridge Pickup Alnico Classic PRO<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>
Controls Neck Pickup volume with push/pull coil-splitting, Bridge Pickup volume with push/pull coil-splitting, Neck Pickup tone, Bridge pickup tone</p>



<p><strong>Details</strong><br>
Hardware    nickel<br>
Binding   Fingerboard and body 1-ply (cream)<br>
Bridge  LockTone<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Tune-o-matic<br>
Tailpiece LockTone<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Stopbar<br>
Machine Heads Epiphone “Deluxe” 18:1 ratio<br>
Weight 3,520 Kg</p>



<p>Lo strumento chiaramente non è una 339 di mamma Gibson ma per moltissimi appassionati puo&#8217; rappresentare una soluzione abbordabile e di ottima soddisfazione, il manico è confortevole ed il sostegno non è niente male.  Le meccaniche sono le rodate Grover de Luxe, solito problemino con il Sol che si risolve parecchio sostituendo il capotasto.<br>
I pick up sono splittabili, caratteristica che ho mantenuto anche dopo la sostituzione degli stessi e la tavolozza sonora a disposizione è di conseguenza parecchio ampia. Suonava bene anche con i suoi pickup originali ma ora, grazie agli I-Spira Paf Replica suona, secondo la mia personale opinione, davvero alla grande.<br>
Dinamica, rotonda. </p>



<p>Sono davvero soddisfatto, alla fine è lo strumento che, assieme alla telecaster, suono di più.<br>
Ho letto di una tendenza alla ruggine delle parti in metallo, a me dopo cinque anni non è ancora accaduto nulla.</p>



<p>Il sample qui sotto vuole, oltre che annoiarvi per un paio di minuti appena abbondanti, dare un idea di alcuni dei timbri ottenibili con questo strumento.</p>



<p>Semplicemente un piccolo test, null&#8217;altro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Epiphone 339 Sample by maxmaz" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F348331010&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Qualche altra fotina non fa mai male, credo. </p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3901.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3903.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3904.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3905.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3906.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3902.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<p>Il link al forum, dove potrete dire la vostra : </p>



<p><a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/epiphone-es-339/">Epiphone ES 339</a></p>



<p>MAX</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Music Man Steve Morse &#8211; mini recensione comparativa</title>
		<link>https://www.jamble.it/music-man-steve-morse-mini-recensione-comparativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 05:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Music Man]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Morse]]></category>
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					<description><![CDATA[Sfruttando la richiesta dell’utente Inpurple del forum di Jamble, eccomi a scrivere questa breve recensione sulle due chitarre in oggetto che, almeno per ciò che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sfruttando la richiesta dell’utente Inpurple del forum di Jamble, eccomi a scrivere questa breve recensione sulle due chitarre in oggetto che, almeno per ciò che mi riguarda, fortunatamente posseggo.</p>
<p>Intanto ve le presento in una piccola galleria fotografica ( per ulteriori immagini vedi: <a href="//photos.google.com/share/AF1QipNOeNYV0jzEwaApzfBiM91uJeT1AZIS8XGnrkoMc-ikcFVmkITzyuC9vx1jhqVcWA?key=VVZiRURuRnFjc0VjZWlYaENtc0xRSEFwUmFmUWdB">Ulteriori immagini Nihao&#8217;s gear &#8211; Google Photos</a> ) :</p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1-300x225.jpg" alt="Music Man Steve Morse Model blue version" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-4125" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1-768x576.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1.jpg 961w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-300x225.jpg" alt="Music Man Steve Morse Model purple version" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-4124" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-768x576.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-1024x768.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2.jpg 1027w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<div style="clear:both;" ></div>
<p>Si tratta di due Music Man Steve Morse model: la versione &#8216;storica&#8217;, quella &#8216;blu&#8217;, anzi &#8216;Morse blue burst&#8217; e la Y2D, chiamata così per celebrare le 2 decadi di collaborazione tra il musicista e la MM; la mia nel colore &#8216;purple sunset&#8217;.</p>
<p>Non mi dilungherò troppo sui dettagli tecnici che sono comunque facilmente reperibili, però alcune info mi sembra giusto scriverle: costruttivamente i due strumenti sono pressochè uguali, utilizzano gli stessi legni per il body (pioppo), manico (acero) e tastiera (palissandro), così come le stesse meccaniche. Anche le misure e il peso sono uguali.  La regolazione del trussrod è decisamente agevole come si vede dalle foto e la si può fare senza toccare nulla sullo strumento. Quello che le differenzia sono le finiture, oltre ovviamente ai colori; entrambi gli strumenti sono veramente curati in tutti i dettagli, ma devo dire che la Y2D è decisamente ad un livello superiore da questo punto di vista. </p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-4128" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637-225x300.jpg 225w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637.jpg 541w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Un’altra differenza piuttosto evidente è la configurazione dei pu e relative possibilità di combinazioni: nel caso della Y2D è la classica H-S-H con il single posto non nella posizione centrale ma adiacente all&#8217; humbucker al ponte; il selettore dei pick up è a 5 vie e rispecchia le combinazioni simili ad una Strato, ad eccezione di una che mette il pu al manico in serie con quello al ponte (quella che nella strato sarebbe manico-centrale).<br />
Nella blue burst le cose si complicano essendoci 4 pu H-S-S-H; il selettore è a 3 vie e funziona in modo abbastanza atipico perché le 3 posizioni in ordine sono ponte-manico-single (adiacente al pu del ponte). Poi abbiamo un altro switch a 2 posizioni immediatamente sotto le corde, la cui posizione devo dire è piuttosto scomoda se si fanno delle ritmiche tipo funky ; questo switch associa l’humbucker al ponte indipendentemente dal pu selezionato. Un terzo pulsante, questa volta a 3 vie, associa il single (quello obliquo) a qualsiasi altro, oppure facendo suonare solo quello ed escludendo tutto il resto.<br />
Tutto questo marasma di levette dà luogo ad una scelta tra <strong>11 differenti combinazioni</strong>. Personalmente ho optato per abbassare a livello del battipenna il pu obliquo perché mi dava fastidio e comunque raramente usavo.</p>
<p>Dal punto di vista più pratico gli strumenti sono entrambi molto ben bilanciati e si prestano molto bene anche per un utilizzo da seduti quindi adatti allo studio. Il manico è molto scorrevole ed è, al capotasto, più piccolo rispetto ad uno standard e questo rende molto facile l’esecuzione di accordi, anzi per chi ha delle mani particolarmente grandi forse potrebbe essere di un qualche fastidio.</p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-4129" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918-225x300.jpg 225w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918.jpg 541w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Quello a cui forse ci si deve abituare, se si proviene come me da decenni di utilizzo di body in stile strato (quindi smussati in varie parti) è l’assoluta mancanza di questi ultimi, quindi l’appoggio dell’avambraccio destro sul body è leggermente più avanzato.<br />
Certamente se uno è abituato a body in stile Tele piuttosto che Gibson probabilmente nemmeno ci fa caso, ma per me non è stato così, tanto che oggi quando riprendo in mano la strato mi sembra di avere un foglio di cartone sotto le braccia</p>
<p>Le meccaniche di entrambe sono Schaller e dal punto di vista di tenuta dell’accordatura posso assicurare che posseggo e uso la blu burst da circa 20 anni e non mi ha mai dato noie particolari; sulla y2d posso solo dire che non l’ho quasi mai usata, ma quelle poche volte che l’ho tolta dalla custodia era sempre accordata.</p>
<p>Veniamo alla parte suono: devo subito dire che i pu, soprattutto gli humbucker, sono piuttosto particolari, con una risposta secondo me molto accentuata sui medi, quindi potrebbero non piacere a tutti. Inoltre, devo fare una distinzione fra le due chitarre, perché sulla carta montano gli stessi pu, DiMarzio DP-200 al manico e DP-205 al ponte, ma secondo me qualche differenza c’è e la mia opinione è che nel caso della Y2D, siano più improntati ad un utilizzo in ambito hardrock. In particolare quello al ponte è molto più portato ad esempio per le tipiche ritmiche stoppate perché mi ha sempre dato l’impressione di essere più “compatto”, mentre lo stesso della blue burst è leggermente più “sguaiato” (non saprei che altra descrizione dare…). Anche l’uscita dei due pu al ponte, messi a confronto sullo stesso ampli con le stesse regolazioni secondo me è diversa, più alta nella Y2D. Secondo me è stata una scelta dettata da esigenze sonore, vista la notevole differenza di ambiti musicali nei quali SM si cimenta (deep purple-dixie dregs x intenderci)<br />
Questo è stato uno dei motivi per cui ho sostituito i due humbucker della blue burst con due Vignoni di stampo più vintage; un altro motivo è stato che volevo un attacco leggermente più morbido quindi sono passato dai ceramici a quelli in AlNiCo.</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" class="alignleft size-medium wp-image-4130" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-300x169.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-768x432.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-1024x576.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013.jpg 1281w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In buona sostanza la Y2D è più orientata ai suoni crunch e/o distorti, onestamente sui puliti non la trovo nulla di che, la blue burst invece meno cattivella, ma secondo me ha più personalità e si possono sentir dei puliti degni di tale nome.</p>
<p>Se dovessi fare una scelta forzata tra le due (entrambe non modificate ovviamente) non avrei dubbi e andrei sulla blue burst ma devo ammettere che in tale scelta c’è anche una componente sentimentale che mi lega a questo strumento. Allo stesso modo se domani dovessi suonare in una band di rockettari probabilmente mi presenterei con la y2d.</p>
<p>Ultima nota sono le due custodie: legno rivestito nel caso della blue burst, quindi dal sapore più vintage, plastica nel caso della Y2D con logo impresso. La differenza è il peso decisamente inferiori nel caso della custodia della y2d. </p>
<p>Al termine di questa “recensione” ci vorrebbe un bel sample dimostrativo, purtroppo non sono attrezzato a tale scopo e soprattutto non all’altezza dal punto di vista chitarristico per mettere in risalto le caratteristiche dei due strumenti  ::)  </p>
<p>Se vi va di dire la vostra, lascio il <a href="https://forum.jamble.it/my-gear/mini-recensione-mm-steve-morse">link al forum</a>.</p>
<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ibanez AKJ95 recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/ibanez-akj95-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 10:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[akj-95]]></category>
		<category><![CDATA[akj95]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra semiacustica]]></category>
		<category><![CDATA[ibanez]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la JSM10, mi fa piacere condividere con voi alcune informazioni sulla AKJ95, sempre di casa Ibanez. In linea generale, devo dire che secondo me&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="288" height="300" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/Ibanez-AKJ95-VYS_01-288x300.jpg" alt="Ibanez-AKJ95-VYS" class="wp-image-4102" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/Ibanez-AKJ95-VYS_01-288x300.jpg 288w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/Ibanez-AKJ95-VYS_01.jpg 623w" sizes="auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px" /></figure></div>


