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	<title>Chitarre &#8211; JAMBLE</title>
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	<title>Chitarre &#8211; JAMBLE</title>
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		<title>Scolpire il suono della chitarra elettrica grazie al plettro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 07:43:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[Do It Yourself]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione Sempre alla ricerca del suono “perfetto” siamo disposti talvolta a sostituire la nostra chitarra, l’amplificatore, i pickup, giostrarci nelle regolazioni dell’equalizzatore (talvolta a pedale,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Introduzione</h3>



<p>Sempre alla ricerca del suono “perfetto” siamo disposti talvolta a sostituire la nostra chitarra, l’amplificatore, i pickup, giostrarci nelle regolazioni dell’equalizzatore (talvolta a pedale, più spesso quello dell’ampli stesso), provare mille tipi di effetti, di corde, di … qualsiasi cosa. Ciò che spesso tralasciamo e che invece ha un impatto grandissimo sul suono, è il plettro. Perché non partire da lì, dunque ?</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Nota:</strong> le righe che seguono sono senza dubbio più utili a coloro che fanno della chitarra elettrica un uso clean o tutt’al più un leggero crunch. Le considerazioni esposte scemano con l’aumentare del gain e a distorsioni molto elevate valgono poco.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro.jpg" rel="prettyphoto"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="669" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro.jpg" alt="" class="wp-image-4556" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro.jpg 1000w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro-300x201.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/scolpire_suono_plettro-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<div style="height:55px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Un test che chiunque può fare</h3>
<p>Anzitutto, la posizione in cui plettriamo, l’angolo con cui colpiamo le corde, la forza applicata, l’elasticità del polso e molto altro sono tutte variabili che influiscono notevolmente sul suono. Non ci credete ? Provate a spostarvi nell’asse ponte-manico e scoprirete una grande quantità di sfumature sonore; “provare per credere”, come recitava una vecchissima pubblicità.</p>
<p>In secondo luogo, il tipo di plettro modifica SOSTANZIALMENTE il suono: spessore, durezza, materiali. Come se questo non bastasse, uno spessore diverso e/o un diverso materiale, senza che ce ne accorgiamo, ci fa anche suonare diversamente.</p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Un mare di possibilità</h3>
<p><img decoding="async" class="alignright  wp-image-4560" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/plettri_vari.jpg" alt="" width="338" height="225" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/plettri_vari.jpg 500w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/plettri_vari-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" />Oggigiorno ci sono una quantità tale di possibilità nella scelta del plettro, da perdere la testa. Materiali, forme, durezze, spessori.. handmade, boutique, industriali.. ergonomici, piatti, bi-materiale, ecc.. insomma, una vera giungla. Se penso che ho quando ho iniziato io si trovavano in commercio sostanzialmente solo i Fender Medium da 1 mm. per le elettriche e i Dunlop di 3 durezze diverse per le acustiche .. Il grande mercato odierno ci dà moltissime possibilità, ma anche tanta indecisione.</p>
<p>Ciò che ho notato io, che poi è un po’ la scoperta dell’acqua calda, è che a plettro più morbido corrisponda un suono maggiormente “acustico” (cosa molto apprezzata da chi suona semiacustiche o hollow body magari in ambito blues o jazzistico), ma a parità di durezza, anche il materiale di cui il plettro è fatto ha un impatto notevole sul suono finale.</p>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Il suono generato dal plettro</h3>
<p>Meglio fare subito chiarezza: per “suono” in questo articolo io intendo in particolare :</p>
<ul>
<li>equalizzazione (quindi presenza o taglio di frequenze),</li>
<li>dinamica (ossia la capacità del plettro di rispondere alle variazioni di forza esercitate),</li>
<li>attacco (la velocità con cui la nota nasce e si sviluppa).</li>
</ul>
<p>Il primo parametro <strong>(EQ)</strong> è facilmente comprensibile. La cosa che ho notato è che più o meno lo scenario è questo; un plettro può, soprattutto nel momento dell’attacco, ma non solo:</p>
<ul style="list-style-type: circle;">
<li>tagliare le alte frequenze (non mi pare possa esaltarle, semmai lasciarle integre)</li>
<li>modificare le medie (ingolfandole o scolpendole)</li>
<li>modificare le basse (ingolfandole o scolpendole)</li>
</ul>
<p>Il secondo parametro <strong>(DINAMICA)</strong> per me è fondamentale. Personalmente preferisco di gran lunga intervenire in post produzione per quanto riguarda la compressione. Preferisco suonare con quanto più possibile “spazio dinamico” per enfatizzare accenti e anche una certa “vocalità” di suono. Naturalmente non tutti la pensano come me e sono parecchi che utilizzano ad esempio compressori a pedali o a rack&nbsp; per intervenire ponendo un limite alla dinamica generata dalla chitarra. Per tutti questi, probabilmente un plettro meno dinamico è preferibile.</p>
<p>Il terzo e ultimo parametro <strong>(ATTACCO)</strong> potrebbe essere collegato al genere musicale che si predilige suonare, ma non è detto. Normalmente comunque, generi jazzosy e/o blues old style richiedono mediamente attacchi più morbidi e lunghi, mentre generi più rock o metal oriented, attacchi rapidi e potenti.</p>
<p style="font-size: 0.8em;"><strong><img decoding="async" class="alignright  wp-image-4573" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/bordi.jpg" alt="bordi del plettro modificano suono" width="134" height="105" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/bordi.jpg 500w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/12/bordi-300x235.jpg 300w" sizes="(max-width: 134px) 100vw, 134px" />Un trucchetto furbo: </strong>Un noto imprenditore musicale italiano, nonché grande musicista, mi ha insegnato che più il plettro ha i bordi taglienti (spigolosi), maggiore è la velocità dell’attacco della nota e viceversa. Per cui basta dare qualche limatina con una lima da unghie ai bordi del nostro plettro per togliere il “filo di taglio” per sentire la nota allungarsi. L’ho sperimentato io stesso e funziona davvero!</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Riferimenti personali</h3>
<p>Mi sarebbe piaciuto farvi un lungo elenco di produttori e di modelli con dei riferimenti al suono che generano e magari perfino con immagini e samples audio, ma il tempo è tiranno e poi, sarebbero comunque opinioni personali dettate dalle mie impressioni, dai miei gusti e infine, dalla mia strumentazione. Non posso escludere che ci possano essere risultati diversi in strumentazioni e perfino in mani diverse. Per cui mi limito ad incoraggiarvi a testare vari plettri per capire quale si avvicina di più al vostro gusto e alle vostre necessità, certo che vi sorprenderete di quanto intervenga sul suono.</p>
<p>Vi lascio un link ad un paio di discussioni sul forum: <a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/scolpiamo-il-suono-con-il-plettro-giusto/" target="_blank" rel="noopener">QUESTA</a> più specificamente inerente l’argomento in oggetto mentre <a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/il-plettro-quale-preferite-come-lo-usate-e-perche/" target="_blank" rel="noopener">QUESTA</a> più generica inerente opinioni riguardo a vari plettri, alla comodità e al suono degli stessi.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Conclusioni</h3>
<p>Scegliere tra comodità e suono è davvero difficile perché tendiamo ad utilizzare il plettro che ci fa stare meglio, più comodi, quello che ci sembra che ci permetta maggiore controllo e/o velocità.</p>
<p>Personalmente, suonando esclusivamente in cameretta, ho deciso di cambiare plettro in base al brano, in modo che enfatizzi questo o quell’altro suono senza dover modificare niente nell’ampli o negli effetti (talvolta mi aiuto con i potenziometri del volume e del toni della chitarra). Ecco perché ne lascio sempre uno per tipo a portata di mano. Ammetto che creino un po’ di confusione sulla scrivania, ma sono così belli e colorati che alla fine, è un disordine piacevole all’occhio. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Non vi resta che provare quanti più plettri potete. In alcuni casi, provare un nuovo plettro non sarà un problema visti i costi generalmente bassi di questi, ma in altri casi ci si svena letteralmente e un plettro particolare può costare diverse decine di euro. In quel caso, levarsi la curiosità non è semplice .. Ma il consiglio resta valido: provate, provate, provate. Scolpite il vostro suono attraverso la scelta dei materiali e degli spessori del vostro plettro (o forse sarebbe meglio dire, da ora in poi, dei vostri plettri).</p>





<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>Telecaster classic 60 recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/telecaster-classic-60-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 16:43:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Fender]]></category>
		<category><![CDATA[Telecaster]]></category>
		<category><![CDATA[Test & Demo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Telecaster è certamente una chitarra iconica, che trova il favore di moltissimi musicisti in tutto il mondo da molto tempo, considerando che in effetti&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Telecaster è certamente una chitarra iconica, che trova il favore di moltissimi musicisti in tutto il mondo da molto tempo, considerando che in effetti fu la prima chitarra elettrica a corpo pieno (solid body) mai prodotta.<br>Il modello in oggetto non è una rivisitazione di quei primissimi esemplari degli anni &#8217;50 del secolo scorso, ma di quasi un decennio dopo; il nome dato alla produzione infatti, dice tutto: Telecaster Classic 60. </p>



<p>Io che amo così tanto questo strumento e che sono un felice possessore di una Telecaster &#8217;52 Reissue, potevo farmi mancare un buon muletto ? Non sia mai ! La breve recensione che segue, si riferisce in particolare all&#8217;esemplare da me acquistato. Ciò nonostante, a parte alcune piccolissime differenze, tratta la chitarra nella sua forma originale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="438" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-1024x438.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4364" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-1024x438.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-300x128.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-768x329.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex-1536x658.jpg 1536w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/telecaster_classic_6o_mex.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h3>Il mio esemplare</h3>
<p>L&#8217;ho acquistata usata ad un prezzo davvero ragionevole. Il ragazzo che me l&#8217;ha ceduta aveva apportato alcune modifiche:</p>
<ul>
<li>sostituzione delle canoniche sellette in acciaio con quelle compensate in ottone</li>
<li>inserito un preamplificatore handmade (immagino DIY) sotto il battipenna</li>
<li>montato delle corde 0.011</li>
</ul>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Sellette compensate in ottone</h4>
<p>Per quanto riguarda la prima voce, sono abbastanza contento, nel senso che non ho idea di come si comportassero le sellette originali, dato che non le ho mai provate, ma so che il suono di quelle in ottone è leggermente diverso e forse più vicino alla tradizione telecasteriana. Inoltre, essendo compensate, aiutano nel perfezionare la regolazione delle ottave.&nbsp;</p>
<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4369" width="450" height="338" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate.jpg 900w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/sellette_ottone_compensate-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></figure>





