Telecaster classic 60 recensione

La Telecaster è certamente una chitarra iconica, che trova il favore di moltissimi musicisti in tutto il mondo da molto tempo, considerando che in effetti fu la prima chitarra elettrica a corpo pieno (solid body) mai prodotta.
Il modello in oggetto non è una rivisitazione di quei primissimi esemplari degli anni ’50 del secolo scorso, ma di quasi un decennio dopo; il nome dato alla produzione infatti, dice tutto: Telecaster Classic 60.

Io che amo così tanto questo strumento e che sono un felice possessore di una Telecaster ’52 Reissue, potevo farmi mancare un buon muletto ? Non sia mai ! La breve recensione che segue, si riferisce in particolare all’esemplare da me acquistato. Ciò nonostante, a parte alcune piccolissime differenze, tratta la chitarra nella sua forma originale.

Il mio esemplare

L’ho acquistata usata ad un prezzo davvero ragionevole. Il ragazzo che me l’ha ceduta aveva apportato alcune modifiche:

  • sostituzione delle canoniche sellette in acciaio con quelle compensate in ottone
  • inserito un preamplificatore handmade (immagino DIY) sotto il battipenna
  • montato delle corde 0.011

Sellette compensate in ottone

Per quanto riguarda la prima voce, sono abbastanza contento, nel senso che non ho idea di come si comportassero le sellette originali, dato che non le ho mai provate, ma so che il suono di quelle in ottone è leggermente diverso e forse più vicino alla tradizione telecasteriana. Inoltre, essendo compensate, aiutano nel perfezionare la regolazione delle ottave. 

Un preamplificatore on board ?

La seconda voce mi lasciava invece un po’ interdetto. Prima di giudicare, comunque, ho certamente voluto provarla. Il preamplificatorino era montato sotto il battipenna, nello spazio tra il pickup al manico e lo spazio per i controlli (switch, volume, tono), nello scasso che porta i cavi di collegamento.

Da spento, non sembrava apportare alcuna modifica al suono, da acceso invece, aumentava il volume della chitarra e apparentemente anche il suono subiva un ingrossamento (ma forse era un effetto acustico dato dall’aumento del volume). Penso che il precedente proprietario percepisse come “debole” il segnale in uscita dalla chitarra. In realtà, è proprio la tradizione telecasteriana di quegli anni che vuole un pickup con volumi non troppo generosi e compressi, perchè punta alla pasta sonora e alla dinamica anzichè alla “potenza”.

In ogni caso, aveva qualche problema, il primo dei quali, interferiva con entrambe le tipologie dei miei trasmettitori wireless (Xvive U2; Ammoon). Inoltre, siccome mi sono accorto che c’erano dei piccoli problemi anche nel jack di uscita che creava dei falsi contatti, ho deciso di aprire la chitarra e dare un’occhiata. Siccome ho notato che il lavoro non era ben fatto (saldature mal fatte, cavi collegati con il nastro isolante e simili), ho deciso di rifare il wiring eliminando il preamplificatore.

Tolto il preamplificatore, secondo me ne ha guadagnato anche il suono originale che sembra più corpulento.

Corde

Siamo arrivata alla terza ed ultima “modifica” fatta dal proprietario precedente, che aveva montato delle 0.011 nuove di zecca. Niente da fare, non mi ci trovavo proprio, perciò cambio al volo delle corde con una muta 0.010 e nuovo setup. Adesso sì, che si ragiona. 😉

Manico, tastiera e tasti

Il manico è bello dritto con il truss rod perfettamente funzionante. L’acero è chiaro e venoso, abbastanza bello, direi.

La tastiera è in un palissandro scurissimo, al punto che sembra ebano. Ho notato che nei tasti dopo il dodicesimo, il palissandro sembra un filo più ruvido e meno setoso rispetto alle altre posizioni. Forse il precedente proprietario non passava troppo spesso in queste zone.

I tasti sono di tipo Vintage, ossia bassi, ma mi sembrano comunque più alti rispetto a quelli della mia Tele 52. Sono ottimamente posati e smussati in modo da non farsi sentire quando scorriamo la tastiera.