<p>Dopo la <a href="//www.jamble.it/ibanez-jsm10-recensione/">JSM10</a>, mi fa piacere condividere con voi alcune informazioni sulla AKJ95, sempre di casa Ibanez.<br>
In linea generale, devo dire che secondo me Ibanez non ha rivali nella fascia economica della produzione di semiacustiche, perchè ha un rapporto qualità prezzo incredibile. Anche la semiacustica più economica è davvero costruita in maniera impeccabile, a prescindere dalla sua &#8216;denominazione geografica&#8217;: sappiamo infatti che i prodotti più economici della casa vengono costruiti in Cina, ma non per questo sono realizzati o rifiniti in maniera più grossolana rispetto a quelli costruiti altrove nel mondo, almeno non in casa Ibanez, dove la qualità delle finiture resta sempre eccezionale.</p>



<p>Questo modello è comunque un &#8216;entry level&#8217; nel mercato delle semiacustiche, ma la ottima costruzione e il buon sound permettono di collocare questa chitarra nella fascia delle &#8216;ottime entry level&#8217;, al punto che credo possa soddisfare anche palati raffinati, purchè non snob ( perchè manca di blasone ). Chiariamoci, non è possibile paragonare questa chitarra ad altre di costi ben superiori, non sarebbe nè corretto nè intelligente.</p>



<p><strong>LA COSTRUZIONE</strong></p>



<p>La forma richiama quella Gibson 175, ma il corpo della AKJ95 è più piccolo per dimensioni di qualche centimetro. Il corpo è in acero laminato e il colore, denominato Yellow Sunburst, la verniciatura, i bei disegni del legno e le finiture sono davvero pregevoli. Il manico è composto di acero e mogano, in tre pezzi incollati, mentre la tastiera è in palissandro, con 20 tasti di tipo &#8216;medium&#8217;.<br>
La chitarra è corredata dai classici 2 controlli di volume e tono ( uno per il pickup al manico ed uno per quello al ponte ) più il canonico switch a 3 posizioni per il controllo del pickup da &#8216;attivare&#8217;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="506" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-1024x506.jpg" alt="ibanez_akj95" class="wp-image-4105" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-1024x506.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-300x148.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-768x379.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>


<p><br>
Già da spenta mi ha dato subito una bellissima sensazione sia di comodità che di suono. In base ai miei gusti ( io apprezzo moltissimo il suono inscatolato e legnoso ) devo dire che è una chitarra che regala un buon sound anche da non amplificata, anzi, nel mio caso ( ma forse sono io che non sto bene ) ho cercato proprio di regolare l&#8217;amplificatore affinchè preservasse le sensazioni acustiche che la chitarra crea &#8216;da spenta&#8217; ( che brutto modo di dire .. ) tanto mi è piaciuta la sensazione.<br>
Le corde lisce che la chitarra monta di fabbrica : .011 -.015 &#8211; .022w &#8211; .030 &#8211; .040 &#8211; .050, devo dire che sembrano la giusta configurazione per un &#8216;jazz feel&#8217;.<br>
L&#8217; hardware è di tipo cromato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="288" height="300" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/akj95_pu-288x300.jpg" alt="akj95 pickup" class="wp-image-4104"/></figure></div>


<p><strong>I PICK UP</strong><br>
<br>
I pickup sono Super58 Custom, solo lontanissimi cugini degli apprezzati Super 58 utilizzati da big quali John Scofield, Pat Metheny, George Benson ed altri che infatti vengono montati anche nelle relative chitarre signature. Questi infatti, come mi ha giustamente segnalato il buon Luca Villani, sono  fabbricati in Cina, con magnete ceramico ed output più alto dei &#8220;cugini del Sol Levante&#8221;. Con il tono aperto danno un suono relativamente moderno e fresco, ricco di alti ed adatto a tantissime situazioni anche in generi come la Fusion o il Blues. Se si chiudono un filo gli alti sull’amplificatore o si chiudono un po’ i toni sulla chitarra o ancora perchè no, si chiude leggermente il volume, ecco che il suono scivola in territori tipici del jazz : morbido, caldo, rotondo, legnoso.</p>