<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Un preamplificatore on board ?</h4>
<p>La seconda voce mi lasciava invece un po&#8217; interdetto. Prima di giudicare, comunque, ho certamente voluto provarla. Il preamplificatorino era montato sotto il battipenna, nello spazio tra il pickup al manico e lo spazio per i controlli (switch, volume, tono), nello scasso che porta i cavi di collegamento.</p>
<p>Da spento, non sembrava apportare alcuna modifica al suono, da acceso invece, aumentava il volume della chitarra e apparentemente anche il suono subiva un ingrossamento (ma forse era un effetto acustico dato dall&#8217;aumento del volume). Penso che il precedente proprietario percepisse come &#8220;debole&#8221; il segnale in uscita dalla chitarra. In realtà, è proprio la tradizione telecasteriana di quegli anni che vuole un pickup con volumi non troppo generosi e compressi, perchè punta alla pasta sonora e alla dinamica anzichè alla &#8220;potenza&#8221;.</p>
<p>In ogni caso, aveva qualche problema, il primo dei quali, interferiva con entrambe le tipologie dei miei trasmettitori wireless (<a href="https://www.jamble.it/xvive-u2-sistema-wireless-per-chitarra-e-o-basso-mini-recensione/">Xvive U2</a>; <a href="https://forum.jamble.it/routing/ammoon-sistema-per-chitarrabasso-wireless/">Ammoon</a>). Inoltre, siccome mi sono accorto che c&#8217;erano dei piccoli problemi anche nel jack di uscita che creava dei falsi contatti, ho deciso di aprire la chitarra e dare un&#8217;occhiata. Siccome ho notato che il lavoro non era ben fatto (saldature mal fatte, cavi collegati con il nastro isolante e simili), ho deciso di rifare il wiring eliminando il preamplificatore.</p>
<p>Tolto il preamplificatore, secondo me ne ha guadagnato anche il suono originale che sembra più corpulento.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Corde</h4>
<p>Siamo arrivata alla terza ed ultima &#8220;modifica&#8221; fatta dal proprietario precedente, che aveva montato delle 0.011 nuove di zecca. Niente da fare, non mi ci trovavo proprio, perciò cambio al volo delle corde con una muta 0.010 e nuovo setup. Adesso sì, che si ragiona. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Manico, tastiera e tasti</h3>
<p>Il manico è bello dritto con il <a href="https://www.jamble.it/regolazione-del-truss-rod-action-e-truss-rod/">truss rod</a> perfettamente funzionante. L&#8217;acero è chiaro e venoso, abbastanza bello, direi.</p>



<p>La tastiera è in un palissandro scurissimo, al punto che sembra ebano. Ho notato che nei tasti dopo il dodicesimo, il palissandro sembra un filo più ruvido e meno setoso rispetto alle altre posizioni. Forse il precedente proprietario non passava troppo spesso in queste zone.</p>
<p>I tasti sono di tipo Vintage, ossia bassi, ma mi sembrano comunque più alti rispetto a quelli della mia Tele 52. Sono ottimamente posati e smussati in modo da non farsi sentire quando scorriamo la tastiera.</p>
<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="675" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4386" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121.jpg 900w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171121-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="675" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042.jpg" alt="Telecaster classic 60 recensione" class="wp-image-4391" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042.jpg 900w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210402_171042-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>
<h4>&nbsp;</h4>
<h3>Le meccaniche</h3>
<p>Le meccaniche sono quelle tipiche Fender Vintage style, a me tanto care.</p>
<p>Le trovo comodissime e davvero precise. L&#8217;intonazione (grazie anche al ponte fisso) resta incredibilmente stabile anche dopo diverse &#8220;torture&#8221; alle corde.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Come suona</h3>
<p>Secondo me, forse a motivo delle regolazioni del mio amplificatore (<a href="https://forum.jamble.it/amplificatori/fender-twin-amp/">Fender Twin Amp</a>), che sono una media tra alcune chitarre con cui normalmente lo utilizzo, suona proprio bene. Il volume in uscita non è nemmeno troppo basso e comunque, basta alzare un po&#8217; l&#8217;ampli perchè la chitarra prenda un bel colore caldo e corposo. Non è eccessivamente squillante (strano per una Tele) neppure il pickup al ponte, che in genere nelle Telecaster sferraglia. Insomma, trovo che abbia un buon suono, specie in funzione di ciò che amo suonare io: blues, jazz, fusion. Non ho bisogno di particolare potenza o distorti a volontà, per cui ..&nbsp;</p>
<p>Un test &#8220;buona la prima&#8221; fatto in pochi secondi. ascoltate il suono, NON come suono.</p>
<iframe loading="lazy" width="100%" height="450" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player?url=https%3A%2F%2Fsoundcloud.com%2Fjamble-community%2Ftelecaster-classic-60-test&visual=true"></iframe>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Conclusioni</h3>
<p>A mio avviso, questa è una chitarra che considerato il costo (specie sul fronte dell&#8217;usato) è davvero da considerare. Non avrà il blasone delle sorellone americane e certamente, oltre al luogo di origine, qualcosa è stato sacrificato, ma non mi pare proprio si tratti del controllo qualità. La verniciatura è impeccabile, il manico è comodo e veloce, il suono più che dignitoso.</p>
<p>Se vi serve una chitarra di buona qualità ma senza eccessi nel prezzo e amate la forma iconica della Telecaster, non posso far altro che consigliarvela.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Dopo alcuni giorni, test e suonate, devo dire che quello che poteva essere un punto dolente della chitarra, ossia i PU, sono veramente più che decorosi. L&#8217;uscita è medio alta e il suono, per i miei gusti, è bello. Si potrebbe obbiettare che forse è un po&#8217; più scuro e rotondetto di una Tele americana, ma per me questi sono pregi anzichè difetti e la grande dinamica di cui sono capaci, in particolare quello al manico, mi fa dimenticare che sono economici.</p>
<p>Insomma, secondo me è una chitarra azzeccatissima. E&#8217; una di quelle Tele che è per certo da provare per chi cerchi una chitarra di stampo telecasteriano: la qualità è più che valida (personalmente direi leggermente maggiore delle Squier Classic Vibe che ho provato; per lo meno, la sensazione a memoria), il suono è buono, il peso è leggero. Se avesse il manico a U o comunque più grosso, sarebbe la mia chitarra definitiva o quasi, temo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se avete voglia di partecipare, vi lascio il link al forum : <a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/telecaster-classic-60/">CLICCA.</a></p>



<p></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4>Caratteristiche tecniche della Telecaster Classic serie &#8217;60:</h4>
<p>e caratteristiche tecniche di questa chitarra sono :</p>
<ul>
<li>Nome Modello: Telecaster 60;</li>
<li>Serie: Classic Series;</li>
<li>Produzione: messicana;</li>
<li>Colori disponibili: Olympic White, Candy Apple Red, Black;</li>
<li>Corpo : Ontano;</li>
<li>Manico: Acero;</li>
<li>Profilo del manico: C Shape, spessore medio;</li>
<li>Tastiera: Palissandro (non più, quelle attuali sono in Pau Ferro);</li>
<li>Radius tastiera: 7.25&#8243; (184mm).</li>
<li>Numero tasti: 21;</li>
<li>Tipologia di tasti: Vintage Style Frets;</li>
<li>Pickups: 2 Vintage Style Single-Coil Tele Pickups with Alnico Magnets;</li>
<li>Ponte: Vintage Style a 3 sellette;</li>
<li>Corde: attraversano il corpo, in classico stile Telecaster;</li>
<li>Meccaniche: Fender/Ping Vintage Style Tuning Machines.</li>
<li>Hardware: Cromato;</li>
<li>Battipenna: a 3 strati, colore Mint Green;</li>
<li>Scala della chitarra: 25.5&#8243; (648 mm).</li>
<li>Largezza del capotasto: 1.650&#8243; (41.2 mm).</li>
<li>Accessori: Deluxe Gig Bag.</li>
</ul>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Peerless Leela &#8211; recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/peerless-leela-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2019 08:28:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[archtop]]></category>
		<category><![CDATA[guitar]]></category>
		<category><![CDATA[hollowbody]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[lella]]></category>
		<category><![CDATA[peerless]]></category>
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					<description><![CDATA[Peerless Leela Ho acquistato questa chitarra di seconda mano da un notissimo portale internazionale. Il venditore era un bello e grosso negozio inglese. Malgrado una&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Peerless Leela</h1>



<p> Ho acquistato questa chitarra di seconda mano da un notissimo portale internazionale. Il venditore era un bello e grosso negozio inglese. Malgrado una certa distanza, la chitarra mi è arrivata intonsa in 4 giorni lavorativi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Breve storia del marchio Peerless</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2019/11/m6ru9t21aydkuraovspx.jpg" alt="peerless guitars brand" class="wp-image-4234" width="250" height="268"/></figure></div>


<p>Il marchio nasce nel 1970, in una factory della Corea del Sud che precedentemente produceva chitarre archtop di qualità, hollowbody e chitarre acustiche per marchi di fama mondiale come Fender, Epiphone, Gibson, Gretsch e molti altri. Dopo un passato di grandi numeri sia in termini di esemplari prodotti, sia in quello di numero di dipendenti, intorno agli anni 2000 la concorrenza dei produttori del mercato cinese, ha ridimensionato questa factory, che anzichè abbassare la qualità e i prezzi e mettersi in lotta con i competitor cinesi, ha preferito iniziare a produrre con il proprio marchio, mantenendo un alto livello qualitativo a discapito di minor numero di pezzi prodotti e venduti.<br>
Ad oggi, Peerless è l&#8217;unico produttore di chitarre hollowbody in Corea e rimane un&#8217;azienda tuttora focalizzata sulla qualità delle proprie produzioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il modello Leela</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2019/11/leela_40.jpg" alt="peerless leela 40" class="wp-image-4233" width="200" height="250"/></figure></div>


<p>Tra le tante bellezze storiche e moderne prodotte dalla casa coreana, il modello denominato Leela è stato creato in soli 50 esemplari, per festeggiare i quaranta anni di attività dell&#8217;azienda.</p>



<p>Infatti, come segnatasto al XII tasto troviamo proprio il numero 40, (credo in abalone).</p>



<p></p>



<p></p>



<div style="height:14px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Pickup e controlli</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2019/11/leela_controls.jpg" alt="peerless leela controls" class="wp-image-4235" width="200" height="224"/></figure></div>


<p>Leela ha un solo pickup <a href="http://www.kentarmstrong.com/" rel="noopener" target="_blank">Kent Armstrong</a> di tipo Humbucker e i canonici controlli di volume e tono.</p>



<p>Può sembrare una banalità, ma non tutte le chitarre pensate per il jazz hanno il controllo di tono. Io, che ne faccio un uso piuttosto ampio, non avrei mai potuto comprare una chitarra priva di tale controllo.</p>



<p></p>



<p></p>



<div style="height:14px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">La costruzione</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2019/11/leela_body.jpg" alt="peerless leela body" class="wp-image-4236" width="200" height="308"/></figure></div>


<p>Come già detto, la chitarra è una hollowbody archtop la cui forma richiama la Gibson L5, ma la dimensione della cassa è inferiore e si attesta &#8220;solo&#8221; sui 16&#8243; anzichè i 17&#8243; della L5. La forma della spalla mancante viene chiamata &#8220;spalla veneziana&#8221; e fu ideata da D&#8217;Acquisto, successivamente utilizzata da altri liutati quali Benedetto e infine riprodotta gran parte dei costruttori di archtop a tutt&#8217;oggi.<br>
L&#8217;elegante corpo è interamente in acero fiammato. La parte posteriore del corpo e le fasce laterali sono in acero fiammato laminato mentre la parte superiore è  composta da un grosso pezzo solido dello stesso legno e il piano è intagliato a mano. Anche il manico (profilo a C) è in acero , mentre la tastiera, il battipenna rialzato, le manopole dei potenziometri, la parte posteriore delle meccaniche, il ponte e il cordino sono tutti in ebano. L&#8217;hardware è color oro: le meccaniche Grover, la cover del pickup e le viti di regolazione del ponte. Infine, è rifinita in uno splendido color prugna sunburst lucido che la rende davvero una bellezza. I tasti sono bassini di stampo vintage, il radius è piuttosto alto (15,75&#8243; !), la scala è 648 mm (25.5&#8243;). Manico scorrevolissimo e molto comodo: si ha accesso anche agli ultimi tasti (20 in totale) senza troppa difficoltà. L&#8217;action la si può regolare bassissima, cosa che in altre concorrenti non mi era capitato di riscontrare, anzi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il suono</h3>