 

Le meccaniche

Le meccaniche sono quelle tipiche Fender Vintage style, a me tanto care.

Le trovo comodissime e davvero precise. L’intonazione (grazie anche al ponte fisso) resta incredibilmente stabile anche dopo diverse “torture” alle corde.

Come suona

Secondo me, forse a motivo delle regolazioni del mio amplificatore (Fender Twin Amp), che sono una media tra alcune chitarre con cui normalmente lo utilizzo, suona proprio bene. Il volume in uscita non è nemmeno troppo basso e comunque, basta alzare un po’ l’ampli perchè la chitarra prenda un bel colore caldo e corposo. Non è eccessivamente squillante (strano per una Tele) neppure il pickup al ponte, che in genere nelle Telecaster sferraglia. Insomma, trovo che abbia un buon suono, specie in funzione di ciò che amo suonare io: blues, jazz, fusion. Non ho bisogno di particolare potenza o distorti a volontà, per cui .. 

Un test “buona la prima” fatto in pochi secondi. ascoltate il suono, NON come suono.

Conclusioni

A mio avviso, questa è una chitarra che considerato il costo (specie sul fronte dell’usato) è davvero da considerare. Non avrà il blasone delle sorellone americane e certamente, oltre al luogo di origine, qualcosa è stato sacrificato, ma non mi pare proprio si tratti del controllo qualità. La verniciatura è impeccabile, il manico è comodo e veloce, il suono più che dignitoso.

Se vi serve una chitarra di buona qualità ma senza eccessi nel prezzo e amate la forma iconica della Telecaster, non posso far altro che consigliarvela.

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Dopo alcuni giorni, test e suonate, devo dire che quello che poteva essere un punto dolente della chitarra, ossia i PU, sono veramente più che decorosi. L’uscita è medio alta e il suono, per i miei gusti, è bello. Si potrebbe obbiettare che forse è un po’ più scuro e rotondetto di una Tele americana, ma per me questi sono pregi anzichè difetti e la grande dinamica di cui sono capaci, in particolare quello al manico, mi fa dimenticare che sono economici.

Insomma, secondo me è una chitarra azzeccatissima. E’ una di quelle Tele che è per certo da provare per chi cerchi una chitarra di stampo telecasteriano: la qualità è più che valida (personalmente direi leggermente maggiore delle Squier Classic Vibe che ho provato; per lo meno, la sensazione a memoria), il suono è buono, il peso è leggero. Se avesse il manico a U o comunque più grosso, sarebbe la mia chitarra definitiva o quasi, temo.

 

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Caratteristiche tecniche della Telecaster Classic serie ’60:

e caratteristiche tecniche di questa chitarra sono :

  • Nome Modello: Telecaster 60;
  • Serie: Classic Series;
  • Produzione: messicana;
  • Colori disponibili: Olympic White, Candy Apple Red, Black;
  • Corpo : Ontano;
  • Manico: Acero;
  • Profilo del manico: C Shape, spessore medio;
  • Tastiera: Palissandro (non più, quelle attuali sono in Pau Ferro);
  • Radius tastiera: 7.25″ (184mm).
  • Numero tasti: 21;
  • Tipologia di tasti: Vintage Style Frets;
  • Pickups: 2 Vintage Style Single-Coil Tele Pickups with Alnico Magnets;
  • Ponte: Vintage Style a 3 sellette;
  • Corde: attraversano il corpo, in classico stile Telecaster;
  • Meccaniche: Fender/Ping Vintage Style Tuning Machines.
  • Hardware: Cromato;
  • Battipenna: a 3 strati, colore Mint Green;
  • Scala della chitarra: 25.5″ (648 mm).
  • Largezza del capotasto: 1.650″ (41.2 mm).
  • Accessori: Deluxe Gig Bag.
Vu-meter Written by:

Ha collaborato in ambiti musicali e multimediali a livello professionale. Amministratore del portale e del forum di Jamble. Insegna chitarra ed armonia con lezioni private e/o via zoom, google meet, skype, ecc...