<p><strong>IL SUONO</strong></p>



<p>Per chi come me ne voglia fare un uso jazzistico/fusion direi che la chitarra centra perfettamente l&#8217;obbiettivo, malgrado sono certo che possa convivere ottimamente in altri territori, specie se abbinata all&#8217;amplificatore giusto. </p>



<p>Un breve test, come al solito &#8216;buona la prima&#8217; ( per cui aspettatevi errori e difetti vari ) :</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Akj95 Guitar Test by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F320638278&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Un secondo breve test sempre &#8216;buona la prima&#8217; per cui, siate clementi..</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Giorman by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F347910991&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Per chi vuole dire la sua, vi lascio il link al forum : <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/ibanez-akj95-vys/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CLICCA</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Ibanez JSM10 recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/ibanez-jsm10-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 08:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra semiacustica]]></category>
		<category><![CDATA[ibanez]]></category>
		<category><![CDATA[jsm10]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[review]]></category>
		<category><![CDATA[roland Jazz Chorus 40w]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte iconografica: http://combiboilersleeds.com Recentemente ho messo le mani su una Ibanez JSM10, sorella della più nobile JSM100 ( chitarra di John Scofield ) dalla quale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="float: right; padding-left: 15px; padding-bottom: 25px; font-size: 12px;"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/john-scofield-4-300x240.jpg" alt="john-scofield-4" width="300" height="240"><br>
Fonte iconografica: http://combiboilersleeds.com</div>



<p>Recentemente ho messo le mani su una Ibanez JSM10, sorella della più nobile JSM100 ( chitarra di John Scofield ) dalla quale si distanzierebbe, secondo le specifiche tecniche del produttore, solo per la scelta di alcuni legni e per il paese di costruzione.</p>



<p>Prima di tutto però, lasciatemi spiegare come sono approdato a questa chitarra.</p>



<p>Una bella mattina ho passato circa un&#8217;oretta a provare semiacustiche. Yeah !<br>
Amo il jazz e la fusion e ho avuto anche in passato delle semiacustiche, che però sono un po&#8217; andate e venute. Vuoi il mio budget rigorosamente basso, non ho mai trovato quella &#8220;della vita&#8221;. Così, malgrado il portafogli già prima di partire mi guardi con l&#8217;aria del “cosa vuoi da me?”, parto per l&#8217;ennesimo tour di chitarre con fascia di prezzo bassa ( soprattutto se pensate come semiacustiche che in genere, costano molto ) e decido di provarne un po&#8217;, magari spulciando nell&#8217;usato.</p>



<p>Nel mio solito negozio di fiducia ho provato :</p>



<p>Ibanez AF75 BS usata<br>
Hofner HTC-J17 usata<br>
Epiphone 175 nuova<br>
Ibanez AKJ95 nuova<br>
Ibanez JSM10 VYS nuova</p>



<p>Come si nota subito, sono andato salendo di prezzo &#8230;</p>



<p>Due impressioni un po&#8217; su tutte:</p>



<p><strong>Ibanez AF75 BS usata</strong><br>
La prima l&#8217;ho provata perchè era tenuta benissimo e bellissima : tasti perfetti, neppure un graffio.<br>
Suona benino per il costo che ha ( 320 euro usata ), ma &#8230; i pu sono ceramici e malgrado non siano aggressivi come ci si aspetterebbe , ma con un bel attacco rotondo, mancano in &#8220;dinamica&#8221;. Non fraintendetemi, non è che non si abbassi o alzi il volume al plettrare più o meno forte, ma .. cambia solo il volume, non il carattere del suono ..<br>
Voto : 7 ( per il prezzo , se fosse costata il doppio come forse costava da nuova, sarebbe scesa a 5 )</p>



<p><strong>Hofner HTC-J17 usata</strong><br>
Molto bella e tenuta benissimo. Ha più &#8220;punta&#8221; dell&#8217;altra e un po&#8217; di alte frequenze in più. E&#8217; più chiara nella voce e forse per questo mi convince poco. Anche il manico mi sembra scomodo e non so perchè ma , non me la sento comoda ..<br>
Voto : 6 ( anche qui, per il prezzo )</p>



<p><strong>Epiphone 175 nuova</strong><br>
L&#8217;avevo già provata alcuni mesi or sono e mi era piaciuta molto. Come sarebbe stata la comparativa con la casa Ibanez ?<br>
La piccola di casa Epiphone si difende bene, ha i pickup della sorella maggiore , ma .. stavolta non so perchè, mi piace meno.<br>
Temo che l&#8217;aspetto iper-curato delle Ibanez anche economiche, mi tragga un po&#8217; in inganno. Questa Epiphone, dal punto di vista estetico ( secondo me ) è ben al di sotto delle concorrenti ..<br>
Voto : 7 ( è un discreto prodotto, tutto sommato, anche se .. oramai la mia mente vaga nel mondo Ibanez )</p>



<p><strong>Ibanez AKJ95 nuova</strong><br>
Bellissima. Ero entrato per questa, a dirla tutta, sperando di trovarne magari una usata. Il commesso mi dice che questa è quella che comprano normalmente gli studenti di jazz del conservatorio perchè ha un rapporto qualità / prezzo eccezionale ( ovviamente poi nel tempo, i nostri cari studenti crescono e cambiano modello ) . Ha i pickup Super 58 , quelli &#8220;famosi&#8221; e che vengono montati sulle Ibanez dal costo decisamente più alto.<br>
La imbraccio &#8230; COMODISSIMA . E suona anche bene. Bellissima davvero se si pensa che il costo da nuova è attorno ai 600-650 euro.<br>
Mannaggia .. potrebbe essere lei, potrebbe essere lei .. :cheer: ( e forse lo è )<br>
Voto : 8 ( il rapporto qualità/prezzo è eccezionale )</p>



<p><strong>Ibanez JSM10 VYS nuova</strong><br>
Non ho il budget e lo so, ma finchè sono lì, chiedo al commesso di vivere un sogno : provare questo oggetto..<br>
Lo so, non è quella &#8220;vera&#8221; usata da Scofield ( il cui modello è denominato JSM100 VT e il cui costo da nuova si aggira sui 2.500 eurini ) ma &#8230; è un altro pianeta, rispetto a quelle provate sinora.<br>
Il peso si fa sentire : così a naso, direi il doppio ( forse qualcosa in più ) di tutte quelle provate sino ad ora; il blocco centrale infatti è in acero solido.<br>
La collego e &#8230; oh &#8230;.non ci voleva .. Fantastica.<br>
A dire la verità, io non avevo mai avuto nè provato una chitarra semiacustica a cassa bassa perchè pensavo che quell&#8217;effetto acustico che mi piace tanto, in questo tipo di chitarre andasse disperdendosi. In questo caso non è così. Nasale al punto giusto e legnosa. Meravigliosa.<br>
La dinamica è quella &#8220;vera&#8221; : se plettri piano si addolcisce, ma se spingi, non si alza solo il volume, ma gli si roca un po&#8217; la voce, si incattivisce ..<br>
Voto : 9 ( non è nella fascia più economica, ma la qualità costruttiva è davvero elevata )</p>