<p>Leela è stata progettata per produrre il tipico tono jazz caldo e corposo. E&#8217; eccezionalmente resistente al feedback e l&#8217;humbucker incorporato suona legnoso e chiaro. Come tutte le hollowbody, basta cambiare plettro e/o posizione della mano destra per ottenere sonorità molto diverse e si può passare da un più chiaro e puntiglioso George Benson sound ad un più ovattato Pat Metheny sound. Inutile dire che nella ricerca del suono perfetto per un brano specifico, il controllo di tono ci viene in aiuto.<br>
Tutti i generi jazz style si possono tranquillamente coprire, ma ci si può immergere anche in funk e fusion riuscendo sempre a bucare il mix e con grande soddisfazione.</p>



<p>Un test buona la prima di un suono tipico &#8220;old style jazz&#8221; .. La melodia ha un po&#8217; clippato e c&#8217;è qualche imprecisione. Pazienza, non mi andava di rifarla &#8230; <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>
Ho chiuso a 9 (in realtà è immisurabile dato che non ha riferimenti, ma è tanto per capirci ) il pot del tono e stop. Avrei fatto meglio a chiudere gli alti sull&#8217;ampli, ma &#8230; va bè ..<br>
L&#8217;ampli è il Dv Mark Jazz 12 con l&#8217;equalizzazione modificata rispetto al solito (come promemoria per me : Bass 10, Mid 8, High 13).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Sugar - Peerless Leela by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F710166286&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p>La chitarra è splendida e quando la si vede, non si può fare a meno di prenderla, imbracciarla, toccarla, suonarla.</p>



<p>Un caro saluto a tutti voi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Xvive U2 &#8211; sistema wireless per chitarra e/o basso mini recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/xvive-u2-sistema-wireless-per-chitarra-e-o-basso-mini-recensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2018 16:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Test & Demo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Oggi vorrei parlarvi dell&#8217; Xvive U2 : sistema wireless per chitarra e/o basso. Il sistema è molto semplice : è composto da due oggettini&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large.jpg" rel="prettyurl"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large-300x227.jpg" alt="xvive u2 wireless system" width="300" height="227" class="alignright size-medium wp-image-4203" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large-300x227.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/U2Blk-large.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Oggi vorrei parlarvi dell&#8217; Xvive U2 : sistema wireless per chitarra e/o basso. Il sistema è molto semplice : è composto da due oggettini di cui uno è il trasmettitore ( che va collegato alla chitarra ) e un ricevitore ( che va collegato all&#8217;amplificatore o alla pedalboard ) </p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERCHE&#8217; L&#8217; XVIVE U2</h3>
<p>Tra i tanti in commercio, ho scelto questo per due motivi : il prezzo non eccessivo ( ce ne sono di più economici ma non mi sono fidato ) e il fatto che gli oggettini possano ripiegarsi. Avendo una Telecaster, avevo timore che se avessi acquistato uno di quelli che non si possono ripiegare, il peso dell&#8217;oggetto lo avrebbe potuto far sfilare e cadere a terra, mentre con l&#8217;U2, essendo possibile ripiegarlo su sè stesso, la cosa sarebbe stata un più improbabile. Anche sulla semiacustica in mio possesso (JSM-10), che ha il plugin frontale, mi piace di più l&#8217;idea di non avere una sorta di cannone proteso in avanti.</p>
<p>A parte queste quisquilie, devo dire che il sistema si è auto configurato in meno di due secondi: ho attaccato i due oggettini al posto giusto, accesi e &#8230;. dopo due brevi lampeggi, si è accesa la luce fissa, ad indicare che si erano rispettivamente &#8220;captati&#8221;. Tempo perso in configurazione ? 1 secondo e fa tutto da sè. Veloce ed automatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>COME FUNZIONA</H3><br />
Altra nota positiva è che funziona benissimo. La latenza è impercettibile e ci si può spostare liberamente senza intoppi. Io in genere rompevo un cavo ogni 15 giorni perchè : o ci inciampavo, o lo calpestavo, oppure appoggiando la chitarra in giro, torcevo il cavo vicino al jack e ogni volta si spezzavano le saldature interne al jack e mi toccava ri-saldare ..<br />
I due oggetti riescono a captarsi anche ad una certa distanza. La mancanza di segnale si fa sentire quando cercate di attraversare più di un muro. Io, a porta aperta sono riuscito ad andare a due stanze più in là ( a circa 8/10 m ) ma quando mi spostavo in modo da interporre dei muri, la cosa si faceva sentire. D&#8217;altra parte sono fatti per i palchi e non per i sottomarini, insomma &#8230;  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
In campo aperto, nessun problema, non saprei fino a che distanza, il produttore dichiara 30m.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MODIFICA IL SUONO?</h3>
<p>Non so ancora rendermi conto di quanto intervenga sulla qualità del suono. Devo fare delle prove con il cambio Xvive/cavo più rapido possibile, magari facendomi dare una mano, per poter capire meglio, però, come primo approccio, non sembra apportare differenze significative, almeno al mio orecchio.</p>
<p>Alcune cose che ho notato:</p>
<p>&#8211; il ricevitore è molto sensibile alla posizione. Tocca tenerlo con la faccina dove sono i led verso il musicista. Se si mette al contrario , o anche solo &#8220;di taglio&#8221;, non capta bene. Il trasmettitore pare avere meno storie e lo si può ripiegare, chiudere e girare senza problemi.</p>
<p>&#8211; ho dovuto alzare un po&#8217; le medie perchè ne aveva perse un po&#8217;. Non un mare, ma qualcosa aveva perso. Basse e alte invece sembrano rimanere uguali.</p>
<p>&#8211; il volume non sembra avere differenze. Volendo proprio cercare il pelo nell&#8217;uovo, con il cavo mi pare un filo più basso.</p>
<p>Altra cosa per me fantastica: niente più <a href="https://www.jamble.it/chitarra-elettrica-condizionatore-fischi-dallamplificatore/" rel="noopener" target="_blank">fischio a causa del condizionatore !!</a> E sono MOLTO felice anche per questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DURATA DELLE BATTERIE</h3>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" class="alignright size-medium wp-image-4204" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2-248x300.jpg 248w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2-768x929.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/08/xvive_u2.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px" /></a>Non sono riuscito a tenere un vero e proprio diario di utilizzo da quando mi sono arrivati questi giochini per cui non ho dati certi sulla durata delle batterie in funzione (mi ripropongo di farlo in futuro), ma così, a lume di naso direi che la durata della carica di fabbrica sia stata di circa 5/6 ore. A me si è scaricato prima il ricevente. Ha iniziato a lampeggiare il led rosso e da quando ha iniziato a lampeggiare credo siano passati circa 15 minuti prima di spegnersi del tutto.</p>
<p>I due oggettini si caricano con un normale caricabatterie per smartphone e a corredo, nella scatola si trova un cavo usb ad Y , che permette di ricaricare gli oggetti in simultanea. La ricarica, da batteria completamente scarica, si effettua in 1 ora e mezza. Inoltre, i due oggettini segnalano l&#8217;avvenuta carica ( si spegne la spia rossa ) per cui non si rischia di perdere troppo tempo lasciandoli in carica quando non occorre più. </p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTERFERENZE ? NO.</h3>
<p>Altra cosa positiva : siccome usano il sistema wireless classico della telefonia e dei router, qualcuno potrebbe pensare che interferiscano con i normali router o modem di casa. La mia esperienza dice il contrario. Oltre ad avere comunque 4 possibili canali di comunicazione, a me funzionano benissimo pur lasciando il canale pre-settato dalla fabbrica e malgrado stia utilizzando gli oggetti MOLTO vicino ( circa 50 cm in linea d&#8217;aria ) da ben 3 router wifi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>CONCLUSIONI</h3>
<p>Ce li ho solo da pochi giorni, ma per ora sono molto contento per cui, li consiglierei.</p>
<p>Vi lascio, come di consueto, il link al forum, dove fare due chiacchiere : <a href="https://forum.jamble.it/routing/xvive-u2-sistema-wireless-per-chitarra-eo-basso/">Xvive u2 &#8211; sistema wireless per chitarra e basso</a><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>NON DI QUESTO MONDO</title>
		<link>https://www.jamble.it/non-di-questo-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2018 15:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Coral Sitar]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Armstrong]]></category>
		<category><![CDATA[Gittler]]></category>
		<category><![CDATA[Godwin Organ]]></category>
		<category><![CDATA[Martin E18]]></category>
		<category><![CDATA[Ovation UKII]]></category>
		<category><![CDATA[Shergold Modulator]]></category>
		<category><![CDATA[Travis Bean]]></category>
		<category><![CDATA[Valco Airline]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8211; Breve viaggio alla scoperta di realtà chitarristiche estranee ai pianeti Statocaster e Les Paul &#8211; &#160; “Sul finire del ventesimo secolo e per alcuni&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><span style="color: #000000"><strong>&#8211;</strong> <span style="text-decoration: underline">Breve viaggio alla scoperta di realtà chitarristiche estranee ai pianeti Statocaster e Les Paul</span><strong> &#8211;</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><span style="color: #000000"><strong><span style="font-family: ”Times New Roman”"><em><br />
“Sul finire del ventesimo secolo e per alcuni decenni a venire, gli abitanti dei due grandi pianeti Stratocaster e Les Paul, fiaccati da una guerra che durava ormai da quasi mezzo secolo e decisi ad esplorare nuovi mondi, abbandonarono le terre d’origine per occuparne di nuove e indirizzare la propria creatività in altre direzioni usufruendo delle innovazioni tecnologiche e delle competenze portate con se per rimodellare la materia secondo queste conoscenze.<br />
Se inizialmente il forte istinto di conservazione, impedì di staccarsi radicalmente dalla tradizione, lentamente si videro emergere tentativi di rinnovamento.<br />
Tuttavia le due grandi superpotenze, grazie alla propria solidità politica e a una notevole abilità propagandistica riuscirono a protrarre gli effetti del conflitto, anche una volta raggiunta un’apparente intesa, influenzando l’opinione pubblica in modo da mantenere una sorta di costante diffidenza reciproca, ma soprattutto contribuendo all’emarginazione e alla progressiva estinzione delle nuove colonie.<br />
Ciò non significa però che l’evoluzione delle civiltà lì sorte non abbia lasciato segni del loro passaggio…”<br />
</em></span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><span style="text-decoration: underline"><span style="color: #000000;text-decoration: underline"><strong>VELENO GUITARS</strong></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Già alla fine degli anni sessanta John Veleno provò a dire l’ultima parola riguardo all’antico dibattito sull’importanza del legno nella costruzione di una chitarra elettrica a corpo solido.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Veleno, operaio in un’azienda che fabbricava scatole in alluminio, nonché chitarrista non proprio affermato, a seguito di una serie di circostanze fortuite, accolse il suggerimento di costruire una chitarra totalmente in alluminio.</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Dopo diversi tentativi, finalmente nel 1967 vide la luce il primo prototipo, ma quello di Veleno non era un nome conosciuto nell’ambito della scena musicale e ci volle qualche anno prima che la diffidenza dei più e qualche timido approccio da parte di Joe Walsh e Jorge Santana (fratello di Carlos) potessero tramutarsi nel reale entusiasmo di qualche musicista affermato.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/01-Veleno-Ankh.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-4168 alignleft" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/01-Veleno-Ankh.jpg" alt="" width="713" height="942" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/01-Veleno-Ankh.jpg 530w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/01-Veleno-Ankh-227x300.jpg 227w" sizes="auto, (max-width: 713px) 100vw, 713px" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Uno dei primi a rimanere impressionato dall’eccentricità dello strumento di Veleno, fu Marc Bolan, che oltre ad acquistarne un esemplare per se, ne regalò anche uno a Eric Clapton.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Purtroppo oltre all’enorme vantaggio di una stabilità che era impossibile ritrovare nelle chitarre in legno, vi erano altre caratteristiche che la resero tutt’altro che amichevole, come la poca gradevolezza al tatto dovuto alla freddezza dell’acciaio (considerando inoltre la resistenza che il chitarrista tipo oppone a qualsiasi cambiamento) e le difficoltà di bilanciamento dello strumento e che contribuirono probabilmente al calo di popolarità che fece seguito all’iniziale, anche se non immediato, entusiasmo dimostrato da musicisti affermati come Mark Farner dei Grand Funk Railroad, Greg Allman, Sonny Bono, Alvin Lee fino a Todd Rundgren che ne commissionò un modello su sue indicazioni denominato Ankh per via della sagoma che riprendeva il simbolo egizio della croce ansata.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><strong><u>DAN ARMSTRONG AMPEG LUCITE</u></strong></span><i> </i></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Appurata la possibilità di realizzare chitarre elettriche utilizzando materiali alternativi al legno, non restò che sperimentare con le innumerevoli opportunità delle quali si poteva disporre.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Dan Armstrong fu uno dei primi a mettersi all’opera e intorno al 1969 lanciò sul mercato una chitarra dotata di un corpo in plexiglass trasparente sul quale andava ad avvitarsi un manico in acero con tastiera in palissandro.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">La densità del materiale garantiva un sustain molto lungo favorito dall’eliminazione di qualsiasi disturbo che poteva intervenire sull<a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/02-Dan-Armstrong-Ampeg-Lucite.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-4169 alignleft" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/02-Dan-Armstrong-Ampeg-Lucite.jpg" alt="" width="378" height="548" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/02-Dan-Armstrong-Ampeg-Lucite.jpg 690w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/02-Dan-Armstrong-Ampeg-Lucite-207x300.jpg 207w" sizes="auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px" /></a>a vibrazione delle corde.<br />
</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">La collaborazione con Bill Lawrence (che proseguì per tutta la durata dell’attività di Dan Armstrong), diede origine a una serie di sei specifici pick up che rispondevano alle particolari necessità probabilmente imposte da un materiale diverso e identificati con i nomi dei generi musicali per i quali erano concepiti, ma soprattutto realizzati in modo da poter essere facilmente sostituiti tra di loro con poche semplici manovre.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">E’ da sottolineare come, prima ancora che la qualità dello strumento, un impatto visivo così evidente, abbia giocato un ruolo determinante nell’iniziale successo della rivoluzionaria proposta di Armstrong e così già subito dopo il lancio sul mercato, Keith Richards e Bill Wyman calcarono il palco entrambi con un modello “Lucite” e negli anni successivi fino ai giorni nostri i chitarristi a farne uso saranno veramente molti a partire da Ron Wood a Joe Perry, da Tom Petty a Dave Grohl, da Josh Homme a Slash.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><strong><u>TRAVIS BEAN</u></strong></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Clifford Travis Bean, insieme a Marc McElwee e Gary Kramer, provò nel 1974 a proseguire sulla strada intraprese quasi una decina di anni prima da John Veleno.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Di fatto, i suoi strumenti erano costituiti da un unico blocco di alluminio forgiato affinché formasse il manico e buona parte del corpo, sul quale erano installati sia i pick up, che il ponte oltre ovviamente alle meccaniche.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Il poco legno utilizzato parve essere soltanto una concessione alla tradizione, per permettere ai suoi strumenti di mantenere forme riconoscibili, ma anche nella scelta del tipo di legname, ovvero il Koa, un’acacia tipica dell’arcipelago hawaiano normalmente usato nella costruzione degli ukulele (ma anche di canoe e tavole da surf), Travis ribadiva la volontà di differenziarsi.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Gli strumenti così prodotti, garantivano una grande stabilità nonostante un peso molto minore rispetto alle tradizionali chitarre in legno.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Uno dei più famosi aficionados del marchio fu Jerry Garcia dei Grateful Dead che utilizzo prevalentemente la TB1000 Artist dotata di una coppia di humbucker, alternandola con la TB500 che montava invece tre single coil.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/03-Travis-Bean.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4170" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/03-Travis-Bean.jpg" alt="" width="924" height="715" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/03-Travis-Bean.jpg 924w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/03-Travis-Bean-300x232.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/03-Travis-Bean-768x594.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 924px) 100vw, 924px" /></a></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Il sodalizio tra Travis Bean e Gary Kramer si concluse già nel 1975 con la fondazione della Kramer Guitars e la produzione di chitarre che si rifacevano in tutto e per tutto alle TB con piccole variazioni strutturali che permettevano di estinguere sul nascere eventuali diatribe giudiziarie.</span></p>
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<p class="western"><span style="color: #000000"><strong><u>VALCO AIRLINE</u></strong></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Se si parla di tutto quanto possa essere definito, nel bene e nel male, vintage, Jack White può essere un efficace guida per addentrarsi nei meandri dell’ignoto e scoprire che già nel 1958 qualcuno aveva anticipato, anche se con scopi diversi, le iniziative di John Veleno, Dan Armstrong e Travis Bean.</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Tra i tanti strumenti non famosissimi che si sono visti passare tra le mani di White, ce n’è almeno uno con caratteristiche particolari marchiato Airline prodotto dalla Valco a sua volta emanazione della National String Instrument Corporation.</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">La grande peculiarità di questo strumento era quella di essere costituita da un involucro in materiale plastico che ospitava un sottile listello in legno sul quale erano montati il manico e l&#8217;hardware.</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/04-Valco-Airline.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4171" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/04-Valco-Airline.jpg" alt="" width="1200" height="1008" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/04-Valco-Airline.jpg 1200w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/04-Valco-Airline-300x252.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/04-Valco-Airline-768x645.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/04-Valco-Airline-1024x860.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">La Airline montava due pick up che a prima vista appaiono come una coppia di humbucker, ma sono in realtà due single coil ed avevano un loro volume indipendente con il relativo tono, ma sul corpo della chitarra era montato un ulteriore controllo che agiva come una sorta di master volume. </span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Nonostante si trattasse di chitarre concepite per rispondere alla richiesta di strumenti economici, paradossalmente i costi di produzione si rivelarono in rapporto piuttosto elevati e non è da escludere che a lungo andare l’interesse verso una chitarra in plastica, sia velocemente scemato, giustificando la scelta della Eastwood che attualmente produce una replica della Airline realizzata nel più convenzionale legno.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><strong><u>DANELECTRO CORAL SITAR</u></strong></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Ma gli anni sessanta furono anni particolarmente creativi e guardarsi intorno alla ricerca di nuovi spunti era un’attività che qualunque individuo con la sufficiente apertura mentale, era ben disposto a esercitare.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Fu così che il crescente interesse nei confronti di sonorità provenienti da luoghi distanti dalle capitali occidentali della pop music, portò all’ascolto e all’utilizzo di alcuni strumenti esotici.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Furono diversi i gruppi che introdussero sapori particolari nei loro brani e quando in alcuni brani dei Beatles comparve l’esotica voce del Sitar la popolarità di quello strumento crebbe in maniera esponenziale al punto da renderlo familiare e riconoscibile.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Nathan Daniel, deus ex machina della Danelectro e Vincent Bell collaborarono quindi al progetto di un Sitar elettrico, che venne successivamente realizzato e commercializzato per mezzo del marchio Coral, una sorta di etichetta parallela per il lancio di strumenti più costosi.</span></p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/05-Coral-Sitar.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4172 aligncenter" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/05-Coral-Sitar.jpg" alt="" width="600" height="402" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/05-Coral-Sitar.jpg 600w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/05-Coral-Sitar-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">In concreto si trattava di una chitarra intonata secondo l’accordatura standard dotato però di un ulteriore set di tredici corde, tramite la cui risonanza era possibile ottenere il particolare effetto tipico del Sitar.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Come prevedibile per soddisfare le necessità di un tale strumento fu necessario equipaggiarlo con un hardware specifico e quindi dotarla di tre ponti, uno per le sei corde “principali” e due realizzati in palissandro per le corde di risonanza , mentre i tre pick up lipstick erano in linea con la produzione Danelectro.</span></p>
<p><span lang="it-IT" style="color: #000000">Osservando le immagini reperibili in rete colpisce la finitura “Textured Bombay Red” che appare non così superata come la data di produzione dello strumento potrebbe giustamente far pensare.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Come prevedibile lo strumento non fu mai una scelta definitiva per nessun chitarrista, ma servì spesso per sperimentare nuove ricette con ingredienti meno scontati e così lo si vide dal vivo o più spesso in studio, tra le mani di Rory Gallagher, di Pat Metheny, di Steve Howie, di Tom Petty, di Dave Stewart, di James Hetfield e più di recente imbracciato da Andrew VanWyngarden dei MGMT.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><strong><u>GODWIN ORGAN</u><i><u> </u></i></strong></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><span lang="zxx">Il nostro paese nel dopoguerra comunque non stava a guardare e all&#8217;ottima produzione di strumenti musicali tradizionali affiancava un&#8217;altrettanto valida produzione di chitarre elettriche che durante gli anni sessanta riscontrarono un successo in grado di competere con realtà certamente più affermate.</span></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><span lang="zxx">Se è vero che siamo un popolo di visionari, non sorprende che uno degli esperimenti più stravaganti e innovativi in fatto di chitarre e affini fosse il parto di un&#8217;azienda italiana.</span></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000080"><span lang="zxx"><span style="color: #000000">Prodotta con il marchio Godwin e distribuita dalla Sisme, azienda anconetana tutt&#8217;ora attiva, la chitarra permetteva per mezzo di un complesso circuito di simulare un organo elettrico come il celebre Hammond.</span></span></span></p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/06-Godwin-Organ.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4173" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/06-Godwin-Organ.jpg" alt="" width="993" height="1001" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/06-Godwin-Organ.jpg 993w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/06-Godwin-Organ-150x150.jpg 150w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/06-Godwin-Organ-298x300.jpg 298w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/06-Godwin-Organ-768x774.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 993px) 100vw, 993px" /></a></p>
<p class="western"><span style="color: #000080"><span lang="zxx"><span style="color: #000000">Il top della chitarra era interamente occupato da una serie di comandi che replicavano ad esempio le drawbars o permettevano di tarare la percussione come in un vero Hammond B3 o C3 ma lo strumento poteva essere utilizzato anche come una semplice chitarra elettrica per mezzo di una coppia di single coil, formato lipstick.</span></span></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000080"><span lang="zxx"><span style="color: #000000">Se esteticamente l&#8217;effetto era tutt&#8217;altro che seducente, il risultato sonoro doveva essere al contrario particolarmente riuscito visto che uno dei sostenitori dell&#8217;esperimento fu Peter Van Wood, talmente entusista da dedicargli addirittura un album dal titolo &#8220;Van Wood and His Magic Guitar Organ&#8221;, facendosi ritrarre in copertina con la chitarra lanciata dalla Godwin.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><strong><span style="color: #000000"><u>MARTIN E18 / Em18 / EB18</u></span></strong></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Per quanto la Martin Co. fosse universalmente riconosciuta come uno dei maggiori produttori di acustiche di qualità, può essere comprensibile, almeno da un punto di vista commerciale, che negli anni settanta il più redditizio mercato della chitarrra elettrica potesse essere particolarmente appetibile.</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">La collaborazione con <span lang="it-IT">Dick Boak</span> permise alla Martin Company, di tentare nuovamente l’inserimento in un mercato che fino ad allora l’aveva respinta.</span></p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/07-Martin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4174" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/07-Martin.jpg" alt="" width="666" height="1000" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/07-Martin.jpg 666w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/07-Martin-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></p>
<p><span style="color: #000000">La E18, aveva un corpo assemblato composto da 9 pezzi in acero e palissandro, mentre il manico era in mogano e veniva incassato ed incollato al body.</span></p>
<p class="western"><span lang="zxx" style="color: #000000">La finitura Natural conferiva forse una certa continuità con il campo delle acustiche nel quale Martin era regina incontrastata, ma probabilmente gli standard estetici degli ormai prossimi anni ottanta, erano distanti da quanto proposto dall’azienda di Nazareth nell’ambito delle chitarre elettriche e la difficoltà nel trovare testimonianze che ne dimostrino l’utilizzo da parte di chitarristi celebri, escluso il non certo famosissimo Dave Heumann degli Arboretum, sembra certificare che il tentativo della Martin si rivelò per l’ennesima volta fallimentare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><strong><u>OVATION UKII</u></strong></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><span lang="zxx">Anche Ovation certamente più conosciuta per i suoi strumenti acustici, tentò in diverse occasioni di aggredire il mercato delle elettriche, qualche volta con qualche timido riscontro positivo come nel caso della Breadwinner, apprezzata da Ace Frehrley, Robert Smith e Steve Marriott, ma lo strumento che propose nel 1979, la UKII acronimo per Ultra Kaman II, aveva caratteristiche costruttive sicuramente degne di nota.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/08-Ovation-UKII.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4175" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/08-Ovation-UKII.jpg" alt="" width="900" height="300" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/08-Ovation-UKII.jpg 900w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/08-Ovation-UKII-300x100.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/08-Ovation-UKII-768x256.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><span lang="zxx">Il body era realizzato in schiuma poliuretanica su uno scheletro in alluminio, mentre il manico era in mogano con tastiera in ebano e la consueta attenzione costruttiva garantita da Ovation era una certificazione riguardo alla qualità dello strumento, nonostante le riserve alle quali il materiale utilizzato potrebbe dare adito.</span></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><span lang="zxx">Gli humbucker a doppia lama erano prodotti dalla stessa Ovation, con un elevato numero di avvolgimenti che fornivano un output piuttosto alto, ma tutt&#8217;altro che rumoroso e l&#8217;hardware era selezionato per assicurare una perfetta stabilità.</span></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><span lang="zxx">A dispetto di tutti gli attributi di pregio dei quali la UKII poteva fregiarsi, il riscontro fu del tutto negativo e la produzione si interruppe già nel 1982.</span></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000"><span lang="zxx">Neal Schon e Steve Hackett sembrano essere stati due utilizzatori della Ultra Kaman II, ma non ci sono o comunque non sono facilmente reperibili testimonianze iconografiche che lo confermino. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><span style="text-decoration: underline;color: #000000"><strong>SHERGOLD MODULATOR</strong> </span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Jack Golder e Norman Houlder fondarono nei tardi anni settanta la Shergold. L’intenzione fu da subito quella di realizzare strumenti artigianali, parzialmente eredi dell’esperienza che Jack aveva acquisito lavorando alla Hayman e la produzione per quanto limitata si estese ad un parco che comprendeva diversi modelli.</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Ma il vero fiore all’occhiello dell’azienda londinese era la Modulator, una chitarra che permetteva l’intercambiabilità di tutta l’elettronica con una semplice e rapida operazione. </span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">Vennero messi in commercio 8 moduli, denominati semplicemente con il numero corrispondente e con l’obiettivo di rispondere a determinate caratteristiche riferibili ad altre chitarre famose (le scontate Telecaster e Les Paul) o particolari configurazioni come l’inversione di fase.</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000">La forza dell’azienda fu quella di poter realizzare su richiesta strumenti molto particolari. Mike Rutherford commissionò la realizzazione di un ibrido basso/chitarra 12 corde, ma la vera stranezza consisteva nel fatto che i due strumenti potevano essere separati ed eventualmente uniti ad altri, fornendo la possibilità di configurare la propria strumentazione a seconda delle necessità del momento.</span></p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/09-Shergold.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4176 alignleft" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/09-Shergold.jpg" alt="" width="480" height="480" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/09-Shergold.jpg 480w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/09-Shergold-150x150.jpg 150w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2018/01/09-Shergold-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><span style="color: #000000">Il marchio non raggiunse mai un grandissimo successo anche a causa della sua stessa politica aziendale chiaramente indirizzata in una nicchia di mercato, ma furono diversi i sinceri amanti delle chitarre prodotte, soprattutto nell’ambito della new wave dei primi anni ottanta, rappresentata in questo caso da Julian Cope dei Teardrop Explodes, ma anche da Ian Curtis e Peter Hook dei Joy Division che in diverse occasioni calcarono le assi del palcoscenico suonando una Shergold Masquereder e a conferma del culto che circonda questo particolare modello, negli ultimi anni l’azienda ha immesso sul mercato una serie di modelli aggiornati che in realtà appaiono ispirati ma non fedelissimi al disegno originale.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000"><strong><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT">GITTLER</span></u></span></strong></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000"><span lang="zxx"><span lang="it-IT">Se Clifford Travis Bean, Dan Armstrong e John Veleno avevano dimostrato che una chitarra elettrica poteva essere costruita nei materiali più svariati senza comprometterne la funzionaità, Mr. Gittler andò ancora oltre riducendo a tal punto il corpo della sua chitarra da trasformarlo esclusivamente in un solido scheletro in acciaio.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000"><span lang="zxx"><span lang="it-IT">Una tale struttura impediva come ovvio un assemblaggio tradizionale e pertanto richiedeva particolari accorgimenti per permetterne l’amplificazione o anche solo l’installazione delle corde.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000"><span lang="zxx"><span lang="it-IT">Ogni corda aveva un suo pick up e ogni segnale poteva essere inviato separatamente ad un impianto per essere miscelato successivamente.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000"><span lang="zxx"><span lang="it-IT">Certamente queste caratteristiche indubbiamente innovative oltre all’assenza di un ponte tradizionale, rendevano meno immediata la manutenzione dello strumento.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span lang="zxx"><span lang="it-IT">Quando Gittler cedette il brevetto all’israeliana Astron Engineer Enterprises LTD, l’azienda mise in produzione un modello meno essenziale, che prevedeva un corpo in materiale plastico, non molto dissimile dalla più famosa Steinberger. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span lang="zxx"><span lang="it-IT">L’unica testimonianza del suo utilizzo da parte di un musicista celebre è visionabile nel videoclip di “Synchronicity II” dei Police, dove Andy Summers è ripreso mentre maneggia questo curioso strumento apparentemente più per esigenze di scena, vista la natura delle immagini, che per un reale apprezzamento , ma trattandosi di un oggetto veramente inconsueto non stupisce che il MoMa di New York e il </span></span><span lang="zxx"><span lang="en-US">Museum of Fine Arts </span></span><span lang="zxx"><span lang="it-IT"><span style="color: #000000">di Boston abbiano tra le opere esposte anche una Gittler e</span> che la si sia vista invece molto più raramente tra le mani di un chitarrista.</span></span></span></p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_40263"  width="480" height="270"  data-origwidth="480" data-origheight="270"  data-relstop="1" src="https://www.youtube.com/embed/o5FPPoLqkCk?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;modestbranding=1&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: 14pt;font-style: normal"><span style="color: #000000"><strong><span style="font-family: ”Times New Roman”"><em><br />
“… ed è auspicabile che le nuove generazioni siano in grado di fare tesoro di quanto costruito per affrontare nuove imprese volte a confermare che possono esistere alternative alle comode convenzioni entro le quali siamo soliti costringerci.”<br />
</em></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
Ci si vede sul </span><span style="font-size: small"><a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/fuori-da-questo-mondo-breve-viaggio-alla-scoperta-di-altre-realta-chitarristiche/new/#new"><strong>FORUM</strong></a></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;color: #000000"><br />
<span style="color: #808080">Fonti iconografiche:</span><br />
<span style="color: #808080"> Copertina-https://www.seymourduncan.com/blog/wp-content/uploads/gibson-les-paul-in-space.jpg</span><br />
<span style="color: #808080"> 01-https://i.pinimg.com/736x/33/47/df/3347df0597382e9deabac54009de48a1&#8211;todd-rundgren-music-books.jpg</span><br />
<span style="color: #808080"> 02-https://i.pinimg.com/736x/a0/71/6d/a0716d5f412373060dd735cd8b906ac9&#8211;keith-richards-rocknroll.jpg</span><br />
<span style="color: #808080"> 03-http://www.wald-electronics.com/images/travis%20bean/760601rehearsel.jpg</span><br />
<span style="color: #808080"> 04-https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/cb/Jack_%26_Meg%2C_The_White_Stripes.jpg/1200px-Jack_%26_Meg%2C_The_White_Stripes.jpg</span><br />
<span style="color: #808080"> 05-http://a3.ec-images.myspacecdn.com/images02/83/830db6cb3cba4ffd8679fabcc0defc3a/l.jpg</span><br />
<span style="color: #808080"> 06-http://www.fetishguitars.com/castelfidardo-recanati/godwin-sisme/</span><br />
<span style="color: #808080"> 07-https://theobelisk.net/obelisk/wp-content/uploads/2013/01/arbouretum-3-Photo-by-JJ-Koczan.jpg</span><br />
<span style="color: #808080"> 08-https://www.guitar-list.com/ovation/electric-guitars/ovation-uk-ii-model-1291</span><br />
<span style="color: #808080"> 09-http://www.imgrum.org/media/1595655779445080266_4977317735</span><br />
</span></p>
<p class="western" lang="en-US">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Epiphone ES 339 : breve recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/epiphone-es-339-breve-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 10:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[Setup & Modifiche]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[Epiphone]]></category>
		<category><![CDATA[ES 339]]></category>
		<category><![CDATA[semi-hollow]]></category>
		<category><![CDATA[semiacustica]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso, e direi ovviamente, dedichiamo la nostra attenzione agli strumenti più prestigiosi e li guardiamo con la bava alla bocca. A volte pero&#8217; anche strumenti&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spesso, e direi ovviamente, dedichiamo la nostra attenzione agli strumenti più prestigiosi e li guardiamo con la bava alla bocca. A volte pero&#8217; anche strumenti meno esoterici riescono a dare delle gran belle soddisfazioni e spero questo piccolo contributo possa essere utile a qualcuno.  🙂</p>