<p>Che dire, l&#8217;ultima prova mi ha rovinato tutte le altre, ovviamente. Resto con la mente orientata alla Ibanez AKJ95 perchè effettivamente ha un costo accessibile ( ancora di più nell&#8217;usato ) ed è un buon prodotto per chi come me oramai suona solo in cameretta. Però .. il cuore è ormai altrove .. e meno male che non ho provato la George Benson Signature &#8230;. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<div style="float: right; padding-left: 15px; padding-bottom: 25px; font-size: 12px;"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/img_0623_2.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/img_0623_2-300x160.jpg" alt="ibanze jsm10" width="300" height="225"></a><br>
Fonte iconografica: http://leitzmusic.com</div>



<p><strong>L&#8217;ACQUISTO</strong><br>
I giorni passano ed io non riesco a dimenticare le belle sensazioni che quella chitarra mia ha dato. Io per altro, sono un amante di Scofield per cui, sono anche un po&#8217; di parte. Cerca che ti ricerca vedo nel mercato dell&#8217;usato alcune opportunità ma, essendo distanti da dove vivo, aggiungendo al costo della chitarra usata anche i costi di spedizione e di assicurazione dell&#8217;oggetto praticamente la cifra finale si può equiparare al nuovo. Non ne vale la pena. Poi scopro che c&#8217;è un negozio storico di strumenti musicali in Italia che ha dei prezzi promozionali su Ebay perchè sta cercando di lanciare il proprio canale di vendita in quella sede e trovo questo bell&#8217;oggetto ad un prezzo ottimo. Le spese di spedizione sono basse, la consegna è rapida ed inoltre, acquistando sul web, si hanno tutta una serie di garanzie sulla possibilità di reso entro 14 giorni. Che faccio ? Mi butto !!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/410149558.png" rel="prettyphoto"><img decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/410149558-300x225.png" alt="ibanze jsm10" class="wp-image-4053"/></a></figure></div>


<p><br>
<strong>PRIMO APPROCCIO</strong><br>
Il primo approccio è : se queste sensazioni che provo ora le avessi provate quel giorno, non l&#8217;avrei presa. Cosa è cambiato ? Per prima cosa sto suonando da in piedi, mentre quando la provai ero seduto.<br>
Mai avuto problemi a suonare da in piedi con le mie solid body, nè con le poche semiacustiche che mi hanno accompagnato fino ad ora ( sempre rigorasamente a cassa alta fino ad oggi ). Come mai allora questa mi procura un certo fastidio ? Non lo so. Stranamente sembra volersi suicidare gettandosi in avanti e attribuisco la colpa alla posizione del pirolo al manico. Il manico sembra più distante di come invece lo avverto sulle solid body , eppure questa chitarra alla fine è davvero poco più spessa delle Telecaster che ho qui. Il peso è discreto : è tra la Telecaster Thinline ( una piuma ) e la Tele &#8217;52 ( un piombo ). Me la ricordavo più pesante ; probabilmente perchè l&#8217;ho provata per ultima dopo una serie di semiacustiche cassa alta ( e quindi completamente vuote ) , mentre questa ha un blocco centrale solido.</p>



<p>Tutte le sensazioni di cui sopra scompaiono se la suono da seduto, MA ATTENZIONE, mica dovunque&#8230; serve uno sgabello basso per godersela davvero perchè nelle sedie normali o sul mio sgabello stile bar, le sensazioni sono assai diverse. Insomma, dopo pochi minuti di prova devo dire che le sensazioni di vestibilità, non mi sconfinferano più di tanto. Quando la provai probabilmente ho avuto la condizione ideale : sgabello basso e rigorosamente seduto.</p>



<p>Il suono è bello e semiacustico. La abbino al Roland Jazz Chorus con i controlli dell&#8217;equalizzazione ad ore 12 ( come li tengo di solito ). Come di consueto, strozzo il controllo di tono del pickup al manico, sia quando lo uso in solitaria, sia per l&#8217;uso col lo switch in posizione centrale. Lo switch extra per selezionare la modalità del pickup al manico ( in serie, in parallelo o single coil ) è pratico, secondo me. Sul clean non sarebbe necessario, infatti a me piace solo con lo switch per il collegamento in serie dove il suono è più caldo e rotondo, mentre abbinata ad un distorsore con gain potente stile RAT, il fatto di poter splittare può essere davvero utile.<br>
Pickup molto sensibili al tocco, anche se nel JC non trovando le valvole, forse non vengono valorizzati al meglio.</p>



<p>La tastiera lascia una notevole quantità di sporco nero sulle dita e dopo pochi minuti, potrebbero prendermi le impronte artificiali .. ma che è ?<br>
La mano destra stenta un po&#8217; sulle corde basse &#8230; avendo un corpo più grande rispetto alle Tele, da seduto l&#8217;intero blocco delle corde risulta più alto e mi obbliga a tenere il braccio più curvo di prima. Dovrò prenderci la mano.</p>



<p>Il setup è davvero ben fatto anche se, per me che sono un amante delle corde bassissime, una regolatina al ponte abbassando un po&#8217;, gliela darei ed in effetti non escludo di dargliela.</p>



<p>La terrò ? Non so dirlo, sinceramente. Ci ho sbavato per giorni , ma la cifra per me è consistente e non ho avuto l&#8217;impressione di avere tra le mani &#8220;la chitarra dei sogni&#8221;, ma solo una gran bella chitarra.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back-300x200.jpg" alt="ibanez jsm10" class="wp-image-4517" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back-300x200.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back.jpg 630w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure></div>


<p><br>
<strong>PASSANO I GIORNI</strong><br>
Un po&#8217; deluso dai test precedenti, decido di provarla nel mio fido Fender Bassman. Devo dire che, forse lontano dal primo impatto, mi sembra che tutto funzioni molto meglio. Suono davvero accattivante, i pickup danno bella mostra di sè.<br>
Forse perchè sono entrato in uno stato mentale differente, ma adesso me la godo un sacco anche dentro al Jazz Chorus, anzi, anche di più che nel Bassman. Alla fine volevo un suono come questo : semiacustico ma non troppo, che possa passare dal jazz alla fusion e magari a qualche overdrive in men che non si dica. Al momento in cui scrivo, ce l&#8217;ho da 3 giorni e devo dire che dopo un primo momento di smarrimento, mi ha definitivamente conquistato. Certamente questa chitarra resterà con me, anche perchè la moglie ha sancito : <em>&#8220;lei non se ne va, piuttosto esci tu ..&#8221;</em> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ha anche deciso che momentaneamente si chiamerà &#8220;Blondie&#8221;, ma conto di cambiarle nome nei prossimi giorni, il difficile sarà farlo senza che la moglie se ne accorga&#8230;</p>



<p><strong>UN PICCOLO TEST</strong><br>
La collego al Jazz Chorus ed accendo il il piccolo Mooer zanzaroso acquistato anch&#8217;esso di recente ( Mooer Black Secret; una pedale ispirato al RAT ), e devo dire che se ben regolato, fa il suo lavoro ( cioè quello di emulazione di uno &#8216;Scofield Sound&#8217; ) ed ho ottenuto un suono davvero simile ad alcune registrazioni del nostro.<br>
Alla fine però, dopo aver centrato il suono, mi sono spostato su una backing track che .. non ha niente a che vedere con il chitarraio di cui sopra .. Perchè ? Ehm .. bho ? Non lo so, ho sentito una cosa, l&#8217;ho messa su ed ho suonato la prima roba che mi è venuta.. accattatevilla così com&#8217;è &#8230; il pezzo in sè non c&#8217;entra niente con Scofield anche se teoricamente è ispirato a lui, ma la base è talmente distante che &#8230; il suono però è quello. Non sembra somigliare secondo me, perchè è fuori contesto .</p>



<p>Insomma, ecco a voi un test del suono con un leggero overdrive :</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Blondie First Take by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F312707670&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
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<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Jolene Sound by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F315524155&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Nei prossimi giorni dovrei riuscire a postare anche qualcosa di assolutamente clean&#8230; stay tuned.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bella,  Pat ! by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F345014115&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Per chi vuole dire la sua, vi lascio il link al forum : <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/ibanez-jsm10/" target="_blank" rel="noopener">CLICCA</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Scala di una chitarra : cos&#8217;è</title>
		<link>https://www.jamble.it/la-scala-di-una-chitarra-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2015 16:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[diapason]]></category>
		<category><![CDATA[scala]]></category>
		<category><![CDATA[suonabilità]]></category>
		<category><![CDATA[suono]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jamble.it/?p=3942</guid>

					<description><![CDATA[Nella scelta della nostra chitarra valutiamo tanti parametri tra cui: tipo di legni, forma del manico, tipi di tasti, pickup e molto altro tra cui,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella scelta della nostra chitarra valutiamo tanti parametri tra cui: tipo di legni, forma del manico, tipi di tasti, pickup e molto altro tra cui, diciamocelo onestamente, anche il fattore estetico ha la sua valenza.<br />
Un parametro forse un po&#8217; snobbato ma importante è la scala, altrimenti detto il diapason.</p>
<p>La scala ( o il diapason ) in sostanza è la distanza che esiste tra il capotasto e le sellette del ponte. Questa distanza indica in pratica la lunghezza della parte vibrante delle corde.<br />
I produttori scelgono di produrre chitarre con scale diverse: ad esempio è notorio che le Les Paul sono generalmente &#8216;etichettate&#8217; come chitarre a &#8220;scala corta&#8221; avendo in effetti una distanza tra capotasto e sellette minore delle Stratocaster e delle Telecaster, che vengono considerate e denominate come chitarre a &#8220;scala lunga&#8221;. Ci sono anche chitarre che hanno una misura di scala media tra i due estremi, come le PRS, ad esempio.</p>
<div style="position:relative; height:170px;">
<div style="font-size: 11pt; line-height:20pt; text-align:justify; float:left; width:48%; padding-right:10px; position:relative;">
Questo parametro ha una certa influenza sulla suonabilità e nella scelta della chitarra andrebbe valutata con attenzione. Normalmente possiamo dire che a scala più lunga corrisponde una maggiore tensione delle corde con una conseguente
</div>
<div style="float:left; width:50%; padding-top:5px;position:relative;">
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-3944" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white-300x152.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
</div>
</div>
<p>necessità di maggiore forza nel premerle e/o ad effettuare i bending.</p>
<p>Inoltre anche la distanza dei tasti è diversa: a scala più lunga corrisponde una maggiore distanza tra i tasti. Ecco perchè la leggenda metropolitana dice che &#8220;Le Gibson sono più facili da suonare delle Fender&#8221;. In realtà tutto dipende dalle nostre caratteristiche (come la grandezza delle mani o la lunghezza delle dita), dalle abitudini e dai gusti; per cui non esiste assolutamente una chitarra più facile da suonare di un&#8217;altra, ma solo una chitarra più adatta per ognuno di noi.</p>
<div style="position:relative; height:187px;">
<div style="float:left; width:50%; padding-top:5px;position:relative;">
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22-300x187.jpg" alt="guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22" width="300" height="187" class="alignright size-medium wp-image-3945" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22-300x187.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
</div>
<div style="font-size: 11pt; line-height:20pt; text-align:justify; float:left; width:48%; padding-right:10px; position:relative;">
Oltre all&#8217;impatto fisico che la differenza di scala può comunicarci, questo parametro ha una sua influenza anche sul suono; ad esempio, in generale possiamo dire che a scala più lunga corrisponde un sustain maggiore ( è pura fisica: corda più lunga,  maggiore vibrazione ).
</div>
</div>
<p>Inoltre, a maggiore lunghezza corrisponde anche una tensione maggiore e questo crea un suono con un attacco maggiore e migliore presenza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/attenzione.png" alt="attenzione" width="50" height="48" class="alignright size-full wp-image-3946" /> Attenzione: non sto dicendo che una sia meglio dell&#8217;altra, ma solo che una può piacerci più dell&#8217;altra e nella scelta del &#8216;suono ideale&#8217; la scala può avere un suo ruolo, magari inconsapevolmente.</p>
<p>Abbiamo quindi visto come la scala ( o diapason ) di una chitarra può inserirsi tra quelle qualità o parametri di cui tener conto nella scelta della nostra chitarra ideale; non facciamoci ingannare soltanto dall&#8217;estetica, una chitarra deve essere suonata più che guardata. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Se volete fare due chiacchere, raggiungeteci nel <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/la-scala-di-una-chitarra-cos'e-e-perche-tenerne-conto/">FORUM</a>.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come scegliere una chitarra elettrica: guida galattica per chitarristi in erba</title>
		<link>https://www.jamble.it/come-scegliere-una-chitarra-elettrica-guida-galattica-per-chitarristi-in-erba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 20:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[come scegliere]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[scegliere chitarra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jamble.it/?p=3885</guid>