<p>Visto che in questi giorni sono a casa in malattia approfitto per tediarvi con un altro topic. 😉</p>



<p>Epiphone ES 339, acqusitata nel 2012 a metà con mio figlio in occasione della promozione della terza media ha ricevuto prima  le cure di un buon liutaio con il settaggio generale e con la sostituzione del capotasto e poi quelle del buon Luca Villani di I-Spira che ha sostituito i pickup originali con i suoi Paf Replica e sistemato il wiring, treble bleed compreso.</p>



<p>Il costo dello strumento di € 285,00 è circa raddoppiato dopo i trattamenti in SPA.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3907.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<p>Queste le caratteristiche generali del modello originale: </p>



<p><strong>Body:</strong><br>
Reduced size Laminated maple body with solid center block</p>



<p><strong>Neck</strong><br>
Neck  Mahogany<br>
Neck Profile  SlimTaper<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> D Profile<br>
Neck Joint    Glued-in mortise and tenon<br>
Truss Rod    Adjustable<br>
Scale   24.75”<br>
Nut   1.68”<br>
Fingerboard Ppearloid dot inlays<br>
Fingerboard Radius 12”<br>
Frets 22 medium jumbo</p>



<p><strong>Pickups</strong><br>
Neck Pickup  Alnico Classic PRO<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>
Bridge Pickup Alnico Classic PRO<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>
Controls Neck Pickup volume with push/pull coil-splitting, Bridge Pickup volume with push/pull coil-splitting, Neck Pickup tone, Bridge pickup tone</p>