					<description><![CDATA[Avete presente la lattina rossa della bibita gassata più famosa di sempre? Soltanto il contenitore di un beverone misterioso o una vera icona pop del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000">Avete presente la lattina rossa della bibita gassata più famosa di sempre? Soltanto il contenitore di un beverone misterioso o una vera icona pop del ventesimo secolo?<br />
E ora pensate alla Stratocaster; semplicemente uno strumento musicale o un “oggetto” familiare anche a chi non suona, capace di identificare come nessun’altra chitarra l’epoca d’oro del rock and roll e tutto quello che questo ha rappresentato in termini di influenza sugli usi e i costumi probabilmente dell’intero mondo occidentale e forse anche oltre.<br />
Questa forte suggestione iconografica ha fatto sì che diversamente da altri strumenti, uno dei motivi principali per cui si decide di voler imparare a suonare la chitarra abbia a che fare con tutto un immaginario ispirato alla propria band preferita e a tutto quello che ne consegue, al punto che spesso un certo modello diviene nella percezione comune una sorta di “segno particolare” che marchierà per sempre chi la utilizza.<br />
Va inoltre aggiunto che, anche se fortunatamente negli ultimi decenni le cose sono cambiate, qualche tempo fa era consuetudine imporre o quasi a chi avesse il desiderio di imparare a suonare la chitarra, di passare attraverso lo studio della chitarra classica o nella migliore delle ipotesi della chitarra acustica, retaggio di una vecchia mentalità, che vuole che allo studio corrisponda fatica e “dolore” prove tangibili dell’applicazione che per l’aspirante chitarrista significavano crampi, tendiniti e le “mitologiche” dita sanguinanti.<br />
Questo passaggio proposto come necessario portava però lo studente a non considerare le enormi differenze tra la chitarra elettrica e la sua progenitrice e i reali motivi per cui dalla chitarra acustica si fosse reso inevitabile un tale salto evolutivo, ovvero la necessità dei chitarristi delle big bands di rendersi udibili anche quando suonavano in contesti dove gli ottoni, il pianoforte e le percussioni li sovrastavano.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-3886" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96-300x243.jpg" alt="charlie-christian96" width="350" height="285" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96-300x243.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/charlie-christian96.jpg 685w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><span style="font-size: small;color: #000000">I primi esperimenti in questa direzione furono semplicemente tentativi di elettrificare le chitarre acustiche e solo successivamente grazie alle intuizioni di menti geniali come Leo Fender, Lester Polfus, Adolph Rickenbacker e altre figure meno conosciute ma in realtà non meno importanti, si arrivò alla produzione della prima solid body, che però ormai era molto di più che la semplice evoluzione della chitarra acustica anzi le conseguenze dell’introduzione della <span style="font-size: small;color: #000000">Broadcaster progenitrice della più conosciuta Telecaster da parte della Fender ebbe ripercussioni sulla musica che definire</span> rivoluzionarie sarebbe decisamente riduttivo, si potrebbe anzi dire che il passaggio dalla chitarra acustica a quella elettrica è direttamente responsabile dell&#8217;evoluzione che dal blues condusse al pop/rock, in quanto non solo in entrambi i casi l’uno è stato il veicolo per arrivare al secondo ma una volta raggiunta la giusta popolarità si è intrapreso un percorso inverso per cui si è cominciato ad elettricare il blues e persino a utilizzare un linguaggio debitore alla musica classica con strumenti elettrici a dispetto di un purismo tradizionalista e votato all’immobilismo che comunque ha resistito fino ai giorni nostri, oltre al fatto che la diffusione della musica popolare estese il ruolo stesso della chitarra che da strumento musicale divenne una vera e propria icona culturale del ventesimo secolo.<br />
Pertanto sarebbe giusto considerare la chitarra elettrica come uno strumento con una sua identità precisa e diversa da quelle delle sue progenitrici acustica e classica, ma nonostante ciò l’equivoco che si trattasse quasi dello stesso strumento ha resistito fino a tempi piuttosto recenti mentre sarebbe corretto proporli come strumenti simili sotto certi aspetti ma anche molto diversi sotto altri, a cominciare dalla loro costruzione fino all’approccio stesso al modo di suonare, considerando inoltre che suonare una chitarra elettrica implica l’utilizzo di un amplificatore che in un certo qual modo complica ulteriormente le cose.<br />
Tornando all’aspetto iconografico, come già detto, la chitarra elettrica in quanto oggetto “pop”, si sceglie quasi sempre per una questione di attrazione estetica o perché è lo strumento del nostro beniamino o addirittura perché identifica un genere, trascurando spesso per ignoranza aspetti che influenzeranno in modo determinante il nostro approccio alla musica e che vanno al di là della forma del body.<br />
La chitarra è realmente uno strumento che si “indossa” e proprio come gli abiti, è comprensibile che vengano scelti in base al nostro gusto estetico ma è fondamentale che ci facciano sentire a nostro agio, che non siano larghi o stretti, lunghi o corti e così via e siccome, a meno di non corrispondere perfettamente alle proporzione dell&#8217;uomo di vitruvio, non esiste una misura adatta a tutti è necessario provare e riprovare fino a quando non si trova il modello che ci calza perfettamente tenendo però conto che non meno importanti sono le caratteristiche sonore di quella che diventerà la “nostra” voce.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><strong> <span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">IL BODY</span></span></strong></p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-3887" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1-300x178.jpg" alt="gittler-guitar1" width="350" height="208" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1-300x178.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/gittler-guitar1.jpg 508w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Partendo dagli aspetti estetici la prima cosa che sicuramente colpisce di una chitarra elettrica è la forma del corpo, che diversamente dalla sua “antenata” acustica ha subito già dai primi giorni di vita tutti i capricci dei propri stessi creatori, assumendo forme che negli anni sono diventate spesso estremamente creative, sfociando anche in opere piuttosto <span style="color: #ff9900"><a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/modifiche-assassine!/">discutibili</a></span>.</em></span></strong></span>
</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><br />
Questa opportunità è data dal fatto che proprio la teoria stessa che portò alla sua nascita, parte dal presupposto che una volta che la vibrazione della corda viene captata e trasdotta da un magnete, il supporto sul quale è montato è ininfluente, permettendo sia ad aziende già avviate come Fender e Gibson sia a produttori meno conosciuti, quando non dei veri e propri artigiani, di cimentarsi nella produzione delle forme più svariate, utilizzando a volte materiali diversi dal legno, come plexiglass e carbonio o addirittura a ridurre il corpo della chitarra ad uno scheletro sufficiente ad ospitare il necessario per suonare.<br />
In realtà questa dottrina scientifica e apparentemente innegabile, si scontra ancora oggi con un pensiero contrario, che restituisce invece al legno e alla sua stagionatura, un’importanza fondamentale nella timbrica e nella qualità stessa del suono prodotto da una chitarra elettrica e ad esempio Gibson ne ha fatto per anni il suo caposaldo arrivando ad incontrare anche guai giudiziari contravvenendo alle leggi che regolano le importazioni di alcuni tipi di piante protette.<br />
Quindi per quanto come già detto, possa essere legittimo e comprensibile che si scelga una chitarra in base alla forma è meglio avere le idee piuttosto chiare sul tipo di timbro che vorremmo ricavarne in modo da avere un primo requisito che potrebbe essere utile a identificare lo strumento giusto.<br />
Restringendo molto il campo potremmo dire che, salvo esemplari di liuteria particolarmente pregiati, i legni maggiormente utilizzati per il corpo sono il mogano, ad esempio nelle chitarre prodotte da Gibson e da PRS con una voce piuttosto cupa e “mediosa”, l’ontano per le Telecaster e l’acero per la Stratocaster entrambe di casa Fender più brillanti e definite sugli acuti.<br />
In ogni caso andrebbe se non proprio sfatato almeno messo in discussione il convincimento secondo il quale sia necessario avere una determinata chitarra per suonare un certo genere o avere la stessa chitarra di tal dei tali per poter suonare le sue canzoni e l’ideale sarebbe lasciarsi influenzare il meno possibile da questa teoria e sperimentare diversi tipi di strumenti in maniera oggettiva.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
In realtà la principale discriminante tra uno strumento acustico e uno elettrico è proprio data dalla differente modalità di emissione del suono e se nel primo caso l’esistenza di una cassa di risonanza permette di ascoltare una chitarra acustica anche in mancanza di amplificazione, nel caso della chitarra elettrica il suono sarebbe talmente basso, da risultare inudibile, ancora di più se inserito in un contesto di gruppo.<br />
Per questo motivo nel caso della chitarra elettrica non viene utilizzato un microfono tradizionale per riprendere il suono dello strumento e per poterne sentire la voce è necessario un “miracoloso” marchingegno e per quanto entrambi <span style="font-size: small;color: #000000">condividano </span> l&#8217;appartenenza alla categoria dei trasduttori, i due dispositivi hanno caratterisitche funzionali diverse.<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><strong> <span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">IL PICK UP</span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-3890" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil-300x189.jpg" alt="Single Coil" width="351" height="221" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil-300x189.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Single-Coil.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Senza soffermarci su aspetti troppo tecnici, il compito del pick up è quello di &#8220;captare&#8221; la vibrazione della corda e convertirla in un segnale elettrico da inviare all’amplificatore, ma le differenze di risposta in frequenza da un tipo ad un altro possono essere determinanti.</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Fondamentalmente i pick up si dividono in due grandi categorie ovvero i single coil e gli humbucker e se i primi al netto di una maggiore rumorosità hanno una timbrica più brillante e definita sugli acuti, i secondi sono invece più cupi e con un uscita più elevata che permette di saturare più facilmente le valvole dei preamplificatori oltre che concepiti per sopprimere il tipico “hum” dei pick up a bobina singola.<br />
Va considerato che la timbrica viene influenzata anche in base alla zona nella quale il pick up viene installato e un single coil montato al manico può avere una timbrica più chiusa e un humbucker al ponte è sicuramente più squillante.<br />
</em></span></strong></span></em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-3889 alignleft" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker-300x255.jpg" alt="Humbucker" width="300" height="255" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker-300x255.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Humbucker.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Volendo tirare qualche rapida conclusione, si potrebbe dire che se il vostro obbiettivo è un suono principalmente orientato sulle alte frequenze sarebbero da escludere chitarre come le Gibson o le PRS che montano solo humbucker e viceversa se preferite un suono medioso escludere le Stratocaster, in realtà forse l’ideale sarebbe quello di prediligere chitarre con configurazioni ibride per poter fare l’orecchio alle differenze tra i vari p.u.</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>In questo senso oltre a eventuali modelli già esistenti, la Stratocaster e la Telecaster o comunque chitarre che ad esse si ispirano, sono indubbiamente le sei corde che si rivelano più versatili per quanto riguarda la possibilità di configurarle secondo i propri obbiettivi e il fatto che siano diventati degli standard imitati da moltissimi produttori, permette anche di entrare in possesso di repliche a costi decisamente più avvicinabili, rimane però altrettanto valido quanto già detto per il tipo di legno.<br />
Nessun pick up vi costringerà a suonare un determinato genere e a meno che non vogliate attenervi precisamente ad un suono di riferimento è sempre meglio sperimentare perché a conti fatti il suono di una chitarra è semplicemente nelle mani del musicista e potreste scoprire che il bellissimo timbro della chitarra di Arthur Dent (???) centra pochissimo con il vostro e niente vi impedisce di improvvisare un fraseggio jazz con il suono aperto di una Stratocaster o di fare pop con i potenti doppia bobina della Les Paul e anzi sottostare a questi “dogmi” è a mio parere un ostacolo alla propria creatività.<br />
</em></span></strong></span></em></span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
Esistono altre caratteristiche meno evidenti che chi si appresta a comprare una chitarra senza il sostegno di un maestro o una persona competente rischia di trascurare e che possono compromettere molto il rapporto con lo strumento.<br />
Come già detto la chitarra elettrica deve avere una sua “vestibilità” che ovviamente varia da persona a persona e dedicare una certa attenzione a questi particolari può rendere l’apprendimento meno faticoso e quindi più produttivo oltre che divertente.<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><strong> <span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">IL MANICO E LA TASTIERA</span></span></strong></p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-3891 alignright" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici-300x269.jpg" alt="profili-manici" width="300" height="269" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici-300x269.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/profili-manici.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>La forma del manico e la sua dimensione hanno una responsabilità enorme sulla suonabilità dello strumento ed è bene ridurre al minimo e se possibile eliminare completamente le sensazioni di disagio, scegliendo un manico che si adatti alla nostra mano.<br />
Convenzionalmente per indicarne il profilo si utilizzano le lettere “C”, “U” e “V” che ne richiamano visivavamente la forma e possono essere più o meno accentuati, ma esistono anche manici costruiti su specifiche richieste di alcuni chitarristi che sono variazioni su “misura”</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>La tastiera si caratterizza per il raggio della sua curvatura ovvero il radius e anche se la logica suggerirebbe che per l&#8217;esecuzione di note sia meglio una tastiera quasi piatta e viceversa per l&#8217;esecuzione di accordi, specie con il barrè, sia preferibile una tastiera con una accentuata <span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>bombatura, è molto probabile che le sensazioni possano cambiare da persona a persona e quindi il <span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>suggerimento è </em></span></strong></span></em></span></strong></span><br />
</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-3895 alignleft" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1-281x300.jpg" alt="Radius" width="281" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1-281x300.jpg 281w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2014/08/Radius1.jpg 842w" sizes="auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px" /></a><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>sempre quello di fare più prove possibili con misure diverse perchè anche in questo caso non esistono regole e la preferenza per una misura o per un&#8217;altra può risultare assolutamente soggettiva.<br />
A titolo informativo è bene sapere che il valore di radius identifica il raggio di un cerchio immaginario, del quale la sezione della tastiera è un segmento &#8220;ritagliato&#8221; dalla sua circonferenza, pertanto più piccolo sarà il raggio, più piccolo sarà il cerchio e più la tastiera sarà quindi bombata e ovviamente viceversa una tastiera quasi piatta, avrà un radius molto grande.</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em>Servendoci della figura, si può dire che una tastiera con un radius di 12&#8243; sarà certamente più piatta di quella con un raggio di 7,25&#8243; ma tra questi due valori se ne possono trovare molti altri che permettono di personalizzare il proprio approccio con lo strumento ed esistono addirittura casi di strumenti di particolare pregio che hanno radius diversi a seconda della parte della tastiera, ad esempio più piatta nella zona prossima al body e più arcuata vicino al capotasto.<br />
</em></span></strong></span></em></span></strong></span></em></span></strong></span></em></span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"> <strong><span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium;color: #000000;text-decoration: underline">LA SCALA</span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong><span style="color: #000000"><em><br />
La scala di una tastiera ovvero la sua lunghezza dal capotasto al ponte ha anch&#8217;essa un ruolo determinante e le differenze cominciano ad essere particolarmente apprezzabili una volta acquisita una tecnica sufficiente ad eseguire tecniche espressive quali ad esempio i bending, mentre le caratteristiche timbriche sono certamente percepibili anche nei primi approcci con lo strumento.<br />
La maggiore tensione della corda necessaria su una scala lunga tipica delle Fender con i suoi 647,70 millimetri determina, al netto di una maggiore fatica nel premerle, una spiccata brillantezza del suono, un attacco praticamente immediato e una maggiore durata della sua oscillazione, anche se a scanso di equivoci è bene dire che nella pratica questa vibrazione non si traduce in un sustain più lungo, che è invece da attribuire ad altre componenti come ad esempio il tipo di ponte, i legni e non ultimo un set up specificatamente indirizzato a quello scopo.<br />
Di contro però la scala corta delle Gibson ha ovviamente tasti più stretti che possono rendere meno facile l&#8217;utilizzo della zona più alta della tastiera specialmente se si hanno mani piuttosto grandi, ma che sono certamente un vantaggio per l&#8217;esecuzione di fraseggi veloci o accordi a più voci.<br />