<p><strong>Details</strong><br>
Hardware    nickel<br>
Binding   Fingerboard and body 1-ply (cream)<br>
Bridge  LockTone<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Tune-o-matic<br>
Tailpiece LockTone<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Stopbar<br>
Machine Heads Epiphone “Deluxe” 18:1 ratio<br>
Weight 3,520 Kg</p>



<p>Lo strumento chiaramente non è una 339 di mamma Gibson ma per moltissimi appassionati puo&#8217; rappresentare una soluzione abbordabile e di ottima soddisfazione, il manico è confortevole ed il sostegno non è niente male.  Le meccaniche sono le rodate Grover de Luxe, solito problemino con il Sol che si risolve parecchio sostituendo il capotasto.<br>
I pick up sono splittabili, caratteristica che ho mantenuto anche dopo la sostituzione degli stessi e la tavolozza sonora a disposizione è di conseguenza parecchio ampia. Suonava bene anche con i suoi pickup originali ma ora, grazie agli I-Spira Paf Replica suona, secondo la mia personale opinione, davvero alla grande.<br>
Dinamica, rotonda. </p>



<p>Sono davvero soddisfatto, alla fine è lo strumento che, assieme alla telecaster, suono di più.<br>
Ho letto di una tendenza alla ruggine delle parti in metallo, a me dopo cinque anni non è ancora accaduto nulla.</p>



<p>Il sample qui sotto vuole, oltre che annoiarvi per un paio di minuti appena abbondanti, dare un idea di alcuni dei timbri ottenibili con questo strumento.</p>



<p>Semplicemente un piccolo test, null&#8217;altro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Epiphone 339 Sample by maxmaz" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F348331010&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Qualche altra fotina non fa mai male, credo. </p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3901.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3903.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3904.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3905.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3906.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.marchefotografia.it/jamble/E3902.jpg" alt="Epiphone ES 339"/></figure>



<p>Il link al forum, dove potrete dire la vostra : </p>



<p><a href="https://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/epiphone-es-339/">Epiphone ES 339</a></p>



<p>MAX</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Music Man Steve Morse &#8211; mini recensione comparativa</title>
		<link>https://www.jamble.it/music-man-steve-morse-mini-recensione-comparativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 05:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Music Man]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Morse]]></category>
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					<description><![CDATA[Sfruttando la richiesta dell’utente Inpurple del forum di Jamble, eccomi a scrivere questa breve recensione sulle due chitarre in oggetto che, almeno per ciò che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sfruttando la richiesta dell’utente Inpurple del forum di Jamble, eccomi a scrivere questa breve recensione sulle due chitarre in oggetto che, almeno per ciò che mi riguarda, fortunatamente posseggo.</p>
<p>Intanto ve le presento in una piccola galleria fotografica ( per ulteriori immagini vedi: <a href="//photos.google.com/share/AF1QipNOeNYV0jzEwaApzfBiM91uJeT1AZIS8XGnrkoMc-ikcFVmkITzyuC9vx1jhqVcWA?key=VVZiRURuRnFjc0VjZWlYaENtc0xRSEFwUmFmUWdB">Ulteriori immagini Nihao&#8217;s gear &#8211; Google Photos</a> ) :</p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1-300x225.jpg" alt="Music Man Steve Morse Model blue version" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-4125" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1-768x576.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N1-1.jpg 961w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-300x225.jpg" alt="Music Man Steve Morse Model purple version" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-4124" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-300x225.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-768x576.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2-1024x768.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/N2.jpg 1027w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<div style="clear:both;" ></div>
<p>Si tratta di due Music Man Steve Morse model: la versione &#8216;storica&#8217;, quella &#8216;blu&#8217;, anzi &#8216;Morse blue burst&#8217; e la Y2D, chiamata così per celebrare le 2 decadi di collaborazione tra il musicista e la MM; la mia nel colore &#8216;purple sunset&#8217;.</p>
<p>Non mi dilungherò troppo sui dettagli tecnici che sono comunque facilmente reperibili, però alcune info mi sembra giusto scriverle: costruttivamente i due strumenti sono pressochè uguali, utilizzano gli stessi legni per il body (pioppo), manico (acero) e tastiera (palissandro), così come le stesse meccaniche. Anche le misure e il peso sono uguali.  La regolazione del trussrod è decisamente agevole come si vede dalle foto e la si può fare senza toccare nulla sullo strumento. Quello che le differenzia sono le finiture, oltre ovviamente ai colori; entrambi gli strumenti sono veramente curati in tutti i dettagli, ma devo dire che la Y2D è decisamente ad un livello superiore da questo punto di vista. </p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-4128" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637-225x300.jpg 225w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071637.jpg 541w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Un’altra differenza piuttosto evidente è la configurazione dei pu e relative possibilità di combinazioni: nel caso della Y2D è la classica H-S-H con il single posto non nella posizione centrale ma adiacente all&#8217; humbucker al ponte; il selettore dei pick up è a 5 vie e rispecchia le combinazioni simili ad una Strato, ad eccezione di una che mette il pu al manico in serie con quello al ponte (quella che nella strato sarebbe manico-centrale).<br />
Nella blue burst le cose si complicano essendoci 4 pu H-S-S-H; il selettore è a 3 vie e funziona in modo abbastanza atipico perché le 3 posizioni in ordine sono ponte-manico-single (adiacente al pu del ponte). Poi abbiamo un altro switch a 2 posizioni immediatamente sotto le corde, la cui posizione devo dire è piuttosto scomoda se si fanno delle ritmiche tipo funky ; questo switch associa l’humbucker al ponte indipendentemente dal pu selezionato. Un terzo pulsante, questa volta a 3 vie, associa il single (quello obliquo) a qualsiasi altro, oppure facendo suonare solo quello ed escludendo tutto il resto.<br />
Tutto questo marasma di levette dà luogo ad una scelta tra <strong>11 differenti combinazioni</strong>. Personalmente ho optato per abbassare a livello del battipenna il pu obliquo perché mi dava fastidio e comunque raramente usavo.</p>
<p>Dal punto di vista più pratico gli strumenti sono entrambi molto ben bilanciati e si prestano molto bene anche per un utilizzo da seduti quindi adatti allo studio. Il manico è molto scorrevole ed è, al capotasto, più piccolo rispetto ad uno standard e questo rende molto facile l’esecuzione di accordi, anzi per chi ha delle mani particolarmente grandi forse potrebbe essere di un qualche fastidio.</p>
<p><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-4129" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918-225x300.jpg 225w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/20170901_071918.jpg 541w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Quello a cui forse ci si deve abituare, se si proviene come me da decenni di utilizzo di body in stile strato (quindi smussati in varie parti) è l’assoluta mancanza di questi ultimi, quindi l’appoggio dell’avambraccio destro sul body è leggermente più avanzato.<br />
Certamente se uno è abituato a body in stile Tele piuttosto che Gibson probabilmente nemmeno ci fa caso, ma per me non è stato così, tanto che oggi quando riprendo in mano la strato mi sembra di avere un foglio di cartone sotto le braccia</p>
<p>Le meccaniche di entrambe sono Schaller e dal punto di vista di tenuta dell’accordatura posso assicurare che posseggo e uso la blu burst da circa 20 anni e non mi ha mai dato noie particolari; sulla y2d posso solo dire che non l’ho quasi mai usata, ma quelle poche volte che l’ho tolta dalla custodia era sempre accordata.</p>
<p>Veniamo alla parte suono: devo subito dire che i pu, soprattutto gli humbucker, sono piuttosto particolari, con una risposta secondo me molto accentuata sui medi, quindi potrebbero non piacere a tutti. Inoltre, devo fare una distinzione fra le due chitarre, perché sulla carta montano gli stessi pu, DiMarzio DP-200 al manico e DP-205 al ponte, ma secondo me qualche differenza c’è e la mia opinione è che nel caso della Y2D, siano più improntati ad un utilizzo in ambito hardrock. In particolare quello al ponte è molto più portato ad esempio per le tipiche ritmiche stoppate perché mi ha sempre dato l’impressione di essere più “compatto”, mentre lo stesso della blue burst è leggermente più “sguaiato” (non saprei che altra descrizione dare…). Anche l’uscita dei due pu al ponte, messi a confronto sullo stesso ampli con le stesse regolazioni secondo me è diversa, più alta nella Y2D. Secondo me è stata una scelta dettata da esigenze sonore, vista la notevole differenza di ambiti musicali nei quali SM si cimenta (deep purple-dixie dregs x intenderci)<br />
Questo è stato uno dei motivi per cui ho sostituito i due humbucker della blue burst con due Vignoni di stampo più vintage; un altro motivo è stato che volevo un attacco leggermente più morbido quindi sono passato dai ceramici a quelli in AlNiCo.</p>
<p><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" class="alignleft size-medium wp-image-4130" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-300x169.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-768x432.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013-1024x576.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/09/WP_20161201_013.jpg 1281w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In buona sostanza la Y2D è più orientata ai suoni crunch e/o distorti, onestamente sui puliti non la trovo nulla di che, la blue burst invece meno cattivella, ma secondo me ha più personalità e si possono sentir dei puliti degni di tale nome.</p>
<p>Se dovessi fare una scelta forzata tra le due (entrambe non modificate ovviamente) non avrei dubbi e andrei sulla blue burst ma devo ammettere che in tale scelta c’è anche una componente sentimentale che mi lega a questo strumento. Allo stesso modo se domani dovessi suonare in una band di rockettari probabilmente mi presenterei con la y2d.</p>
<p>Ultima nota sono le due custodie: legno rivestito nel caso della blue burst, quindi dal sapore più vintage, plastica nel caso della Y2D con logo impresso. La differenza è il peso decisamente inferiori nel caso della custodia della y2d. </p>
<p>Al termine di questa “recensione” ci vorrebbe un bel sample dimostrativo, purtroppo non sono attrezzato a tale scopo e soprattutto non all’altezza dal punto di vista chitarristico per mettere in risalto le caratteristiche dei due strumenti  ::)  </p>
<p>Se vi va di dire la vostra, lascio il <a href="https://forum.jamble.it/my-gear/mini-recensione-mm-steve-morse">link al forum</a>.</p>
<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ibanez AKJ95 recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/ibanez-akj95-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 10:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[akj-95]]></category>
		<category><![CDATA[akj95]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra semiacustica]]></category>
		<category><![CDATA[ibanez]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[review]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jamble.it/?p=4100</guid>

					<description><![CDATA[Dopo la JSM10, mi fa piacere condividere con voi alcune informazioni sulla AKJ95, sempre di casa Ibanez. In linea generale, devo dire che secondo me&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="288" height="300" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/Ibanez-AKJ95-VYS_01-288x300.jpg" alt="Ibanez-AKJ95-VYS" class="wp-image-4102" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/Ibanez-AKJ95-VYS_01-288x300.jpg 288w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/Ibanez-AKJ95-VYS_01.jpg 623w" sizes="auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px" /></figure></div>


<p>Dopo la <a href="//www.jamble.it/ibanez-jsm10-recensione/">JSM10</a>, mi fa piacere condividere con voi alcune informazioni sulla AKJ95, sempre di casa Ibanez.<br>
In linea generale, devo dire che secondo me Ibanez non ha rivali nella fascia economica della produzione di semiacustiche, perchè ha un rapporto qualità prezzo incredibile. Anche la semiacustica più economica è davvero costruita in maniera impeccabile, a prescindere dalla sua &#8216;denominazione geografica&#8217;: sappiamo infatti che i prodotti più economici della casa vengono costruiti in Cina, ma non per questo sono realizzati o rifiniti in maniera più grossolana rispetto a quelli costruiti altrove nel mondo, almeno non in casa Ibanez, dove la qualità delle finiture resta sempre eccezionale.</p>