Va comunque considerato che si tratta in ogni caso di differenze millimetriche e che le difficoltà che ne derivano possono essere superate con un po&#8217; di pratica e nonostante tendenzialmente la Stratocaster sia considerata una chitarra più ostica da domare mentre la Les Paul al contrario abbia la fama di chitarra più facile, molti sarebbero pronti a sostenere il contrario.<br />
</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
L&#8217;intento di questo articolo era quello di fornire a chi si appresta ad acquistare la sua prima chitarra, ma anche a chi ne possiede già una e vuole aggiornare la propria scuderia con un modello più &#8220;suo&#8221;, le informazione necessarie a fare una scelta più razionale e il più possibile soddisfacente e in qualche modo il senso si può riassumere nel consiglio di non prendere per oro colato nessuna guida, compresa quella che avete appena finito di leggere, ma di cercare di &#8220;indossare&#8221; più chitarre possibili e individuare soprattutto quali sono le cose che non vi soddisfano.<br />
Se dedicherete un po&#8217; di attenzione a questi aspetti, magari facendovi aiutare da qualcuno con più esperienza o da un insegnante sarete in grado di trovare il manico giusto per voi, o il body che vi &#8220;veste&#8221; meglio e con uno strumento &#8220;amico&#8221; vi garantirete, un&#8217;impostazione corretta, miglioramenti più rapidi e ore e ore di grandissimo divertimento, che continueranno ad alimentare la vostra passione.<br />
In bocca al lupo e buona musica.<br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
Se vi fa piacere fare due chiacchiere sull&#8217;argomento, ci vediamo sul <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/come-scegliere-una-chitarra-elettrica-guida-galattica-per-chitarrista-in-erba/msg84952/#msg84952">FORUM</a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: xx-small">Fonti Iconografiche:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: xx-small">http://www.campusfive.com/swingguitarblog/2010/7/1/rhythm-guitar-posture-yes-it-makes-a-difference.html</span></li>
<li><span style="font-size: xx-small">http://www.vintageandrare.com/uploads/products/25370/125776/original.jpg</span></li>
<li><span style="font-size: xx-small">http://www.bluestarmusic.com/assets/images/sd/seymour_duncan_ssl-3_white.jpg</span></li>
<li><span style="font-size: xx-small">http://www.dimarzio.com/sites/default/files/imagecache/product_pickup/dp156bk_0.jpg</span></li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chitarra elettrica + condizionatore = fischi dall&#8217;amplificatore</title>
		<link>https://www.jamble.it/chitarra-elettrica-condizionatore-fischi-dallamplificatore/</link>
					<comments>https://www.jamble.it/chitarra-elettrica-condizionatore-fischi-dallamplificatore/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2013 16:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[amplificatore]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra elettrica]]></category>
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		<category><![CDATA[problemi]]></category>
		<category><![CDATA[ronzii]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Da quando mi sono trasferito , ho sempre avuto un problema che mi affligge d&#8217;estate : il condizionatore. Come può un condizionatore diventare un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
Da quando mi sono trasferito , ho sempre avuto un problema che mi affligge d&#8217;estate : il condizionatore.<br />
Come può un condizionatore diventare un problema, specie d&#8217;estate ? Continuate a leggere e scoprirete l&#8217;arcano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi come me ama suonare la chitarra elettrica, vorrebbe poterlo fare tutto l&#8217;anno e non solo d&#8217;inverno. Quando arrivano i primi caldi davvero afosi, come tutti, accendo il condizionatore e che cosa succede ? L&#8217;amplificatore emetto un fischio fastidiosissimo. Premetto che, senza svelare marche, il condizionatore che mi crea questo problema è di una ottima qualità.</p>
<p>A me sembra impossibile di poter essere l&#8217;unico con un guaio simile, ecco il perchè dell&#8217;articolo. Io in rete ho fatto molte ricerche, ma non ho mai trovato niente. Se, come me, avete questo problema, non disperate, io in un certo qual modo ho risolto ! Ed ora, vi dirò come, per spirito di condivisione.</p>
<p>Diciamo subito che è impossibile suonare con quel sibilo fisso, costante, pungente, che sovrasta ogni cosa e penetra il cervello a mo&#8217; di punta di trapano, rovinando ogni esecuzione. Dal principio sono cominciate le varie prove e test sulla linea elettrica, ma non risultava nulla. Ho chiamato anche il costruttore del condizionatore ed ho parlato con un ingegnere progettista che si diceva davvero sorpreso, era la prima volta che gli capitava una cosa del genere. Provo con ciabatte filtrate e stabilizzate, niente, il sibilo è sempre lì.<br />
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/22_surge_protection_6.jpg" rel="prettyPhoto[pp_gal]"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-3384" alt="22_surge_protection_6" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/22_surge_protection_6-264x300.jpg" width="154" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/22_surge_protection_6-264x300.jpg 264w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/22_surge_protection_6.jpg 300w" sizes="(max-width: 264px) 100vw, 264px" /></a><br />
Un giorno mi rendo conto, come per caso, che non è solo il mio condizionatore a darmi dei problemi, è anche quello dei vicini. Entrambi sono collocati sul tetto della stanza dove suono. Ma come ?! Come è possibile ?! La linea elettrica, già esclusa per motivi di fatto, è da escludere ora anche sul piano del puro ragionamento, infatti i miei vicini hanno una loro linea elettrica, che non può entrare in alcun modo nella mia. E allora ?</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/campo_magnetico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/campo_magnetico-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" class="alignright size-medium wp-image-3377" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/campo_magnetico-300x213.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/campo_magnetico.jpg 667w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Allora resta solo una cosa: un campo elettromagnetico generato dal motore del condizionatore. Sia io che i miei vicini abbiamo lo stesso modello ed è un inverter della stessa marca. Evidentemente, una volta acceso, genera un campo magnetico che viene percepito dai pickup della chitarra!Basta infatti abbassare il volume della chitarra per farlo sparire, oppure spegnere il condizionatore, ovviamente. Ma come posso chiedere ai vicini di subire il caldo ogni volta che vorrei suonare ? Impossibile. Dovrò : o smettere di suonare d&#8217;estate , o diventare pazzo con quel sibilo che sembra aver trovato la corretta forma d&#8217;onda per sfondarmi il cervello ..</p>
<p>Questo tremendo fastidio durerà per qualche anno finchè un giorno, per puro caso, non mi viene a trovare un amico e anzichè collegare la sua chitarra alla mia seconda entrata dell&#8217;amplificatore, mi viene in mente che in fondo ad un cassetto che non apro da anni, ci dovrebbe essere un mixerino monofonico della boss, che acquistai tanto tempo fa, quando volevo poter suonare con chitarra e sequencer dentro lo stesso amplificatore, che aveva un unico ingresso.</p>
<p>Il mixerino in questione è il Boss Micro Mixer KM-04. E&#8217; bastato far entrare le chitarre dentro questo piccolo scatolino che si è verificata quella magia che mai avrei pensato potesse succedere: è finito il sibilo !! Quel fischio orrendo non c&#8217;è più !</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/boss_km041.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/boss_km041-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-3394" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/boss_km041-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2013/07/boss_km041.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Io non so perchè questo strano oggetto abbia questa capacità. Tempo fa lo aprii e non ci vidi nulla di strano, ma ora mi sono dimenticato di cosa ci avevo trovato dentro e mi riprometto di riaprirlo per ri-verificare ( nel caso verificate ogni tanto il link in fondo all&#8217;articolo che rimanda al forum , posteremo lì foto ed altro ) .</p>
<p>Quello che so per certo è che il fischio è ancora bello vivo ed attivo se non tocco le corde della chitarra, il ponte o altro oggetto a massa; ma se suono o se comunque tocco le corde, il ponte o altro oggetto metallico ( anche le meccaniche sono sufficienti ) , il fischio , grazie al Boss Km-04, scompare !!!</p>
<p>Che gioia !! Posso di nuovo assordare i vicini ( poveretti ! ) senza dover subire il trapanamento virtuale del cervello da quell&#8217; orrendo fischio continuo !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi volesse partecipare al dibattito, eccovi il link al topic nel <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/chitarra-elettrica-condizionatore-fischi-dallamplificatore/">FORUM</a></p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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