<p>Questo modello è comunque un &#8216;entry level&#8217; nel mercato delle semiacustiche, ma la ottima costruzione e il buon sound permettono di collocare questa chitarra nella fascia delle &#8216;ottime entry level&#8217;, al punto che credo possa soddisfare anche palati raffinati, purchè non snob ( perchè manca di blasone ). Chiariamoci, non è possibile paragonare questa chitarra ad altre di costi ben superiori, non sarebbe nè corretto nè intelligente.</p>



<p><strong>LA COSTRUZIONE</strong></p>



<p>La forma richiama quella Gibson 175, ma il corpo della AKJ95 è più piccolo per dimensioni di qualche centimetro. Il corpo è in acero laminato e il colore, denominato Yellow Sunburst, la verniciatura, i bei disegni del legno e le finiture sono davvero pregevoli. Il manico è composto di acero e mogano, in tre pezzi incollati, mentre la tastiera è in palissandro, con 20 tasti di tipo &#8216;medium&#8217;.<br>
La chitarra è corredata dai classici 2 controlli di volume e tono ( uno per il pickup al manico ed uno per quello al ponte ) più il canonico switch a 3 posizioni per il controllo del pickup da &#8216;attivare&#8217;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="506" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-1024x506.jpg" alt="ibanez_akj95" class="wp-image-4105" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-1024x506.jpg 1024w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-300x148.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95-768x379.jpg 768w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/ibanez_akj95.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>


<p><br>
Già da spenta mi ha dato subito una bellissima sensazione sia di comodità che di suono. In base ai miei gusti ( io apprezzo moltissimo il suono inscatolato e legnoso ) devo dire che è una chitarra che regala un buon sound anche da non amplificata, anzi, nel mio caso ( ma forse sono io che non sto bene ) ho cercato proprio di regolare l&#8217;amplificatore affinchè preservasse le sensazioni acustiche che la chitarra crea &#8216;da spenta&#8217; ( che brutto modo di dire .. ) tanto mi è piaciuta la sensazione.<br>
Le corde lisce che la chitarra monta di fabbrica : .011 -.015 &#8211; .022w &#8211; .030 &#8211; .040 &#8211; .050, devo dire che sembrano la giusta configurazione per un &#8216;jazz feel&#8217;.<br>
L&#8217; hardware è di tipo cromato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="288" height="300" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/05/akj95_pu-288x300.jpg" alt="akj95 pickup" class="wp-image-4104"/></figure></div>


<p><strong>I PICK UP</strong><br>
<br>
I pickup sono Super58 Custom, solo lontanissimi cugini degli apprezzati Super 58 utilizzati da big quali John Scofield, Pat Metheny, George Benson ed altri che infatti vengono montati anche nelle relative chitarre signature. Questi infatti, come mi ha giustamente segnalato il buon Luca Villani, sono  fabbricati in Cina, con magnete ceramico ed output più alto dei &#8220;cugini del Sol Levante&#8221;. Con il tono aperto danno un suono relativamente moderno e fresco, ricco di alti ed adatto a tantissime situazioni anche in generi come la Fusion o il Blues. Se si chiudono un filo gli alti sull’amplificatore o si chiudono un po’ i toni sulla chitarra o ancora perchè no, si chiude leggermente il volume, ecco che il suono scivola in territori tipici del jazz : morbido, caldo, rotondo, legnoso.</p>



<p><strong>IL SUONO</strong></p>



<p>Per chi come me ne voglia fare un uso jazzistico/fusion direi che la chitarra centra perfettamente l&#8217;obbiettivo, malgrado sono certo che possa convivere ottimamente in altri territori, specie se abbinata all&#8217;amplificatore giusto. </p>



<p>Un breve test, come al solito &#8216;buona la prima&#8217; ( per cui aspettatevi errori e difetti vari ) :</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Akj95 Guitar Test by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F320638278&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Un secondo breve test sempre &#8216;buona la prima&#8217; per cui, siate clementi..</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Giorman by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F347910991&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Per chi vuole dire la sua, vi lascio il link al forum : <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/ibanez-akj95-vys/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CLICCA</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ibanez JSM10 recensione</title>
		<link>https://www.jamble.it/ibanez-jsm10-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 08:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre semiacustiche]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra semiacustica]]></category>
		<category><![CDATA[ibanez]]></category>
		<category><![CDATA[jsm10]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[review]]></category>
		<category><![CDATA[roland Jazz Chorus 40w]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte iconografica: http://combiboilersleeds.com Recentemente ho messo le mani su una Ibanez JSM10, sorella della più nobile JSM100 ( chitarra di John Scofield ) dalla quale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="float: right; padding-left: 15px; padding-bottom: 25px; font-size: 12px;"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/john-scofield-4-300x240.jpg" alt="john-scofield-4" width="300" height="240"><br>
Fonte iconografica: http://combiboilersleeds.com</div>



<p>Recentemente ho messo le mani su una Ibanez JSM10, sorella della più nobile JSM100 ( chitarra di John Scofield ) dalla quale si distanzierebbe, secondo le specifiche tecniche del produttore, solo per la scelta di alcuni legni e per il paese di costruzione.</p>



<p>Prima di tutto però, lasciatemi spiegare come sono approdato a questa chitarra.</p>



<p>Una bella mattina ho passato circa un&#8217;oretta a provare semiacustiche. Yeah !<br>
Amo il jazz e la fusion e ho avuto anche in passato delle semiacustiche, che però sono un po&#8217; andate e venute. Vuoi il mio budget rigorosamente basso, non ho mai trovato quella &#8220;della vita&#8221;. Così, malgrado il portafogli già prima di partire mi guardi con l&#8217;aria del “cosa vuoi da me?”, parto per l&#8217;ennesimo tour di chitarre con fascia di prezzo bassa ( soprattutto se pensate come semiacustiche che in genere, costano molto ) e decido di provarne un po&#8217;, magari spulciando nell&#8217;usato.</p>



<p>Nel mio solito negozio di fiducia ho provato :</p>



<p>Ibanez AF75 BS usata<br>
Hofner HTC-J17 usata<br>
Epiphone 175 nuova<br>
Ibanez AKJ95 nuova<br>
Ibanez JSM10 VYS nuova</p>



<p>Come si nota subito, sono andato salendo di prezzo &#8230;</p>



<p>Due impressioni un po&#8217; su tutte:</p>



<p><strong>Ibanez AF75 BS usata</strong><br>
La prima l&#8217;ho provata perchè era tenuta benissimo e bellissima : tasti perfetti, neppure un graffio.<br>
Suona benino per il costo che ha ( 320 euro usata ), ma &#8230; i pu sono ceramici e malgrado non siano aggressivi come ci si aspetterebbe , ma con un bel attacco rotondo, mancano in &#8220;dinamica&#8221;. Non fraintendetemi, non è che non si abbassi o alzi il volume al plettrare più o meno forte, ma .. cambia solo il volume, non il carattere del suono ..<br>
Voto : 7 ( per il prezzo , se fosse costata il doppio come forse costava da nuova, sarebbe scesa a 5 )</p>



<p><strong>Hofner HTC-J17 usata</strong><br>
Molto bella e tenuta benissimo. Ha più &#8220;punta&#8221; dell&#8217;altra e un po&#8217; di alte frequenze in più. E&#8217; più chiara nella voce e forse per questo mi convince poco. Anche il manico mi sembra scomodo e non so perchè ma , non me la sento comoda ..<br>
Voto : 6 ( anche qui, per il prezzo )</p>



<p><strong>Epiphone 175 nuova</strong><br>
L&#8217;avevo già provata alcuni mesi or sono e mi era piaciuta molto. Come sarebbe stata la comparativa con la casa Ibanez ?<br>
La piccola di casa Epiphone si difende bene, ha i pickup della sorella maggiore , ma .. stavolta non so perchè, mi piace meno.<br>
Temo che l&#8217;aspetto iper-curato delle Ibanez anche economiche, mi tragga un po&#8217; in inganno. Questa Epiphone, dal punto di vista estetico ( secondo me ) è ben al di sotto delle concorrenti ..<br>
Voto : 7 ( è un discreto prodotto, tutto sommato, anche se .. oramai la mia mente vaga nel mondo Ibanez )</p>



<p><strong>Ibanez AKJ95 nuova</strong><br>
Bellissima. Ero entrato per questa, a dirla tutta, sperando di trovarne magari una usata. Il commesso mi dice che questa è quella che comprano normalmente gli studenti di jazz del conservatorio perchè ha un rapporto qualità / prezzo eccezionale ( ovviamente poi nel tempo, i nostri cari studenti crescono e cambiano modello ) . Ha i pickup Super 58 , quelli &#8220;famosi&#8221; e che vengono montati sulle Ibanez dal costo decisamente più alto.<br>
La imbraccio &#8230; COMODISSIMA . E suona anche bene. Bellissima davvero se si pensa che il costo da nuova è attorno ai 600-650 euro.<br>
Mannaggia .. potrebbe essere lei, potrebbe essere lei .. :cheer: ( e forse lo è )<br>
Voto : 8 ( il rapporto qualità/prezzo è eccezionale )</p>



<p><strong>Ibanez JSM10 VYS nuova</strong><br>
Non ho il budget e lo so, ma finchè sono lì, chiedo al commesso di vivere un sogno : provare questo oggetto..<br>
Lo so, non è quella &#8220;vera&#8221; usata da Scofield ( il cui modello è denominato JSM100 VT e il cui costo da nuova si aggira sui 2.500 eurini ) ma &#8230; è un altro pianeta, rispetto a quelle provate sinora.<br>
Il peso si fa sentire : così a naso, direi il doppio ( forse qualcosa in più ) di tutte quelle provate sino ad ora; il blocco centrale infatti è in acero solido.<br>
La collego e &#8230; oh &#8230;.non ci voleva .. Fantastica.<br>
A dire la verità, io non avevo mai avuto nè provato una chitarra semiacustica a cassa bassa perchè pensavo che quell&#8217;effetto acustico che mi piace tanto, in questo tipo di chitarre andasse disperdendosi. In questo caso non è così. Nasale al punto giusto e legnosa. Meravigliosa.<br>
La dinamica è quella &#8220;vera&#8221; : se plettri piano si addolcisce, ma se spingi, non si alza solo il volume, ma gli si roca un po&#8217; la voce, si incattivisce ..<br>
Voto : 9 ( non è nella fascia più economica, ma la qualità costruttiva è davvero elevata )</p>



<p>Che dire, l&#8217;ultima prova mi ha rovinato tutte le altre, ovviamente. Resto con la mente orientata alla Ibanez AKJ95 perchè effettivamente ha un costo accessibile ( ancora di più nell&#8217;usato ) ed è un buon prodotto per chi come me oramai suona solo in cameretta. Però .. il cuore è ormai altrove .. e meno male che non ho provato la George Benson Signature &#8230;. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<div style="float: right; padding-left: 15px; padding-bottom: 25px; font-size: 12px;"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/img_0623_2.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/img_0623_2-300x160.jpg" alt="ibanze jsm10" width="300" height="225"></a><br>
Fonte iconografica: http://leitzmusic.com</div>



<p><strong>L&#8217;ACQUISTO</strong><br>
I giorni passano ed io non riesco a dimenticare le belle sensazioni che quella chitarra mia ha dato. Io per altro, sono un amante di Scofield per cui, sono anche un po&#8217; di parte. Cerca che ti ricerca vedo nel mercato dell&#8217;usato alcune opportunità ma, essendo distanti da dove vivo, aggiungendo al costo della chitarra usata anche i costi di spedizione e di assicurazione dell&#8217;oggetto praticamente la cifra finale si può equiparare al nuovo. Non ne vale la pena. Poi scopro che c&#8217;è un negozio storico di strumenti musicali in Italia che ha dei prezzi promozionali su Ebay perchè sta cercando di lanciare il proprio canale di vendita in quella sede e trovo questo bell&#8217;oggetto ad un prezzo ottimo. Le spese di spedizione sono basse, la consegna è rapida ed inoltre, acquistando sul web, si hanno tutta una serie di garanzie sulla possibilità di reso entro 14 giorni. Che faccio ? Mi butto !!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><a href="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/410149558.png" rel="prettyphoto"><img decoding="async" src="//www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/410149558-300x225.png" alt="ibanze jsm10" class="wp-image-4053"/></a></figure></div>


<p><br>
<strong>PRIMO APPROCCIO</strong><br>
Il primo approccio è : se queste sensazioni che provo ora le avessi provate quel giorno, non l&#8217;avrei presa. Cosa è cambiato ? Per prima cosa sto suonando da in piedi, mentre quando la provai ero seduto.<br>
Mai avuto problemi a suonare da in piedi con le mie solid body, nè con le poche semiacustiche che mi hanno accompagnato fino ad ora ( sempre rigorasamente a cassa alta fino ad oggi ). Come mai allora questa mi procura un certo fastidio ? Non lo so. Stranamente sembra volersi suicidare gettandosi in avanti e attribuisco la colpa alla posizione del pirolo al manico. Il manico sembra più distante di come invece lo avverto sulle solid body , eppure questa chitarra alla fine è davvero poco più spessa delle Telecaster che ho qui. Il peso è discreto : è tra la Telecaster Thinline ( una piuma ) e la Tele &#8217;52 ( un piombo ). Me la ricordavo più pesante ; probabilmente perchè l&#8217;ho provata per ultima dopo una serie di semiacustiche cassa alta ( e quindi completamente vuote ) , mentre questa ha un blocco centrale solido.</p>



<p>Tutte le sensazioni di cui sopra scompaiono se la suono da seduto, MA ATTENZIONE, mica dovunque&#8230; serve uno sgabello basso per godersela davvero perchè nelle sedie normali o sul mio sgabello stile bar, le sensazioni sono assai diverse. Insomma, dopo pochi minuti di prova devo dire che le sensazioni di vestibilità, non mi sconfinferano più di tanto. Quando la provai probabilmente ho avuto la condizione ideale : sgabello basso e rigorosamente seduto.</p>



<p>Il suono è bello e semiacustico. La abbino al Roland Jazz Chorus con i controlli dell&#8217;equalizzazione ad ore 12 ( come li tengo di solito ). Come di consueto, strozzo il controllo di tono del pickup al manico, sia quando lo uso in solitaria, sia per l&#8217;uso col lo switch in posizione centrale. Lo switch extra per selezionare la modalità del pickup al manico ( in serie, in parallelo o single coil ) è pratico, secondo me. Sul clean non sarebbe necessario, infatti a me piace solo con lo switch per il collegamento in serie dove il suono è più caldo e rotondo, mentre abbinata ad un distorsore con gain potente stile RAT, il fatto di poter splittare può essere davvero utile.<br>
Pickup molto sensibili al tocco, anche se nel JC non trovando le valvole, forse non vengono valorizzati al meglio.</p>



<p>La tastiera lascia una notevole quantità di sporco nero sulle dita e dopo pochi minuti, potrebbero prendermi le impronte artificiali .. ma che è ?<br>
La mano destra stenta un po&#8217; sulle corde basse &#8230; avendo un corpo più grande rispetto alle Tele, da seduto l&#8217;intero blocco delle corde risulta più alto e mi obbliga a tenere il braccio più curvo di prima. Dovrò prenderci la mano.</p>



<p>Il setup è davvero ben fatto anche se, per me che sono un amante delle corde bassissime, una regolatina al ponte abbassando un po&#8217;, gliela darei ed in effetti non escludo di dargliela.</p>



<p>La terrò ? Non so dirlo, sinceramente. Ci ho sbavato per giorni , ma la cifra per me è consistente e non ho avuto l&#8217;impressione di avere tra le mani &#8220;la chitarra dei sogni&#8221;, ma solo una gran bella chitarra.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back-300x200.jpg" alt="ibanez jsm10" class="wp-image-4517" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back-300x200.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2017/03/JSM10_VYS_12_01_CU_Body_Back.jpg 630w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure></div>


<p><br>
<strong>PASSANO I GIORNI</strong><br>
Un po&#8217; deluso dai test precedenti, decido di provarla nel mio fido Fender Bassman. Devo dire che, forse lontano dal primo impatto, mi sembra che tutto funzioni molto meglio. Suono davvero accattivante, i pickup danno bella mostra di sè.<br>
Forse perchè sono entrato in uno stato mentale differente, ma adesso me la godo un sacco anche dentro al Jazz Chorus, anzi, anche di più che nel Bassman. Alla fine volevo un suono come questo : semiacustico ma non troppo, che possa passare dal jazz alla fusion e magari a qualche overdrive in men che non si dica. Al momento in cui scrivo, ce l&#8217;ho da 3 giorni e devo dire che dopo un primo momento di smarrimento, mi ha definitivamente conquistato. Certamente questa chitarra resterà con me, anche perchè la moglie ha sancito : <em>&#8220;lei non se ne va, piuttosto esci tu ..&#8221;</em> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ha anche deciso che momentaneamente si chiamerà &#8220;Blondie&#8221;, ma conto di cambiarle nome nei prossimi giorni, il difficile sarà farlo senza che la moglie se ne accorga&#8230;</p>



<p><strong>UN PICCOLO TEST</strong><br>
La collego al Jazz Chorus ed accendo il il piccolo Mooer zanzaroso acquistato anch&#8217;esso di recente ( Mooer Black Secret; una pedale ispirato al RAT ), e devo dire che se ben regolato, fa il suo lavoro ( cioè quello di emulazione di uno &#8216;Scofield Sound&#8217; ) ed ho ottenuto un suono davvero simile ad alcune registrazioni del nostro.<br>
Alla fine però, dopo aver centrato il suono, mi sono spostato su una backing track che .. non ha niente a che vedere con il chitarraio di cui sopra .. Perchè ? Ehm .. bho ? Non lo so, ho sentito una cosa, l&#8217;ho messa su ed ho suonato la prima roba che mi è venuta.. accattatevilla così com&#8217;è &#8230; il pezzo in sè non c&#8217;entra niente con Scofield anche se teoricamente è ispirato a lui, ma la base è talmente distante che &#8230; il suono però è quello. Non sembra somigliare secondo me, perchè è fuori contesto .</p>



<p>Insomma, ecco a voi un test del suono con un leggero overdrive :</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Blondie First Take by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F312707670&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Jolene Sound by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F315524155&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Nei prossimi giorni dovrei riuscire a postare anche qualcosa di assolutamente clean&#8230; stay tuned.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bella,  Pat ! by Vu-meter" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F345014115&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<p>Per chi vuole dire la sua, vi lascio il link al forum : <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/ibanez-jsm10/" target="_blank" rel="noopener">CLICCA</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Scala di una chitarra : cos&#8217;è</title>
		<link>https://www.jamble.it/la-scala-di-una-chitarra-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vu-meter]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2015 16:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[diapason]]></category>
		<category><![CDATA[scala]]></category>
		<category><![CDATA[suonabilità]]></category>
		<category><![CDATA[suono]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella scelta della nostra chitarra valutiamo tanti parametri tra cui: tipo di legni, forma del manico, tipi di tasti, pickup e molto altro tra cui,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella scelta della nostra chitarra valutiamo tanti parametri tra cui: tipo di legni, forma del manico, tipi di tasti, pickup e molto altro tra cui, diciamocelo onestamente, anche il fattore estetico ha la sua valenza.<br />
Un parametro forse un po&#8217; snobbato ma importante è la scala, altrimenti detto il diapason.</p>
<p>La scala ( o il diapason ) in sostanza è la distanza che esiste tra il capotasto e le sellette del ponte. Questa distanza indica in pratica la lunghezza della parte vibrante delle corde.<br />
I produttori scelgono di produrre chitarre con scale diverse: ad esempio è notorio che le Les Paul sono generalmente &#8216;etichettate&#8217; come chitarre a &#8220;scala corta&#8221; avendo in effetti una distanza tra capotasto e sellette minore delle Stratocaster e delle Telecaster, che vengono considerate e denominate come chitarre a &#8220;scala lunga&#8221;. Ci sono anche chitarre che hanno una misura di scala media tra i due estremi, come le PRS, ad esempio.</p>
<div style="position:relative; height:170px;">
<div style="font-size: 11pt; line-height:20pt; text-align:justify; float:left; width:48%; padding-right:10px; position:relative;">
Questo parametro ha una certa influenza sulla suonabilità e nella scelta della chitarra andrebbe valutata con attenzione. Normalmente possiamo dire che a scala più lunga corrisponde una maggiore tensione delle corde con una conseguente
</div>
<div style="float:left; width:50%; padding-top:5px;position:relative;">
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-3944" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white-300x152.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/tumblr_static_guitar-strings-black-and-white-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
</div>
</div>
<p>necessità di maggiore forza nel premerle e/o ad effettuare i bending.</p>
<p>Inoltre anche la distanza dei tasti è diversa: a scala più lunga corrisponde una maggiore distanza tra i tasti. Ecco perchè la leggenda metropolitana dice che &#8220;Le Gibson sono più facili da suonare delle Fender&#8221;. In realtà tutto dipende dalle nostre caratteristiche (come la grandezza delle mani o la lunghezza delle dita), dalle abitudini e dai gusti; per cui non esiste assolutamente una chitarra più facile da suonare di un&#8217;altra, ma solo una chitarra più adatta per ognuno di noi.</p>
<div style="position:relative; height:187px;">
<div style="float:left; width:50%; padding-top:5px;position:relative;">
<a href="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22.jpg" rel="prettyphoto"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22-300x187.jpg" alt="guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22" width="300" height="187" class="alignright size-medium wp-image-3945" srcset="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22-300x187.jpg 300w, https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/guitar-image-hd-hd-background-wallpaper-22.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
</div>
<div style="font-size: 11pt; line-height:20pt; text-align:justify; float:left; width:48%; padding-right:10px; position:relative;">
Oltre all&#8217;impatto fisico che la differenza di scala può comunicarci, questo parametro ha una sua influenza anche sul suono; ad esempio, in generale possiamo dire che a scala più lunga corrisponde un sustain maggiore ( è pura fisica: corda più lunga,  maggiore vibrazione ).
</div>
</div>
<p>Inoltre, a maggiore lunghezza corrisponde anche una tensione maggiore e questo crea un suono con un attacco maggiore e migliore presenza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.jamble.it/wp-content/uploads/2015/02/attenzione.png" alt="attenzione" width="50" height="48" class="alignright size-full wp-image-3946" /> Attenzione: non sto dicendo che una sia meglio dell&#8217;altra, ma solo che una può piacerci più dell&#8217;altra e nella scelta del &#8216;suono ideale&#8217; la scala può avere un suo ruolo, magari inconsapevolmente.</p>
<p>Abbiamo quindi visto come la scala ( o diapason ) di una chitarra può inserirsi tra quelle qualità o parametri di cui tener conto nella scelta della nostra chitarra ideale; non facciamoci ingannare soltanto dall&#8217;estetica, una chitarra deve essere suonata più che guardata. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Se volete fare due chiacchere, raggiungeteci nel <a href="http://forum.jamble.it/chitarra-elettrica/la-scala-di-una-chitarra-cos'e-e-perche-tenerne-conto/">FORUM</a>.</p>
<p>Vu <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
